13.05.08
ho passato notti a dormire. per chiudere un occhio sul buio. sulla trascendenza improvvisa. e su un accenno di nostalgia. chissà se. è una domanda inespressa. un accorgimento raro. una carezza delicata. che raccoglie la polvere. accumulata su un sorriso. e vorrei essere solo. adesso. e altrove. anche adesso. uscire da me e da te. da ieri e da domani. restare fermo un po’. dove non ci sono profumi e voci. e giorni e notti. e il buio sono io. ho raccolto frutti dagli alberi. ma erano mille anni fa. e osservavo i fiori da vicino. come le labbra che avevo accanto. e niente cambia. se fa giorno ogni volta. e la mia faccia è un’altra. se i temporali non fanno rumore. esiste un malgrado te. che avrà pure un senso. che vado cercando. nel bagno di un bar. negli angoli nascosti dal tramonto. nell’inutile d’attorno. e sciolgo il ghiaccio nei bicchieri. d’una rima a fior di pelle.
17.04.08
ho visto il cielo cadere. di là dell’orizzonte. e farsi notte. ho contato fino all’alba. i pensieri che ho sciolto nel ghiaccio. d’un bicchiere a metà. come quel sorriso che ho lasciato per strada. come quel volto che ho visto da troppo vicino. è un accanto il buio che vedo. anche nelle ombre scivolate via dal letto. e cadute sul pavimento in controluce. hai segni sul collo. e saprei come riconoscere il sapore. della tua lingua. e della pelle attorno. chiudo gli occhi. per non sentire quel che vedo. per tessere un buio più fitto. per vederla uguale a te. senza guardarla e immaginare. ho speso male anche la malinconia. ho suscitato dubbi e tremori. non ho rotto silenzi con le parole. e lasciato la pioggia cadere da un temporale. scopro le attese improvvise. che mi colgono qui ad aspettare. senza niente da dire. senza niente da fare. ingoiando la notte d’un fiato.
16.03.08
lo sai che la tua pelle. m’è rimasta attaccata ai pensieri. che faccio la notte. quando lei dorme. e io sto con gli occhi lanciati in aria. e la voglia di fumare. per respirarti il fumo in bocca. per soffocare le parole. e allora questa voglia. d’entrarti fra le gambe con un sorriso. la tengo in disparte. per immaginarmi ancora vivo. per far colare il buio dal cielo. sono a caccia di ombre. di ciò che sembra ma non è. dell’oscuro applicato alla luce. che s’allunga sulle strade appresso a me. che ho l’anima persa. in due dita di ron. e un ansimare lontano. ci sono notti che ti scoperei. così forte da svegliare lei e il sole. d’improvviso. e avere nuova luce e bestemmie. da mettere in ordine per dimenticare. l’incoscienza e il passare di un attimo. quello che spendo a occhi spenti. quello che mi ricorda di ricordare. quello che credo d’aver vissuto. quando tu c’eri. ed eravamo noi.
24.02.08
c’è un risveglio di notte in quelle luci che brillano sulla città. un rigurgito di buio che rende luminosa l’essenza. e gli occhi spenti. di voglie e di sguardi. ho un’anima persa. tra le lenzuola strappate. e un santo in ginocchio. che mi sputa dal paradiso. ho riavvolto le parole che avrei detto. le ho ingoiate con due dita di ron. e ho atteso. di riempirmi il bicchiere. agli angoli della bocca ho gocce di sangue. e una disperazione che so. scivolo con le mani lungo ai vetri. che mi separano dall’altro nulla. e lascio che sia fredda la pelle al contatto. manca la forza di bestemmiare persino. e un accordo mi si struscia addosso alla memoria. pensando che non me ne accorga neanche. di morire ogni giorno che passa. adorando il silenzio dell’inquietudine. respirando la stessa aria di lei. che non s’accorge. di chi sono stato ogni notte. di quelle chiuse in stanze deformi. a immaginare altri universi.
11.02.08
c’ho sbattuto contro, alla notte. appena aperto gli occhi non ho visto nulla. stavo nascosto in un mondo all’ombra. dove il sole c’è, ma non si vede. e il vuoto è un sentimento. l’unica emozione che scorgo. nitida nei contorni. apparire a caso in coda ai pensieri. è come quest’onda che ho accanto distesa. porca e puttana senza nessuna parola. una pelle che brilla di luna. oscurata dal buio e dal fumo. che disegna lo spazio da come lo sputo. sono altri silenzi. come quelli che ho immaginato. ho perso le tracce di un dire. e resto muto. che mi sembra questo il momento che mancava. eppure no. è privo di pioggia. d’odore e sapore. seguo il profilo con un dito. ma è sbagliato il disegno. ingoio panico e saliva. e chiudo gli occhi ancora. per guardare in faccia al buio. che non è tempo di ricordare. e nemmeno dimenticare.
27.01.08
ho scelto la via del tramonto. per andare incontro alla notte. per camminarle dentro. per fotterla con lo sguardo puntato tra le gambe. l’ho vista scendere dal cielo e avvicinarsi. l’ho vista nascondere quel che resta del giorno. e adagiarsi ovunque piano. come fosse ombra di sole. assoluta. e mi sono sentito a casa. dentro me. disperso tra l’inutile delle parole. scomposte in immagini immaginate. in sogni ancora da sognare. ho rovistato tra i resti. di altre notti. scomparse all’alba. e ho trovato i suoni e i rumori. le ho cavato gli occhi dal buio. e li ho visti spezzare i miei. che non sapevo. che non potevo. ricordare tutto. di come le ho stretto i fianchi e spostato i capelli. in quell’aria immobile e calda. col sangue addosso e nelle vene. che le mordevo le labbra gonfie. eravamo il silenzio e la possibilità. gli unici a esistere in quell’attimo di mondo. così disperso in mezzo al resto. della confusione che irrompe. quando la notte scivola lungo i muri. e se ne va.
18.01.08
e questi silenzi. dal rumore folle che fanno i ricordi. che mi stringono le palle e li chiamo per nome. gioco attorno alle assonanze. ai misteri del buio che fa la notte. di quando ho bevuto bottiglie d’un fiato. per riempirle di stelle cadute dopo aver spento il cielo. e l’immobilità di un soffio. che esce dalle labbra e si posa sull’aria che ho davanti. l’odore forte di una pelle. vista da vicino, sollevando piano i capelli. e il bisbigliare degli occhi. occupati a guardarsi dentro. e letti sfatti. auto in un parcheggio improvviso. pioggia oltre ai vetri. e ghiaccio sulle parole. proferite nell’attimo di un mai più. e stringere forte il collo di una bottiglia. per soffocare la voglia di bere. malinconie sotto spirito. che s’inganni la memoria. che s’offuschi il sonno dai sogni. che sia capace di scrivere il nulla. che possa soltanto occupare lo spazio. nel tempo che mi è destinato di restare qui a guardare. il rovescio delle palpebre.
9.01.08
assenzio. come il sapore che mi manca a tratti feroci. spine negli occhi. lasciati a sanguinare. che non c’è niente da guardare. se il tempo e la notte. non fanno passi indietro. neanche per pisciare. e angoli bui di una stanza. dove vomitare il senno e le parole. lanciate contro le pareti. per ferire le ombre. che stanno lì. appoggiate. e mi manca l’aliento. che mi respirava piano addosso. e vedo accanto. un letto sfatto. e lembi di pelle scivolano giù dalla fantasia. e se non è lei a illuminare il buio con la pelle bianca. poco importa. all’anima in stato di grazia e malavoglia. che quest’onda sia. un mare differente. senza foglie gialle depositate sulla sabbia. e niente vento. solo la disperazione di una voglia. e il suo silenzio. che non siano cose da dire. attorno a un’alba che vorrei spezzare. proprio lì. dove nasce ancora il sole.
23.12.07
notti. d’amore sbagliato. come questa, riempita di niente e sospiri. e le attese sopite. le lacrime trattenute. i ricordi e le speranze. i lampi e i tuoni. il vento e il calore. il sudore della pelle. l’odore addosso. e due occhi così. ma sei davvero tu. no. forse no. non ero davvero io. e tu eri tu. forse lo eri davvero. e adesso respiri accanto a un altro. e io fatico. a respirare. a essere accanto. e resto immobile. per farmi silenzio. per essere il sogno che ho fatto. in una notte d’estate. in cui vorrei tornare. a essere davvero io. tra le gambe e negli occhi. tra una parola e il desiderio di dire. e le labbra. appoggiate a un lamento. e la schiena liscia. un calore imprevisto. un amore impotente. adesso. per sempre. insomma il vento che è passato di qua. e ha seccato i rami di un albero. portando le foglie in volo. a perdersi in un vuoto d’aria e di pensieri. come un mai più. che m’uccide.
3.12.07
un bicchiere. illuminato dal buio che fa la notte. e la voglia di toccare le parole. quelle che ho da dire. da sussurrare. da urlarle in gola. una sigaretta accesa. si è spenta ancora. quando voglio sfiorarle gli occhi e la pelle. invece no. sputo sangue sul selciato. che percorro contando i passi. per non pensare. a chi ero e non sono. nudo di lei. dei suoi silenzi. e del suo respirare. intanto c’è vita. fuori di me e di questa notte. ma non vedo e non sento. neppure il calore di un corpo accanto. neppure il rumore di un sogno qualsiasi. ho pupille enormi per esplorare ogni angolo di questo silenzio. per vedere i battiti del cuore spostare l’aria attorno. e il mondo rotola. gira su se stesso. mentre cado nel vuoto d’una donna. che non c’è. che ci uccide ogni giorno. ogni momento. in ogni pensiero possibile. nel gesto leggero di essere altro. da sé.