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21.05.03

Ci sono giorni. Per fortuna. Ci sono giorni in cui il sole scalda dippiù. È sguardare fuori da un qui qualsiasi di un qualsiasi momento che ne segna la differenza. Percettibile, se facciamo attenzione ai rumori del mondo. Può essere gioia, quindi, dello scoprire entusiasmo nel nulla che crediamo sia. È un’avventura lieve, immotivata, limpida. Come pochi cieli sanno esserlo, quando ci stanno attorno altrove. Sarà una canzone risuonata che sposta l’aria attorno alle orecchie e sincopa un sorriso di cui avremmo necessità sempre. Sarà che quest’oggi non se ne vuole andare. Saranno gambe nude ai bordi delle strade. Saranno notti di sudore addosso e soffi di vento tra le dita. Saranno movimenti lenti di poco conto. Sarà liberare ricordi che non servono più. Sarà restare vivi. O esserlo.

14:39 | commenti (1)

7.05.03

ehi! hai visto più in là sintomi di sofferenza permanente, inconsci del resto che esiste o resiste e poi muore? fa lo stesso, se colori tutto il bianco&nero d'un tratto, come fosse un dovere o necessità impellente di un verbo qualsiasi. salta di là del fosso e guarda in qua, che non resta niente di te. non fosse che andarsene equivale a tornare in qualche luogo di passaggio. tra notte e giorno esiste una distanza imperfetta che a percorrerla tutta ci vuole il coraggio d'avere un anima stretta nelle mani da liberare poi, ma solo accanto al sole. e di te non pensare mai, fosse un errore quello che sei e non sai. movimenti circolari preferiti all'inedia non sono dinamica dell'andare: è illusione di mobilità che da dentro se ne va ovunque ti si possa riconoscere, anche quando non sei tu. e non sei più tu.

16:29 | commenti (5)