15.06.03
Antologia di notti d’amari sorrisi. Parole fottute da pensieri invaghiti dal niente, assoluto nulla. Accordi di metallo lancinano distorsioni da lì al cervello. Conto i passi da me al cesso e accenno un riff. So mai da dove parto quando non voglio arrivare in nessun posto. Amori umidi di sponda liscia di mattonelle come fosse trasgressione. Ho schifo di me talvolta, fino a non voler giocare più. Ma tutto questo buio attorno fa bene adesso che ho gli occhi chiusi da immagini sfocate dall’improvviso. No sorprese, di me come sono ora a distillar momenti che già non ci sono più. No sorprese, che il già vissuto non è stato abbastanza sincero ogni giorno. No sorprese, dal passato – dal futuro – dal tempo – da chiunque – dal sale su ogni ferita riaperta da una di quelle notti che non so più quale.


