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31.01.04

troppi cani abbaiano per strada. ne ho abbastanza di me. sto chiuso dentro a una bottiglia. in compagnia di navi alla deriva. non apro a nessuno. che non mi assomigli nei tratti. navigo in mezzo al vuoto e soffio controvento. ho lasciato un’intenzione nascosta tra le pieghe delle lenzuola. chissà quando tornerò a svelarla. chissà quando dormirò ancora. dopo averla carezzata a lungo. la disperazione. sussulto per un attimo di silenzio. nessuno urla più attraverso pareti morbide. m’appoggio a un pensiero stimolato dall’alcool. lo confondo con la verità e lo caccio via. mi faccio strada senza muovermi di lato. e m’accascio nell’ombra sfiorando l’aria. la lascio lì. a sognare di meglio. a sorprendermi già sveglio. con una mano tesa verso di lei.

00:54 | commenti

30.01.04

perdo tempo a cercare le parole. me le ricaccio in gola. ogni volta che le trovo. inutile ogni sforzo d’elevare lo spirito. ho colpe da espiare e lo faccio lentamente. le succhio l’anima che cola dagli occhi. nel tentativo di non fuggire. da me. dal tempo. da questo spazio. da braccia che stringono forte. da sorrisi che mi colgono di sorpresa. assente. assorto. le porgo un fianco. per non farle male. per non stringere troppo. un sax m’aggredisce alle spalle. non so che dire. non so che fare. ho voglia d’urlare. “mi piace la linea delle sue cosce. mi piace la sua carne e il profumo che manda”. assonanze di pelle a contatto. “mi piacciono le rime baciate. le gambe distese. le cosce bagnate”. bit impazziti segnano sui muri un momento. d’abbandono. come fosse poesia. andata da tempo. persa tra i gesti. ritrovata tra le parole. dentro a pause indefinite. qui con me.

16:58 | commenti

28.01.04

non racconto favole neanche alle fate. occupato come sono ad abbaiare alla luna. stravolgo il cielo nel tentativo di mischiare le stelle. non lo voglio più così. a girarmi intorno sempre uguale. confondo le cose così come stanno. che così non mi stanno bene. cammino sulle acque rotte dall’emozione e affondo lentamente le mie dita nelle piaghe del tempo. saranno ricordi dimenticati. sarà tutto ciò che non sono stato. ad osservare da vicino. curioso di sopravvivere seguendo indizi seminati e sparsi. sputo tutta l’aria che mi resta nei polmoni per averne necessità. come fossero gesti d’amore nascosti dietro alla faccia. aborti di un’emozione. porte chiuse su un angolo immaginato. e scorrere di parole dai buchi delle tasche. scivolate fuori dalle mani fasciate dai sensi e chiuse a pugno su ferite aperte per guardarci attraverso. chissà se ci sono ancora. io. da qualche parte.

18:46 | commenti

26.01.04

ci fosse un’immobilità nel sentire. sarei davanti all’inevitabile, alla cristallizzazione di un sentimento nobile. gioco a fare altro. non posso perdermi attimi diffusi. nascosti all’ombra di qualsiasi ragione da avere. scosto violentemente ogni patetica reazione e volo fino a lei. resto a guardare da me. le sorrido in faccia. mi strappo i capelli senza capire chi sono. per quanto posso restare, camminando sul filo d’un equilibrio fottuto dal vento. l’accarezzo piano. e mi ricordo chi sono da allora. chi sono stato da adesso. così ingombrante dietro a ogni parola nascosta sotto la lingua. rido forte in ogni attimo di silenzio. rimbalzo tra le pareti nascoste da un velo stracciato dal basso. non ho paesaggi inventati da inventare. ho poche cose sparse attorno allo stomaco, alla deriva, dentro me. vorrei disegnare un istante e farlo mio. così come viene. così come va.

20:46 | commenti

necessità intrise dalla menzogna di sé. aria in faccia e gelo che scende nei polmoni. attese brevi. rincorse atroci. fantasie illuminate. spreco energie lasciandomi andare via. da negazioni pressanti. da ipotesi frantumate. rifletto su ogni passo che metto in fila, ma non mi muovo di molto. e aspetto qui. con un sorriso di riporto e qualche commiserazione. sapermi vivo non conforta quest’angolo di rappresentazione del possibile. e ricaccio in basso un grumo di saliva. alzo il volume del rumore che fa il mondo. danzo isterico su note fantastiche e disordinate. batte una cassa qualche volta al minuto, incapace di intrecciare melodie utili. dolcezza rovinata da un gusto amargo. ossessività nei movimenti bruschi e distratti. dannosi all’animo e a un discorso improvvisato. lì per lì. chissà per chi.

03:40 | commenti

24.01.04

distanze prese a caso m'allontanano dall'avvicinarmi come vorrei. le ho sezionato le viscere per trovarci quel poco di me. tra sangue e carne e parole strette. m'avvio sull'onda dell'emozione e ci navigo a vista. tenerla sopra di me un tempo indefinito è un desiderio impenitente. senza soluzioni. limo tutti gli spigoli che incontro perché non facciano male. rimando a poco prima quell'atmosfera decadente di un uomo in forse. e corro da un capo all'altro del mondo a raccogliere ogni foglia che cade. che non sopporto di lasciarla lì, a morire. sola. evoco a gran voce tutti i sensi. per avvolgerla di un momento greve, tra un sospiro e una rima baciata sulla bocca. senza lasciarmi più andare via da me. collezionando drammi a puntate di altre storie andate a male. spettatore qualsiasi di pause pubblicitarie mandate in onda tra una vita e l'altra. per restare. infine.


01:41 | commenti

22.01.04

un angelo distratto è caduto in volo. cazzi suoi. non ho tempo da perdere in terapie esoteriche. nessuna compassione per il candore. solo fantasie distorte dalla realtà. m'affascinano da dietro. ho cura d'ogni perversione evidente e ci sorrido sopra. allungo le mani per toccare una bolla d'aria, la stringo e la spingo via. m'immagino già avvenuto, amaro di possibilità giocate ai dadi. coloro di buio ogni giorno di sole per non soffrire di luce. se un angelo cade nemmeno me ne accorgo. preso come sono a distruggere ansie impossibili. e la guardo di profilo. forse ha ali spuntate e non le ho toccate mai. forse la sua pelle bianca è velluto. forse ogni sua parola è persa. forse il suo odore è anche mio. forse farle scivolare un dito sulla schiena sudata è intima sofferenza. forse è un angelo caduto in volo. e l'ho chiuso qui, in una bolla di sapone.


23:53 | commenti

21.01.04

quant’è opportuna questa trasparenza? lucido labbra con la lingua per saggiarne il sapore. di più sarebbe un verbo a caso. m’accompagnerei al suo muovere l’aria nella stanza. fossi vivo e guerriero. l’osservo adattando pupille e luci intermittenti. commento a braccia aperte ogni delizia e bestemmio il tempo. per quel che è, per quel che sono. adagio una mano tra i capelli per non trattenere il respiro. raccolgo da terra il morale e spingo verso di lei una carezza. non mi riconosco visto da vicino. ho contorni di fumo che sale dalla bocca. e idee in disastro permanente. fermare l’attesa sarebbe attingere al calore che dà. senza poi e alibi incerti. con gli occhi brillanti lacerati da nebbia fitta e isole di ghiaccio. scompongo gesti lenti in intenzioni. afferro l’anima e gliela strappo a morsi. per averla dentro. per averla.

01:08 | commenti

20.01.04

un bicchiere vuoto mi rotola di spalle. se ne è andato via bruciando organi vitali. scalcio l’aria barcollando. fumo al contrario quest’aria gelida che mi sta addosso. giro vago di profumi e delusioni. m’appendo a ogni scritta sul muro per poter raddrizzare un pensiero. dimenticanze che non ho. di cose avute e perse. d’azioni da raccogliere per strada con quattro soldi e un bisogno di tepore. di puttane d’avanguardia col sorriso stampato in rosso. di movimenti troppo languidi per un riflesso lento. di movimenti riflessi dall’istinto e da una vetrina a pezzi. lacrime di vetro mi tagliano le mani e descrivono di sangue il marciapiede. cerco una vita che potrebbe essere la mia. ma non è qui. da me. cerco una via di fuga con gli occhi spalancati dal freddo. sarà questa l’ora d’esserci, finalmente. o ancora un buco nel destino, dal quale uscire a stento.

00:56 | commenti

16.01.04

cazzi & mazzi e frasi buttate da un ponte. quanto ipocrita sarei a tagliare le vene a un sogno. lasciarla morire lì, senza guardare. e provare a pentirmi un giorno qualunque, ancora. la stringo addosso per smettere di tremare, per lacerare le sue carni con le unghie e schiuderle un bacio sotto agli occhi. invece di colorare un silenzio di abitudini e prendere a calci un bicchiere. le scrivo sulle spalle ogni possibilità che mi resta e azzardo un concetto. inespresso ancora, umido d’intenzioni sottopelle. da qui salto sui tetti di fronte e ululo alla luna. cerco di spegnerla imprecando forte, nudo e morente. nasco e muoio da un attimo all’altro. confondo le idee con la verità e gioco d’anticipo. su ogni dolore. su ogni visione distorta di un volto umano. contando le ossa sparse in terra dopo un orrore qualsiasi.

16:53 | commenti

13.01.04

corro a nascondere ogni verità. che tempo sarà mai questo. domande e risposte nascoste sotto il tappeto e umori bassi. d’altre sconfitte. non ho donne da rispettare. silenzi acerbi accumulati attimo per attimo. da un profondo di occhi e d’attesa, d’intesa sottile e freddo lungo i fianchi. stanze chiuse a chiave dentro al buio. scatole vuote ancora serrate da un’intenzione nascosta. caroselli di pubblicità come fossero vita m’appaiono d’innanzi. salto dall’orlo della notte fino a una briciola di luce. soffio sul fuoco e non mi capisco da me. che parlo strano e sottosopra. che ingoio saliva pur di restare in bilico sul niente. che aspiro all’entusiasmo. e traspiro indecisioni prevenute da timore. le stesse parole che bussano in testa e ronzano attorno e ridono forte. di me. che accenno un sorriso. diverso.

17:19 | commenti

raggiungere sentimenti attraverso un’emozione. roba da poco. da maledire con un poi. in agguato sempre. come ipotesi di sofferenze insopprimibili. piccole gocce di sudore che colano dai pensieri e cadono a terra. dissolvendosi. sputo orrori dimenticati per farmeli ricordare. diffondo note stonate per profumare l’aria e confondere un’idea. mi mento e sorrido e conosco il viaggio. dal quale torno a fatica. a piedi nudi. sempre. coloro una notte intorno, da confondere col buio. e un calore folle aggredisce ogni parentesi di sguardi. scandisce gli attimi di un gioco perverso e ne segna la fine. corro all’indietro consapevole di un minuto solo e già passato. sguardo fiero infranto sul pallore d’una pelle liscia e morbida e domande inavvicinabili nel tempo. inseguo un sogno vuoto da riempire di disperazione rossa e intensa. non c’è più nessuno lì fuori. attorno a me. all’ombra della luna.

17:18 | commenti

12.01.04

mi balla dentro a tempo di valzer quell’idea di donna che mi sono fatto. con gli occhi persi dentro a un caffè richiamo all’ordine ogni minuto. giochi fatti e sapori nobili. spreco un passaggio a est dell’immaginario e mi fermo apposta. ghiaccio in circolo lungo vene gonfie allo spasimo mischiano sangue e vapore di profumi sui capelli bagnati dall’intensità. dolori ovunque, attorno a una piccola angoscia trasformano quell’altro che sono. e non in peggio. appeso a fili di luce m’arrampico illuso aggrappandomi a fiori già colti e lasciati lì dall’indifferenza. bevo acqua benedetta mista a indecisioni fragili del tutto e spero in un’invocazione che non uscirà mai. da me. da uno spietato senso dell’errore. che si compie da sé in un destino tutto da ridere. fosse vero. fosse il mio. fosse vita. fosse un forse.

19:03 | commenti (5)

sintesi maldestra d’opinioni facili. notti ignifughe dall’ardere voluto. giro in tondo assimilando grazia e risolutezza. dimentico d’ogni me sparso per strada. e raggiro tutto l’intravisto da spiragli di luce fioca e abbagliante. sottometto ogni sentimento provato per caso. vedo e penso immagini montate in sequenza. elaboro sensazioni da non crederci mai e mi volto di scatto per rivedermi sorridere. non ho sangue da versare in notti così. fosse un idiota a farmi compagnia sarei proprio io. respiro forte tutta l’aria che c’è e mi ascolto parlare ad alta voce. parole s’incrociano in bianco&nero e sfumano grigie di là del muro. mi siedo qui, per non cadere dall’alto di braccia tese. sottendo un’intenzione ancora nascosta che m’affatico a svelare. troppe domande dovrei farle dopo una risposta. troppi tremori dovrei evitarli se c’è gelo intorno. e meritarmi da vivere.

02:16 | commenti (1)

11.01.04

sermoni e pulpiti scolpiti nella pietra. schiaffi di vetro soffiato dal vento. non c’è possibilità d’intesa tra spifferi di luce e un freddo intenso. chiuso dentro a una giacca a quadri mi guardo da fuori. rinnovo ogni proposito tradito da poco e scivolo addosso a una nostalgia. cerco più in là un’approvazione che mi sostenga. solo solitudini affrante e sorridenti. giorno da pentimenti e abluzioni. attendo la notte fin dall’alba e la confondo con un tramonto immobile da un po’. mi aggiro svelto dalle parti di un pensiero. scopro fantasie a colori e le metto in ordine prima della fuga. sto buono in parte e osservo tutto il male di cui sono capace. ciondolo la testa e mastico un desiderio con l’aria di chi non c’è già più. sarà un abbandono senza ritegno questo tornare a vivere. sarà fottersi quel che resta dell’anima. sarà pianto o incoscienza. sarà un forse.

17:39 | commenti

10.01.04

amaro sapore di sale che cola dagli occhi. è lo sguardo che mi sta davanti e ingombra un senso di colpa. no acide soluzioni da immaginare la notte. no alcool a strafottere un’inibizione. montagne di parole nascoste acquistano consistenza. materializzano ogni passo andato avanti e indietro. equazioni senza soluzione s’affollano lungo calcoli improbabili. da adesso in poi sarò ancora io. nonostante. tutto quel buio che affinava tecniche a scomparsa è sempre qui. dietro a un angolo dell’essere. senza divenire poi. mai. m’appoggio a pareti di carta con la schiena. mi lascio scivolare a terra dal cielo. m’accascio accanto ai miei resti. e divoro l’angoscia chiusa dentro alla pelle. no barriere tra questo e l’infinito. no barriere tra un sogno e la rivoluzione. che sia di me qualcosa. anche un niente denso di significato.

17:26 | commenti

8.01.04

non ho racconti da inventare per dimenticare un giorno a caso. ho solo risvegli increduli ogni volta. mi giro dall’altra parte e scivolo lungo un pensiero. di non essere sopravvissuto a nulla. nemmeno a questa notte passata su un fianco. ho strappato lacrime inutilmente e sono ancora tutte qui, accanto ai suoi occhi. girata di spalle giace immobile e bianca, con le labbra lacerate a morsi. puttana davvero in notti di luna piena, s’arrende a una menzogna tagliata male. scateno l’inferno piuttosto di restare in pace col mondo. derivo rime baciate dalle sue cosce bagnate e dannate. rimandi d’emozione in circolo che puzzano di fritto e poca melodia. spazio aperto da una distorsione temporale e un’ansia d’affetti. morire qui non è da me. già che ci sono m’abbandono. e mi lascio qui.

19:44 | commenti

7.01.04

gioco a vivere. tutto quello che ho. poco. m’aspetto ansie differenti a seconda del clima. e rinasco all’alba di ogni notte come si deve. vorrei abbracciare per sempre un sorriso di donna. senza vederlo svanire alla luce degli occhi. intanto fumo e resisto. a me e al resto che m’accompagna. ho colori tenui per descrivere un orizzonte che non trovo da tempo. poca voglia di guardare davvero e sapide nostalgie di un attimo fa. perdo tempo a essere così. con un finto dispiacere tra le labbra e amori di stagione. senza scrivere di me qualcosa che sia perfetto. ritratto semplice di una possibilità di riconoscermi all’improvviso. seduto all’ombra di una nuvola mi chiedo quali risposte ho. e vomito, tra una parola e l’altra, tutto l’alcool e i giorni passati via da me. mi fotte il mondo. la sua circolarità disarmante e quest’essere terreno coi sensi altrove. e chissàdove. a parlare e a ridere di me.

16:09 | commenti (9)

6.01.04

fragilità d’intenti sbiadita da sé. ecco angeli volare in direzione sud e svoltare poi a destra. non c’è più niente da raccogliere intorno a paesaggi disegnati. né donne né guai né grano maturo. isole di luce s’arrendono all’attesa di un quando. ma se così fosse. pentito sarei di me. colonne di fumo grigio s’alzano alle mie spalle e vuoti a perdere s’allineano d’ombra e polvere. maledire una nota stonata potrebbe costare l’eternità a chi non sa e non deve. quanti abbandoni lasciati lì. a disperare per poco. ad accumulare sogni chiusi. a rivederli dopo un po’. cumuli di equivoche nostalgie. non c’è pioggia andata che non sia da venire. forse in fondo a un bicchiere vuoto si legge d’entusiasmo e d’imprese possibili. di qualche illusione di là del giorno. da giocarci ogni notte che non dormo. da sfiorare ogni notte che mi sfiora un sogno.

17:31 | commenti

5.01.04

altre notti da mettere in fila. ricordi da dimenticare da subito e fascinazioni perverse e d’istanti. solo, con ossa gelate in giro per il corpo, m’attendo da me qualcosa. fosse tempo perso a cercare. fossero risa soffocate da mani cacciate in gola. nudità messa a fuoco e violentata d’incenso e altri odori forti, nell’altro buio d’un abside sognato. e preghiere vane messe in coda a richieste di grazia, dietro a miracoli accaduti in miseria. senza fermare mai la rincorsa verso un sentimento. per fermarsi lì, fronte alla meta. e stupirsi d’essere arrivato, girare su me stesso e ripartire verso dove. quanti dubbi rivendicano domande? quanto sangue cola ancora? quante risposte non ho dato da allora? quante possibilità do di petto al futuro? la stringo forte adesso, che forse non ne avrò più il coraggio. di stracciarmi le vesti e amarla un po’.

01:14 | commenti

3.01.04

non sono mai stato dalle parti di me stesso. ho girato in tondo attorno all’essenza. ho preso per un braccio un’idea. l’ho attirata a me e le ho carezzato i seni. per poi lasciarla andare a caccia di un rimpianto. ho smesso d’essere. ed è capitato abbastanza. negli occhi di chi ho avuto di fronte. ho spento un cielo pieno di stelle per nascondere altri occhi nel buio. sono rimasto addosso a un attimo, e non me ne sono ancora andato via. resto ancora, a guardare da qui. e non sopporto di esserci andato incontro, fino in fondo all’anima. un riguardo che non ho più avuto per nulla al mondo. semplice come baciare il culo alla vita e fingersi puri dalle intenzioni. non più voglia di tenermi adesso legato a un vortice. senza bocche da baciare. senzaltro da fare che morire all’alba di ogni desiderio. che chissà cos’è stato, le notti prima.

18:37 | commenti