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30.06.04

diciotto buchi nel muro. c’infilo biglietti con una parola ciascuno. notte d’amara indulgenza. non m’aspetto altro che possa arrivare. dal ritardo insensato che setaccia la coscienza. sempre al suo posto. che a ritrovarla fa sempre effetto. come la notte di truffaut. sola e disperata in mezzo al giorno. prima e dopo di un niente. d’attese fatte apposta. di sostanze inconsistenti. d’amori d’alto mare. non ho rispetto del passato. se non torna da dov’è. nemmeno del presente. che non so bene cos’è. forse del futuro. che nemmeno c’è. solletico un’idea e la faccio ridere. si dispera di non morire. di restare a illuminare lo sguardo. inavvertito. inconsapevole. perso nel vuoto a cercare una via d’uscita. è una notte dall’intensità luminosa. dal riguardo docile nei confronti di chi. come faccio a tagliarla via da un insieme. come faccio a respirarla per intero. se poi piange. e non sa che fare. del buio.

01:06 | commenti

25.06.04

che ci sto a fare se il vuoto non è a portata. di mano. a dilatare i sensi in maniera definita dall’assoluto nulla. distorco i pensieri e gli arti. per capirci altre cose, per fare disprezzo della diversità. e provare come si sta. seduti in mezzo al mondo a gambe e braccia incrociate. come parole lasciate libere su di un foglio in b/n. spezzo lance nel costato di un qualsiasi profeta che parla di passato. ascolto l’aria scivolarmi addosso e immagino come sarebbe essere il vento. ho necessità di buio intorno. per ritagliare di luce soltanto suoni violenti. dal battito potente dentro al cuore e alle tempie. sostengo l’immobilità di un attimo come omeopatia d’intervento. sulla vita che scorre ignara. di me e di altri giorni. non è facile arrendersi. e succhiare il sangue da una ferita. abbracciare l’abbandono ha qualcosa a che fare con una verità. qualsiasi.

22:56 | commenti (1)

24.06.04

ho scazzi frequenti di voglie strambe. come di spegnere il sole e agitare le idee. mettere a tacere le parole. lasciare parlare i gesti. guardare ovunque senza fermare lo sguardo. tacciare ogni rumore con il silenzio. e poi partire. verso il cielo, per appendermi alla luna e lasciarmi dondolare. so già che non sono qui le cose che voglio. ritrovare un dolore sarebbe tornare dentro a un pezzo di vita. senza lasciarlo più marcire sotto le pietre esposte a nord. ci sono torrenti che attraversano e altri che passano affianco. e producono tutti lo stesso suono. indistinguibile da vicino e da lontano. sotto alla collina scivola l’acqua delle possibilità lasciate perdere. sopra restano morte le intenzioni. che il sole asciuga dai ricordi da non ricordare. troppa gente intorno. ferma a osservare le illusioni. un po’ mie e un po’ no. agita le braccia per non annegare.

09:47 | commenti (1)

21.06.04

non ci sono santi in un paradiso chiuso per ferie. morti ammazzati dall’eternità. striscio lungo i muri di una città che dorme. da sempre, accanto a me. soffoco le nostalgie con il calore che nasce dall’asfalto. sciolgo i capelli a chi mi pare. e mi resta davanti più di un attimo. c’è desiderio, nell’aria. d’essere libero di desiderare. no cieli azzurri e lune specchiate nel mare. solo gambe nude che se ne vanno in là. e spalle da lisciare attenti. con un dubbio impertinente. energie disperate da spendere con rabbia. lascio tutto a chi resta. fermo nell’intenzione. convinto da un’eventualità. a mordersi le labbra. a succhiarsi la vita dal passato. a inventarsi un futuro da venire e poi chissà. forse morire. per rincorrere santi ubriachi e stanchi. dalla noia di non vivere più. un presente dannato. che li faccia peccare un po’. per non tornare più. in paradiso.

20:42 | commenti

strappare il buio dalle pareti della notte. non resta altro da fare. chiuso dentro a un attimo. incapace d’uscire a vomitare. sudando pensieri che non voglio. ci sono nuvole nere e fantastiche. di là del cielo. le aspetto qui, seduto in terra. con gli occhi chiusi a fissarmi le palpebre. attendo un vento caldo in faccia. il divenire del nulla. il sogno che comincia. la fine di quest’adesso. manca il conforto di angeli caduti in volo. di disastri annunciati e mai avvenuti. di baci lasciati ad aspettare. c’è un rumore ossessionante che mi logora il silenzio. mastico tra i denti tutte le parole che so e non voglio dire. c’è sempre qualcosa che passa di fianco e non so definire. c’è sempre quell’attimo che non mi fa uscire. da me. da righe rosse di sangue. tracciate sui muri che rinchiudono uno spazio vuoto. di piccoli gesti confusi dalla fantasia.

01:17 | commenti

20.06.04

replico un avanzo di notte. tra rumori di follia e bit impazziti. allungo le mani verso un bicchiere. uguale a tanti. con la dimenticanza nell’animo. di ieri. di sempre. di domani si fotte il passato. mi struscio addosso alla folla inevitabile. aria spessa di sudore e calore incipiente. dal movimento delle mani. dal ciondolare della testa. incollo gli occhi su lembi di pelle in svendita al mercato degli sguardi. succhio il ghiaccio di gusto. gelo sottolingua. trascino un’inedia insopportabile che sa d’altro. d’altri posti assegnati. d’altri momenti rassegnati. fanculo al rapido inseguirsi di verità. che non mi dico e nemmeno riconosco. fanculo a baci bagnati dalla saliva con altri volti spalmati sull’iride. respiri affannati dal caldo che fa. di dirsi addosso il niente. e un attorno che fa finta di non esistere. lascio andare un pensiero. che tanto non lo ritrovo più.

01:37 | commenti

18.06.04

ci sono piccole disperazioni. nascoste tra le pieghe di un tempo. intrise di rabbia permanente. giri di vite che non s’incontrano abbastanza. lasciano il tempo che trovano e cercano altro. con qualche domanda formulata al contrario. ripongono le risposte in angoli oscuri. in attesa di una qualche luce a illuminare briciole di verità. intanto la notte si insegue nei silenzi. confronta il buio con il nero. e lascia ombre immaginate e prive di un lume oscuro. che si agitano coi pensieri per distrarli un po’. per avvolgerli di una qualche dimenticanza. lascio esplodere il cervello e il cuore. bevo senza respirare un trago d’oblio e malinconia. per avere più tempo per esistere. per assolvere dubbi da accuse d’incertezza. espressa al limite di una ragione. sul filo teso tra le sponde di un fiume in piena.

13:00 | commenti

17.06.04

puttane in riva alla città esplorano angoli d’ombra. l’odore di sesso fende quest’umidità posticcia. luci alternano al buio una sensazione. che sia diversa lo so. da donne che parlano di sé come fossero altre. per noia o illusione. nemmeno lo sanno come si veste la verità. di una sensazione a cavallo del buio. col freddo dentro a spaccarti le costole. e un occhio puntato sull’orizzonte. aspettando che si sposti da lì. che s’avvicini un po’. a questo cazzo di desiderio. che ho, di toccarlo ora. e m’animo d’improvviso. le gambe disegnano un percorso. di passi difficili da dire. di pensieri inutili d’avere. ma via che si va via. da qui. da adesso. verso un incrocio da decidere. tirando a sorte un’idea qualunque. che tracci righe tra le stelle. e poi aspettare che cadano ad agosto. per nuove costellazioni da decifrare. non è da me.

21:45 | commenti

amare dimore disabitate da dentro. amare dell’olezzo di una bugia pertinente. che si racconta per abitudine. gioia del candore inusitato, nel descrivere un volto di donna. che si racconta nei tratti. a volte, insieme all’immaginazione, serve un sospiro. il fiato che s’allunga dai polmoni al cervello. attraverso il cuore. muri e confini cerchiano l’uso della parola e la grazia di un gesto. gonfiano di ombre selvagge il principio del buio. anticamera della notte che cala dall’alto. mentre sto a guardare, senza reagire a un’azione violenta. che m’accoglie in preda a un panico leggero. di non sapere come. ci sono cose che nascono da sole. e non ne vogliono sapere più. di morire. di resistere alla ragione. e si raccontano così. dopo mille esserci stati. e momenti dannati solo dal poi. girato di spalle a una scena già vissuta. da lontano. sto fermo un giro.

00:30 | commenti

15.06.04

di me non restano tracce. nessun grido a spaccare in due un silenzio. nessuno sguardo perso nel vuoto. mentre agito un alibi insignificante. un destino rassegnato. circondo d’affetto le anime in pena. di me non restano tracce. a segnare il percorso di una fuga. a indicare una via del ritorno. restano poche parole. sprecate dalla voce e incise da un’intenzione. lascio al margine cose già viste. limate dal tempo. dal vento che ne logora gli angoli. e porta con sé i profumi e i colori. di altri inverni andati a sciogliersi al sole. di altri soli gelati dal freddo. ho messo in fila tutte le anime perse che ho riconosciuto. le ho aiutate a piangere un forse. a rimpiangere una volta soltanto. a rinascere dal mattino. per perdersi ancora. per vivere un attimo solo. quanto basta per uccidere il mondo con nessuna certezza. che non fosse restare vivi per morire.

23:03 | commenti

11.06.04

scatarro su tutta l’ipocrisia ancora da digerire. che peste colga il vigliacco che fugge e nega. l’evidenza del vivere. dell’essere materia. abbandonata ai bordi di una strada. senz’acqua da bere. e fuoco per asciugare un vapore che sale dall’asfalto verso il vuoto. stringersi intorno a un’inquietudine. senza possibilità di redenzione. alla ricerca disperata di colpe da espiare. scavo dentro a un pensiero frequente. dilaniando a morsi ricordi legati alla necessità. è pelle liscia e morbida che avvolge viscere e confusione. accendo la notte fin da ora. che sia coltre per me e l’assurdo che circonda l’essenza. diffusa lenta dai pori dilatati dal calore. dal bianco degli occhi che cola lento. da quel sapore acido sotto la lingua. avara di suoni significanti. solo un senso avrà dimensione e valore. da conservare.

21:20 | commenti

10.06.04

saggi ammazzati dalla vita leggono poesie sul futuro. disarmano ogni intenzione con la stessa probabilità. soffiano sul fuoco e fischiano alle donne. ho un ex-voto da appendere in una grotta. di grazie ricevute andate già perse. azzardo un ballo leggero sullo swing scoppiettante che vaga nell’aria. gonfia di luce simmetrica e calore costante. vorrei abbassare la voce dei pensieri. ascoltare una litania incomprensibile. fuggire nel buio. appoggiare il collo di una bottiglia alla bocca. baciarla a lungo e sopportare. deliri a perdere di quel che accade. carico d’intensità uno sguardo tenuto in disparte. pensando a quando. pensando a come. si scioglieranno i capelli al sole. imprimendo un’ombra lunga dalle spalle all’infinito. e resterà qualcosa d’amare. di sopravvissuto all’ingombro dei sentimenti. nudi e crudi. appoggiati agli angoli di un sorriso. immobile da tempo.

16:09 | commenti

9.06.04

spirali di fumo avvolgono quest’ombra di notte. incastonano nel buio ceneri brillanti. spostate dal vento. accompagnate nell’aria così ferma da far male al respiro. tocchi lievi della memoria. sollevano profumi legati agli occhi. cani irrequieti latrano a una luna in forse. che vorrei sapere dov’è. se sospesa accanto a un’idea di donna che mi sono fatto. o altrove a spezzare la notte dal buio. getto sguardi intorno e poco più in là. senza nessuna possibilità d’incontrare iridi brillanti. lucide di rabbia e malinconia. fanculo a me. irriso dai fantasmi che mi trovano appoggiato a un’angoscia. ubriaco di nulla. lento nei desideri. che presentano un conto lungo un giorno. ci sono state bocche allacciate a contare il tempo. a succhiare illusioni dall’anima. hanno lasciato tracce sulla sabbia. che somigliano a parole. tutte da disegnare.

22:38 | commenti

8.06.04

leggo parole al contrario scritte nel nulla. cerco ombre da riconoscere. pelle viva da scottarmici a toccarla. ci sono lucciole in giro per la notte. lanciano allarmi a chi le sa vedere. brillano a tratti come fossero idee confuse. osservo da dentro agli occhi quest’apparire a caso. lascio gocce di sudore correre lungo le braccia e scendere. dorme ancora illusa. sdraiata su un fianco. esposta al gioco di un pensiero. chissà in quale sogno s’è persa. chissà se cerca passi su cui tornare. ho lasciato il mondo a se stesso. e distolto lo sguardo. da un panorama ardito. da fiamme leggere. da una coscienza malata. sopporto a malapena il rumore di un respiro. aspetto che si svegli per darle pace. un bacio in bocca. e un pezzo d’anima. traccio iperboli per descrivere il paradiso. paradigma d’un illusione. che a pensarci bene potrei inventarlo io.

20:45 | commenti

7.06.04

incrocio i passi camminando sul filo. lembi di pelle tesi sotto di me. domande appese al cielo. restano a ciondolare nel vuoto. sopporto appena l’umore che ho. di vagare in giro per le certezze che leggo scritte sul palmo di una mano. gradirei un cenno di saluto dai passanti. un vaso de ron dagli ubriachi. un bacio da quella donna. e un verso in rima. per poter passare il tempo e voltarmi a guardarlo. invece no. spacco pietre coi pensieri. mi stacco le palpebre per aprire gli occhi. e casco dal buio. di vicissitudini possibili. all’insaputa di domani. di quando annuso l’aria e fatico a respirare. e mi lascio vivere da un momento all’altro. senza tregua. senz’amare ogni minuto mio. che cerco poi per sapere se l’ho vissuto davvero. le stringo le mani. le coloro qualche pensiero. le stacco un sorriso dalle labbra. e lo tengo per me.

15:13 | commenti

6.06.04

retrogusto evanescente. di un incontro alla luce dei fatti. lancio sguardi contro le pareti. per vederli rimbalzare dentro la memoria. di un’assenza ostinata. d’altre volte da misurare con un sentire. ci sono notti in cui il fumo si confonde. alla polvere. alle immagini riflesse dai vetri. ci sono notti in cui io mi confondo. tra la gente. tra i miei fantasmi allucinati. dalla resistenza che ho. profusa in rincorse brevi. in pause tra le parole. in parole abbandonate in mezzo a troppi silenzi. non c’è senso di resistere. a tentazioni irritanti. a nostalgie profonde come una ferita. aperta a sanguinare. lecco il sudore che le imperla il collo appena sotto il mento. assaggio il momento d’un lieve batter d’occhi. ho idea di dove finisce il mondo. proprio qui e ora. quando di fronte non c’è altro. che strade bianche e polvere da sollevare. camminandoci sopra. e dentro lei.

17:58 | commenti

4.06.04

alcune puttane lo sono più di altre. quando scordano memorie d’altre vite. notti insonni lungo strade. illuminate dal poco dei fari di passaggio. fuochi ardenti per il desiderio agli angoli. della bocca. dei sensi da dare alla vita. corro veloce lungo i viali. ho il fiato corto. spezzato dal fumo e dal ron. ho lacrime di sudore che colano dagli occhi. il freddo pungente punge. trafigge la pelle fino alla carne. conserva per sé un’idea di primavera. satura di pollini in sospensione. corro ancora senza fermarmi. senza voltare uno sguardo di lato. fisso l’orizzonte inseguendo il sole. sputo l’anima in faccia al mattino. e abbraccio una nostalgia in fuga. la trascino con me. porca e puttana pure lei. che nasce all’improvviso. "tic tic tac dal cuore all’anima". e chissà poi dove se ne va a morire. quando il sole è già alto nel cielo. e la notte ancora attaccata alle mani. le mie.

00:01 | commenti (1)

2.06.04

c’è un assolo di sax che spacca l’aria. troppa nostalgia in troppe note. soffio controvento per essere neutrale. dispero d’aspettare invano. che il sole tramonti. che il cielo rosso viri al buio. coloro la notte di chiazze bianche. come tasti di pianoforte. messi in fila dalla musica. allineati da una melodia. appoggio la testa ai vetri e spingo forte. sino a romperli e a sanguinare. come fosse un gioco necessario. per riempire il tempo. per colorare spazi vuoti di buio. muovo le labbra piano. come fosse per qualcosa da dire. o per una bestemmia immaginata sottovoce. santi no. che non ce ne sono per davvero. impegnati come sono a morire. a intrecciare aureole. a camminare sulle nuvole. raccolgo cocci di vetro. per pentirmi subito. per tracciare linee sulle braccia. per guardarmi da vicino. e succhiare il sangue che cola. denso e lento. senza fare rumore.

17:36 | commenti

ho disturbi di percezione. della realtà. di tempi morti ammazzati. misuro a passi lo spazio intorno. senza direzioni possibili. colmando otri di fantasie illuse. ho sangue che scende dagli occhi. per il troppo guardare al buio. le strapperei un pensiero per tenerlo vivo. nello sguardo sanguinante del mattino. mi sposto su e giù per l’umore. temendo di distruggere un raggio di luce. che le si è posato sulle labbra. scendo nel mondo per salvarmi dal resistere. al nulla che s’intravede dal disastro. di occhi gonfi di dolore. di rancore patito nei secoli. incapace di sollevare le sorti d’un dramma costante. con pezzi d’anima regalati a caso. tento di ricomporre un’identità. che faccia pace col sangue versato. che sia un posto dove stare. a guardare lontano. per colorare di giorno la notte. per socchiudere gli occhi con palpebre disegnate da un bacio. lieve.

10:01 | commenti