30.11.04
è festa. di notti disfatte del buio. mi faccio l’eco ai pensieri. e alzo il calice. verso il cielo, vuoto. di nuvole e passaggi. d’angeli e fiamme. d’orrori e sentire. brindo all’infinito. reset e necessità d’oblio. furto di passione a momenti. lasciati scorrere nelle vene. emorragia e calore nel flusso. identità rivelata dal ghiaccio. sciolto da una mano stretta al bicchiere. cerchi alla testa come aureole. di santi alla deriva. con poca voglia di pregare. in ginocchio da me. come allora che cantavo il silenzio. steso a terra. illumino il soffitto. della luce degli occhi. degli schizzi di sangue che gela nelle vene. è abluzione e pentimento. di colpe sommesse. di leggeri spostamenti di palpebre. lucido pupille di vino e fiele e mi spingo oltre. fino a cadere da me. aggrappato alla follia e alla tempesta. provo a restare in piedi. sull’orlo. pronto a ricadere.
24.11.04
ho storie da raccontare senza dire. una volta che ho parole sulla lingua. me le rigiro in bocca e le sputo nelle tasche. di chi mi passa accanto. per abitudine e dolore. ho storie nascoste all’ombra di un lampione. acceso la notte più buia. e lasciato in strada. assieme agli affetti. al delirio d’un racconto. non finito, infinito. perverso di solitudine. incrociata agli angoli. e lasciata in strada. sola. rincorro le parole a momenti. li sistemo in ordine e li spargo tra la folla. che sia il caos l’essenza. il caso e la coincidenza. a descrivere meglio l’intenzione e il ricordo. ho pazienza per il tempo. necessità di spazio e il nulla da esplorare. domande e risposte e parole impregnate di saliva. e lasciate in strada. ad aspettare. sospetto il buio e la dimenticanza. d’aver ucciso la sostanza. avevo storie da raccontare senza dire. le parole. che ho.


