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30.01.05

soffi di vento spostano sabbie lontane. confondono le idee, bruciano gli occhi. c’è un buio che accoglie. da quando tengo basso lo sguardo. per soltanto immaginare. lei qui accanto. lascio che un corpo disegni ombre sul muro. d’un respiro immobile. d’un sonno che lacera. ho altro. incastonato tra le possibilità d’un esistere. e la vedo distendere la pelle tra le virgole dei sogni. ci gioco di fantasia. incapace di restare qui. a essere un altro. meglio un pezzo di strada. ammazzata dal gelo e dalla solitudine. di lampioni stanchi. e strisce bianche da seguire. verso un dove che non importa dov’è. agito le braccia. accolto dai rumori piccoli e distanti. soffio il fiato e i polmoni. per lasciarli nuvole nell’aria. e spero che la notte mi trascini con sé. più lontano che può dal nuovo giorno. rimato e inquieto dalla consuetudine. di un’assenza perfetta.

19:23 | commenti

29.01.05

sindromi. da annichilamento circostante. date le circostanze. e i sintomi. lumi nel vuoto di fioche ipotesi. sandali e cilicio indossati alle intenzioni. e fotteilcazzo se e come. vado in là coi pensieri. fulmino le nuvole di passagio. con lo sguardo acceso. di chi sa bene ciò che non sa. e lascia che sia. tutta quest’acqua corrente che passa. e fa rumore. dentro al buio pesto. circoscritto dal cono d’ombra. d’una luna dalla faccia smorta. illuminata di riflesso. da colpi di luce schioccati dal sole. passa la vita che ho davanti. ci sputo contro e sorrido. aspettando qualcosa. che so di volere. giro gli occhi un istante. basta quello a ricordare. mani che tremano e sguardi in faccia. brindo alla sete che ho. di perdermi dentro a un bicchiere. e immaginare un mondo. dove morire davvero. ogni volta che nasce un fiore. per non vederlo. per sentirne il profumo. e nient’altro.

19:24 | commenti

25.01.05

meglio misurare le distanze. tra il volere e il volare. per non perdere di vista lo sguardo. esplode il battito. quando s’agita la notte. con una pelle addosso. a scaldare lo spazio del nulla. miglioro. all’ombra delle ombre, assetate di buio. e dispero di essere. come sempre, da un buco nel tempo in qua. dovrei rinascere. da un parto trigemino e confondermi così. tra le somiglianze. in fondo tutto s’assomiglia. tranne le sfumature. che hanno colori diversi. solo se le stai a guardare. aspetto costretto. dalle spalle al muro. e da un muro alle spalle. traccio una linea di pensiero con il dito. carezzando l’umido che cola. in attesa sì. d’afferrare i contorni di questa notte. e trascinarla con me. a terra, in quell’angolo da calpestare col rancore. è furia d’intenti. quest’essere insopportabile. e monco nelle intenzioni. vuote di possibilità.

21:47 | commenti

20.01.05

ho santificato spesso. un bicchiere, una propensione a credere. un’intensa beatitudine che quieta la notte. poi chissà come. mi muovo un po’. un cambio di prospettiva ossigena lo sguardo. ho il petto devastato. dai meaculpa. messi in circolo dalle circostanze. le avevo nascosto parole nelle tasche di vestiti smessi. sarà questa l’ora. d’essere muto quando il vento urla. il suo nome e frasi incomprensibili. domande facili come sottili alchimie. Galleggiano. tra i cubi di ghiaccio di un bicchiere deserto. incantato dal fascino che ha. ogni attimo catturato. ogni visione che ho. di quel sorriso messo in croce. da labbra rosse. di rossetto e vergogna. come vorrei come vorrei. afferrare un bacio da un film. e lasciarlo lì ad aspettare. che lei passi di qua e lo raccolga di nascosto. per indossarlo la sera. prima di dormire.

20:19 | commenti

18.01.05

non si libera il sangue. dalla frenesia di scorrere. veloce batte il ritmo. di un muscolo sano in eccitazione. quando penso e ci penso. a una donna vista di spalle. alle spalle viste da qui. un qui che non vedo dal buio che fa. con la stessa voglia. di desiderare un imprevisto. coi notturni a suonare nel silenzio. di una rabbia che freme. d’impaziente sollecitudine. non c’è trucco non c’è inganno. solo elettricità. mi bruciano gli occhi. di quel che ho visto. e non riesco più. neppure a palpebre strappate. che lasciano scoperte iridi fluorescenti. immagini affiorate dal proprio in quel momento. seccate dalla poca luce che ho visto. sacrificio alla memoria. di cosa resta se ha da restare. di cosa viene se ha da venire. dovrei mettere ali allo sguardo. verniciare i pensieri. per non riconoscerli. e guardarli morire. di lei.

23:05 | commenti

17.01.05

disturba quest’interferenza. nota stonata in uno starnazzare d’anatre di passaggio. mi distraggo con vani tentativi. e lì resta a ricordarmi di dimenticare. è sempre più necessità. di parole altre. di gesti semplici. e toni delicati. nella descrizione di una notte. da replicare all’infinito. come fosse un arguto programma. di redenzione situazionista. e baci non dati. mani strette ai fianchi. sguardi dissolti nelle brevi distanze. sequela di fermo immagine. e un vento che s’alza. a celebrare l’inverno. sferzando gote livide. trascinando i capelli in piccoli vortici. mentre il tocco si fa lieve. e muore il cuore. s’arrende all’evidente. stato di grazia di un desiderio. c’è dell’entusiasmo nel pensarsi vivi. ancora. nonostante. col dubbio in forse. e la voglia di. comincio a pensar male. di quest’interferenza. di quanto manca all’assenza. per esserci davvero.

22:57 | commenti

16.01.05

la nebbia m’avvolge i polmoni. lacera l’aria d’una irragionevole umidità. mentre inseguo un’ombra. intravista da lontano. sdraiata sotto un lampione. aspetto che gli occhi tornino a chiudersi. per sigillare il buio tra le palpebre. ho un impeto dannato. da sedare con l’agonia di una bottiglia. che poi non resta nulla. da ricordare e maledire. solo un’intenzione. spenta dall’orgoglio. e pochi passi inquieti. trattengo il fiato per non dire. ricordandomi di respirare controvento. e lacerare un momento immaginato in un attimo. di come le leccherei le labbra. per fermare una parola. prima che sia suono. sia questo il silenzio. da sopportare nel vuoto. da riconoscere al tatto. di vene gonfie d’adrenalina. a pulsare al ritmo di un treno in corsa. perso in un viaggio dentro al cuore. ho l’aria sfatta di una stazione puttana. arsa dal sole e dall’attesa. d’altri tempi e stagioni. gonfie di nature morte.

20:52 | commenti

passi leggeri. calpestano il silenzio. facendone rumore lieve. distrazione impertinente. occasione perduta. intanto quell’istante se n’è andato. e mi ha lasciato a respirare. a prendere coscienza e perdere la ragione. ho disegnato una donna di profilo. e l’ho riconosciuta subito. dal sapore che ha. il silenzio. di cui ci siamo circondati. è un peccato originale. e rimbomba nell’ambiente. crea un’atmosfera e lega le parole. lascia un’illusione essere verità. m’affatica essere qui. ignorando l’altrove possibile. sciolgo i nodi dell’imbarazzo. tagliando gli occhi di traverso. e mi gusto il brivido che dà. tutto l’impossibile che so. lascio che siano poi. musichette docili. a darmi il gusto di sentire. di perdere il segno d’una lettura improvvisa. mentre fuori qualcosa assomiglia alla vita. ci sarebbe da riconoscere un sorriso. con addosso un bacio.

15:52 | commenti

15.01.05

giochi fatui di parole e d’intenzioni. nascoste all’ombra di verità sommesse. come fosse normale. masticare il ghiaccio e sputare acqua. ci provo sempre. a tacere di frasi distorte. per dare a cesare quel che è di qualcun altro. ma ci sono buchi nella notte. violente strette al cuore. che pompa sangue e anima. distratto dalla consuetudine. so esattamente. chi. cosa. dove. come. quando. ma l’ordine delle cose non sa d’esistere. e qualcosa manca davvero. a questo dire. a questo invertire i pensieri. a questo descrivere andate senza ritorni. carezzo l’idea di un improvviso. ma so già. che resto a guardarlo da lontano. a occhi chiusi. così come si guardano i sogni. e si spera altro. l’impassibilità del moto perpetuo. affascina. ogni momento delle notti che spero. oscillando tra le possibilità. d’ammazzarle all’alba che viene.

18:50 | commenti

14.01.05

certo che lo vorrei. un segno di vino. un sorriso mistico e due occhi così davanti. però no. non mi è concesso. è così che rantolo nella notte. dimentico di ciò che la vita è. d’altre piccole parti. spicchi di notte così bui da far luce. e convulsioni di parole immaginate. in realtà assenti. come il silenzio. che non c’è per davvero. che se lo senti non c’è. e aspetti i ritorni. dell’alba. delle ore tarde. e un posto nascosto dalle idee. alzo il gomito fino al cielo. per staccare le stelle. da dove sono. e incollarle in faccia a chi ride senza motivo. non c’è ragione d’esistere. se non mi suona un motivo fragile. scarabocchio arabeschi con lo sguardo. cose che posso fare da fermo. qui. senza allontanarmi dal desiderio. che so dove resta. disegnato sulla schiena di chi. ho pazienza di dire l’indicibile. a chi sa quale birra ho. diluita nelle vene.

19:36 | commenti

appoggiato alla notte dimentico. il rumore e l’impazienza. l’ultimo bicchiere e forse il primo. ho girandole di luci. sparate negli occhi. chiodi fissi piantati nel petto. e le gambe spezzate. dallo sguardo perso. in un punto lontano. dal tempo. si agitano i viandanti. d’incomprensioni all’avanguardia. di speranze già deluse. e format incompatibili. con la pienezza dell’insieme. tedio domenicale ricorrente. e soluzioni di continuità. inaccettabili. da qualsiasi sensazione mi giri per la testa e mi frantumi il cuore. restano scomposte le parole. come tutto ciò che ho da dire. e libero strisce di carta nel vento. per scomporre anche l’anima in ciò che ho dato. e perso. davvero tento di schiacciare l’aria tra la terra e il cielo. per sapere se qualcosa resta. di piccoli spazi. chiusi nel buio. dal suono della notte. alla luce degli occhi.

00:09 | commenti

13.01.05

mutevoli alleanze. tra il nero e il buio. tra la luna e le stelle. tra un arrivo e una partenza. associo animali alle ombre. sapori agli odori. parole ai pensieri. noia. di mancanza d’altro. d’espressioni soffocate. intanto violenti conflitti esplodono. disegnano scenari di guerre immaginate. devastazioni liriche da raccontare. a nessuno che ascolta. al vuoto perfetto di sé. ho lasciato tracce di me. che non ritrovo se le cerco. entusiasmi legati a lembi di pelle. e un mondo in movimento. tutt’attorno. luci in fila. a illuminare un bagliore. e tuffi al cuore. a lasciare il segno. di dove arriva un’emozione. a carezzare un respiro. rivolto stanco. parabole antiche di ricordi. vecchi racconti della memoria. che stillano nell’aria. da respirare finche ce n’è. da abitare un giorno. per poi lasciarsi andare. via.

18:47 | commenti

12.01.05

angeli. ci vorrebbero. a cantare in coro yellowsubmarine. così me ne potrei andare. senza rimpianti. senza memoria. da questo buco nello spazio. da questo buco nel tempo. e poi riprovare. ad accettare meglio una sbronza. come unica risorsa. disponibile nell’immediato. il surrogato di un buon film. dal finale scontato a prezzo di saldi. ho due occhi stesi di fianco. che mi guardano attraverso. come se la mia trasparenza fosse una condizione. permanente e ovvia. di ciò che ho nel passato. righe di pensiero. quando mai pensato. se dimenticato in fretta. o chiuso lì. tra righe gialle. colorate da chissà quale intenzione. ho spezzato le parole. per confondermi le idee. per sapere che fare. da un momento all’altro. m’aggrappo alla notte. mi tengo stretto il buio. e lascio che sia il mondo. a venirmi addosso. a forza di girare.

19:53 | commenti

11.01.05

certe notti è meglio spegnerle. da subito. restare incoscienti. e tirare diritto verso un altro nulla. saggiare l’aria e il sapore che ha. di umido freddo e poco vento. contare i passi all’indietro. che s’allontanano da intenzioni seminate qua e là. cercare un’occupazione qualsiasi. per pensare a rovescio. la voglia che ho. battere il tempo in volata. arrivarci prima, a toccare il fondo. per non risalire mai. restarci aggrappato in tutta serenità. e canticchiare motivetti inutili. solo per sostenere. un’abile menzogna. di cose che ho da dirmi. senza desiderio d’esserci. ad ascoltare il lamento. trascinato da un soffio. liberato da un urlo privo di possibilità. le parole andrebbero chiuse. nell’arco di una notte. nell’attimo di un pensiero. come fossero davvero. tutto ciò che ho da dire. e non dico. mai.

12:38 | commenti (1)

10.01.05

viaggiano i viandanti. io non mi adatto ai mutamenti. se restano vertigini di cui soffrire. conto quanti sono i numeri. per non darmi pace. per resistere all’infinito. cerco tracce delle nostalgie. per definirle con un colore. che dia sfumature al buio. tengo il ghiaccio sulla lingua. che non sia sapore. di ricordi facili. disegno nuvole di fumo come fosse un cielo. davvero. questa notte chiusa nella testa. sai di tutto. mentre cantileno filastrocche. per distrarre la direzione che prendo. e andare verso un non so. raddrizzo le spalle. alzo lo sguardo. muovo un pensiero. ripongo l’anima a un lato. e allungo le braccia. stringo le mani e un bicchiere. lascio che sia. soffice l’intorno. fermo il tempo che mi passa accanto. di conchiglie che raccontano il mare. di stridore di freni e vetri rotti. alberi in fila lungo la solitudine. di strade di notte. d’asfalti bagnati. d’anime in pena. di sorrisi da baciare sui denti.

20:59 | commenti

9.01.05

incipit. alla notte. alla fine dell’inizio. al delirio di un sentimento. senza voglie. che non siano ritorni. sguardi rimasti impressi sui muri. illuminano di poco le circostanze. non lasciano scampo al dunque. e corrono veloci. sul filo d’una violenta nostalgia. irrisolta nei tratti di buio. percorsi a passo lento. per non fermare l’andazzo. eppure. ammiro le ombre proiettate a terra. sotto la luce di troppe stelle accese. che calpesto volentieri. per non vedere. che a poco serve immaginare. odori forti. di quando c’erano notti. d’una differenza importante. da decifrare tra le smorfie. di troppa gente intorno. ammazzo il tempo senza pensarci più. e rotolo lungo le stesse notti. assieme al buio. al silenzio. alla necessità di scomparire tra le righe. e riapparire a caso. in una notte più scura. c’erano dettagli. annegati in pozzanghere. d’acqua riflessa.

20:23 | commenti (1)

8.01.05

non capisco più. cosa aspettare della notte. se un incubo da dissolvere. o un illusione da assolvere. m’accoglie il nulla. che so. da quando si è rotto il giorno. mi rigiro nel mio spazio. cercando aria e calore. lascio le parole tra i pensieri. non compongo un’idea. inquieto vivere da allora. ho un ricordo immobile. le mani gelate. il fiato corto. e un impossibile da raggiungere. c’è troppa confusione per disegnare un’ipotesi. e poco tempo per riconoscere un perché. chiudo tra quattro pareti un corpo e un’anima. grato dei sorrisi pieni d’opportunità. distraggo l’attenzione dai momenti. e ripongo sogni nel cassetto. brucia l’intenzione dell’altrove. ma inchiodo le mani al pavimento. così. per non andare. in nessun posto possibile. per non avere. intenzioni morte dal ridere. per restare. a maledire il sempre che mi condanna. a essere troppi me stesso. o nessuno.

23:22 | commenti

7.01.05

corpi sbagliati. si spaccano in pezzi negli angoli bui. di queste notti. trascurano un’identità. bevono l’aria e l’indifferenza. percezioni svitate come lampadine colorate. non danno luce. solo riflettono. cromatiche sfumature. battono in testa. e lasciano il vuoto. da riempire di niente. c’è un buio consistente infine. tra l’accendersi e lo spegnersi. una pausa retrattile. un incubo illuminato e sublimato dall’assenza. dovrei tornare davvero. sui passi di qualcuno. per non inventare percorsi. per misurare distanze. per sezionare un pensiero. sino a renderlo unico. e disegnare una danza sull’asfalto. che sia monito. ricordo e ossessione. ci sono state. note adatte al luogo. versi declamati dall’ebbrezza. e nervi tesi. di un conato imminente. provocato dall’essere. inadatto davvero. al gioco in corso. alzo il gomito e brindo. di felicità ammazzata e futuro certo. di cose che non so.

03:47 | commenti

5.01.05

c’erano anni. in cui le parole stavano sole. dentro alle canzoni. ci sono notti. in cui le parole si confanno al silenzio. a quell’agitare l’aria inutilmente. rassegnato a respirare. provo a dar forma a un pensiero. per leggerlo al contrario. per ribaltarne il senso. per vomitarne il suono. c’è tutto il tempo. d’aspettare che s’accenda il buio. di una qualche scintilla. bruciata da una sigaretta. lenta da consumare. che lacera i polmoni più di un giorno passato. male. a mettere in croce gli angoli. senza nulla da fare. per fermare il sangue che cola. giù dalle labbra. mi apro gli occhi con le mani. lascio fare all’incoscienza. e fotto un mistero con l’angoscia. c’è una notte che s’aggira qui attorno. adoro il senso e il suo contrario. non sopporto davvero. di volar via e non tornare. a essere la fine. di un film girato altrove. dal grande fascino l’altrove, qualsiasi. ignorato dai giorni che non so davvero. se passano. da qui.

22:29 | commenti

animali strani. governano lo spazio. tra il buio e l’inquietudine. lasciano l’orrore dimenticarsi. e popolano le strade sottocasa. quanti bicchieri sono passati. per la gola e per la testa. prima e dopo. un urlo un pensiero una beata parvenza di verità. e tutto tace. dal silenzio in poi. lascio gli occhi aperti. come fosse normale. non guardare non sentire non vedere non parlare. poco importa se il qui è da un’altra parte. ci saranno dei. da adorare nei mattini di festa. da implorare per l’inettitudine. che ci tocca e accompagna. m’allungo le braccia lungo i fianchi. le lascio riposare. da fatiche ed espressioni. inutili. fingo indifferenze al quieto vivere. sollecito le parole a mettersi insieme. per disperdersi in confusione. mi guardo le mani da vicino. e non ci vedo nulla d’importante. tra i graffi. che ho. solo mi fermo. a lasciar passare un’emozione.

15:53 | commenti