28.02.05
sfinge. di non esistere. immobile e perfetta. con un enigma sulla pelle. e occhi dritti innanzi. io ho luci spente. dentro agli occhi. mi stringo il buio al petto. che nascondo la voglia. e divento ombra di me. l’ho lasciata ferma al sole. a risplendere da sé. la gola arde di parole e fumo. di parole andate in fumo. di sottili differenze. tra la difficoltà e la sintassi. mi confondo a vivere così. allenato alle notti e ai dispiaceri. con le labbra legate a un bacio. e un bicchiere da riempire almeno. ma chissà come. ritrovo la stessa strada. in riva allo stesso desiderio. e circoscrivo tutte le domande. che ho letto di nascosto sotto le sue palpebre. per non avere nient’altro da domandarmi. e lèggere poesie leggère. soltanto e soltanto. col tempo da perdere. e l’ora di buio che mi resta. attaccata al cervello. un ricordo fatto a pezzi. e nascosto bene. infine.
26.02.05
chissà dov’è. una faccia che ride. un improvviso ammazzato dal tempo. io sto qua. avvolto nella notte. e materia cerebrale sparsa attorno. mi si ferma il sangue. se accenno a un pensiero. a uno solo. e poi lascio stare. tutto com’è. fragile questo essere. da qualche parte a spingere da parte. per farsi largo. tra la consapevolezza e il volo. carezzo le spalle con la malinconia. di sempre. di adesso. aspiro tutto il vapore che c’è attorno. rilascio fumo lento. a salire e andarsene. frugo tra il buio. a caccia di ombre. da toccare. da sapere che. lei sta qui adesso che io. non ci sono. e non mi trovo. nonostante le parole. mute. dissentite. arrotolate in fasci da ardere. che purifichi il fuoco. ciò che resta macchiato d’incenso. che non faccia scintille. la pelle al contatto. sarebbero pretesti alle ombre. di sopravvivere al buio.
notti lasciate. abbandonate al buio. intrise di nostalgie umide. notti smesse. tolte di dosso. lasciate perdere. mi consolo così. col fantastico nulla. da dividere in parti uguali. per non riconoscerle d’un tratto. taglio l’aria con la faccia. cammino veloce per non raggiungermi. le mani in tasca. e le tasche vuote. lungo una strada. che s’assomiglia, tanto è qualsiasi. indifferente. azzero ogni impulso. fosse embrione d’un pensiero. fosse una voglia di. spegno il mondo. riaccendo un’istanza. che sappia di sé e nient’altro. che non serve essere inutili. e si sa meglio ciò che non si conosce. c’è un profumo che m’attira. una stella che non vedo. una luna da far rotolare via. e un rumore di fondo. un brusio inascoltato. un chiacchiericcio ipocrita. di aliti puzzolenti. sorreggo un muro con la mano. che non mi cada ora addosso. che altra strada c’è. da fare. in questo vuoto.
24.02.05
la condensa mi appanna l’iride. rilascio stancamente il respiro. che sarà mai? un’incognita qualsiasi. una domanda da lanciare in aria. come una moneta. che volta la faccia. e ti disegna una croce sulla schiena. un dubbio felice. d’insinuarsi nel quotidiano. e attaccarsi a ogni pensiero. cerco notti. da passare al buio. all’ombra nefasta di un silenzio assoluto. che ci sia, sì. la possibilità di serntire altro. e bersela d’un fiato, la notte. per ruttare di brutto un sentimento. con sentimento. e cercare di trovare. un calore addosso. un momento definito. un guizzo di lingua. una mano sulla faccia. una stretta al cuore. e la certezza di avercelo. un battito veemente che ricordo. come fosse verità riposta. al buio delle certezze impossibili. dimenticata da tempo. trascurata negli effetti. sublimata da una sigaretta. un mozzicone, ormai.
22.02.05
non c’è redenzione possibile. da un errore commesso. da una colpa presunta. un miserere scivola nell’aria. fitta di nebbie e puzza di fumo. che un’anima sta bruciando. gettata a terra in un angolo. da un angelo di passaggio. stride il buio con l’umidità. rilascia rumori molesti. cigolii imprevisti. distrazioni facili. cado dai pensieri in un attimo. palpitazioni tenui si precipitano in gola. l’occhio è svelto. a improvvisare uno sguardo. ma. non c’è nulla ch’io possa vedere. la sento nelle ossa. quest’ombra che mi sta addosso. mi rivolta il sangue. e mi entra in circolo. ogni volta che non sento. pronunciare una parola. fuori contesto. fuori dalle labbra. un sottovoce disperso nel ruido. uno sbattere di palpebre eloquente. pace quiete e silenzi. l’orbita di un esistere più soffuso. lento nell’intendere l’opportunità. di un soffio.
20.02.05
piccoli fumi riscaldano la notte. ascendono a completare le nuvole. soffocano la luna. generano nebbie. la rabbia resta. circondata dal calore. che sale dai polmoni. batto i piedi per terra. per sentire rumori inconsueti. per lacerare il silenzio che ho. sono impegnato a fuggire. dai soliti sguardi. dalle curiosità inutili. è tutto fermo come ricordavo. il mondo gira da un’altra parte. mi concentro sull’equilibrio. per non lasciare. nemmeno per un attimo. lo spazio che ho. ho l’aria in faccia. soddisfatta come quella di chi non sa. distraggo le mani dalle tasche. per contare le dita. e i pensieri che ci stanno attaccati. aspiro a qualcosa. di una sigaretta che brucia male. il sapore secca la lingua. gratta la gola. lava il cervello. scopre sorrisi tra spigoli d’umanità. fotte il cazzo. di quello che c’è. davvero oppure no.
18.02.05
il volo radente. concetto affascinante. non fosse che. i piedi restano incollati a terra. non fosse che. la mente vola altrove. senza di me. forse con lei. forse in un angolo di paradiso ai tropici. a farsi i cazzi suoi. intanto sputo agli angeli di passaggio. chissà che mi riesca, di abbatterne qualcuno. intanto distraggo le solitudini altrui. lancio parole nel vuoto. e le ascolto cadere. coloro di nero il buio. delle occhiaie che ho. ferite lasciate dalla notte. persa a girare in tondo. attorno a un feticcio di pensiero. c’è un orizzonte disegnato sul muro. che da lì non si muove. cerco gli occhi. per guardare oltre. lo stesso muro. disegnato sull’orizzonte. mi peso l’anima e faccio il prezzo. per lasciarla più libera del nulla. rappresento un’idea. a gesti. come fossi da buttare via. al mercato della norma. dove sono? le domande da farsi. quali sono? le risposte da darsi.
17.02.05
inda aus. si calcifica un pensiero. distratto dall’ovvietà. perduto nel mistero. di un’incognita a buon mercato. e due passi al buio. sollevano gli occhi da terra per guardare dove. mettere le mani. avanti. e barcollare incosciente. mi lascio cullare dall’onda. di un rum bevuto di fretta. non ho più spazio. per me e per quello che vedo. lascio che il sonno mi porti con lei. fuori da me. e da questo momento. che scrivo per non dimenticarmi com’è. lascio parole sparse in giro. che non me ne servono più. che non me ne servono mai. e agito le labbra. come un pesce fuor d’acqua. che si mangia l’aria a morsi. intono un canto silente. e le lecco la lingua alla fine. di ogni strofa immaginata. lasciata a morire di sé. in fondo alla via. che non arrivo. a camminare fin lì. fino a un limite che non posso.
14.02.05
pioverà. per rompere il buio. con fili d’acqua sporca. che lascerà tracce. di pozze umide di desiderata. guizzi di rane tracceranno percorsi sghembi. schizzi in faccia confonderanno le lacrime. di chi piange ai bordi. della strada e della notte. staremo tutti a guardare. con lo sguardo perso. nel vuoto d’emozioni. le scarpe bagnate e un colore diverso. dell’aria che respiriamo. cercherò di fermarle. le nuvole. che restino a rinchiudere il cielo nel nero. intanto la gola gola mi arde. dalla sete e dall’alcol. purificami il cuore, anima sbronza. lascia che sia. il mondo a girare. gratto l’intonaco dalle pareti. per scoprire un segreto. per rivelare un’angoscia. per limare le unghie. incido sulla pelle i pensieri dispari. per definire la confusione. in un lembo. attaccato alle ossa e alla carne. e rosso di sangue.
13.02.05
due righe di parole. disperate. sottolineano la notte e il momento. mi sale il fumo dalle labbra. e mi scalda gli occhi. quante volte ho pensato così. da quale istante sono uscito da me. domande senza interrogativi. puttane senza dignità. cerchi concentrici. bicchieri in fila. bottiglie vuote. ruote che girano. qualche nota in minore. tanto per non essere. avulsi dal tempo e da una nostalgia. traccio un percorso. con le dita sulla polvere. dove partire e dove arrivare. in mezzo un dolore. tra le costole e l’immaginario. a spaccare in due le possibilità. d’inseguire una stella cadente. d’averla già vista precipitare. seduto sull’orlo di un abismo. immobile nonostante. ci fosse il mondo a chiedere di me. gioco coi numeri. dei desideri inespressi. senz’altro da fare che chiudere gli occhi. per vedere davvero quand’ero. altrove e sincero.
12.02.05
indaco. è il colore dell’arcobaleno negro. appare di notte. teso tra una sbornia e un’intenzione. resta a sventolare invano. non visto. privo di commenti e stupore. ma non svende la dignità al rastro. solidarizzo. col perso per perso. col gusto dell’inutile. ma bello. mi guardo i piedi dall’alto. quando non ci sto a pensare. e ci sto a molte altre cose. m’interrogano spesso. sulla strada da fare. sulla merda che calpesto. ci sarebbe da brindare ancora. alla resistenza beata. all’amore distratto. al sesso disperato. alla dislessia che mi coglie. impreparato all’ascolto. che ho altro in circolo. a cavallo dell’adrenalina. tu chiamale se vuoi. emozioni. tu chiavale se vuoi. notti in bianco spese al buio. ci gioco. col ghiaccio che ho nel bicchiere. col freddo che ho dentro. con l’anima. svenduta al peggior offerente.
11.02.05
bicchieri vuoti. e un cielo distante. apro la porta del buio. transito per la notte con poca voglia. d’entusiasmarmi. di scoprire un libro sotto la polvere. di stelle sospese per poco. di anime viaggianti. nel mondo del poi. non ci sono lucciole a brillarmi intorno. come fosse un tempo. disteso tra i boschi. con le ruote ai pensieri. e la faccia umida. cammino per non fermarmi. allungo i passi con l’acqua. senza fingere di non voltare la testa. di rivoltare un insieme d’assurdo. e pulire le strade dalle inquietudini. dimenticate dai giorni passati. a inveire contro il niente. senz’ombra di dubbio sotto il sole. con l’unica pace di un fischio. a lacerare il silenzio. a strappare l’aria nel mezzo. lasciando intravedere che c’è. o non c’è. se socchiudo gli occhi. se buco il cervello con l’unica nostalgia rimasta. a guardare. c’è o non c’è. modo d’essere deferenti. all’infinito. e a poche cose.
10.02.05
distillo malinconie, la notte. le bevo poi. a digiuno. vago leggero poi. a spasso per il nulla. resto vuoto nello sguardo. perso lì. e giro in giro. tanto per fare. tanto per non dire. ho una lingua tra i denti. che taglia la saliva e gusta il sapore. d’un'altra lingua incontrata un giorno per caso. e rimasta fissa negli occhi. come potrei come potrei. smettere di ripetere ogni inutilità. sollevarle la gonna e nascondere un minuto. di come tornare dopo un ritorno. non serve il cielo. quando c’è buio. non serve anima. agli animali in corsa. pretendo un destino che vada indietro nel tempo. almeno fino a quando ci posso stare fermo. e toccarle le labbra. con un brivido disegnato sul muro. accanto alle parole. lasciate ad aspettare qualcuno. che le metta insieme. che le sappia urlare. dove c’è solo vento che se le porta via. da qui.
8.02.05
una luna nera rimbalza in cielo. non la vedo, dal buio che fa. la sento muoversi nell’aria. non fa la differenza tra i momenti. resta uguale la notte, a guardarla. immagino che. immagino se. fotto il mondo con l’ebbrezza costante. di chi non ha mete da raggiungere. fingo indifferenze a buon mercato. quello del lascia perdere. e lascia che sia. m’allaccio le scarpe per andare. lontano nel tempo. per non lasciarmi più tornare. a odiare una canzone pop. e un angolo di strada. rimasto nudo. allargo le braccia. per occupare più spazio. per rendere visibile l’essenza. e insopportabile l’assenza. alito il fumo in faccia al mondo. che ho attorno e si dispera. ci sono cose che. e frasi tronche ma. parole nascoste nell’ombra. ombre nascoste al sole. e un eclissi di pensieri. che non ci sia da riveredere. un film. dal finale sempre uguale. a me.
6.02.05
solchi. di luce nella notte. vampate di calore tracciano. l’onda termica dell’emozione. t’incollo addosso un desiderio. messo a nudo tra le gambe di un’ipotesi. sai tu dove siamo. persi in un angolo di mondo. alieno all’esistente. sai tu. dove lascio nascosti i pensieri. sai tu. dove rimetto le intenzioni. d’averti e d’illudermi d’averti. t’accarezzo piano soffrendo di te. nell’idea qualunque che sia tu. quest’illusione, sì. mento col sorriso. d’essermi un paio col buio e il profondo inesistente. beato d’un coglione che si porta appresso chissà quale avvenire. tu sempre. da quando in qua t’ho riconosciuta. tra le altre e nelle altre. bestemmio il vino e una nuvola di fumo. l’amico che porta e non mi lascia andare. a correre e disfare. a scrivere e a urlare. le parole che non dico. le orme che cerco di nascosto. da me e dall’essere vivo. con una voglia addosso.
1.02.05
mi sono immaginato da me. quanto dura il tempo e le cose. tra le crepe delle labbra le ho letto un desiderio. è mancata l’aria, quanto il vento. ci sono destini abbandonati. a sé stessi e agli altri. lasciati per strada. dimenticati dalla memoria. ci sono schianti di luce. nella notte improvvisa. boati di ricordi da lasciar sanguinare. bottiglie ardenti da vuotare in un pensiero. e un pugno allo stomaco. mi dà il vomito lasciandomi il dolore. e il gusto. ho un sorriso d’azzardo ben disegnato. sui denti e sulla faccia. una mentira dal retrogusto improvvisato. che so bene dove vuole arrivare. riparte giusto da dove. l’ho persa una notte di pioggia. dalle foglie urlanti. dall’umido addosso. da una goccia che scendeva dagli occhi. l’ho riconosciuta. è stato un attimo. e un altro ancora. e un chissà perché. profanato dalle risposte. date e taciute. lì per lì. o mai più.


