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28.03.05

proverò. a sentire e ascoltare. proverò a esserci quando sono lì. farò passi all’indietro. senza voltarmi. per spostare le virgole. per compiere l’incompiuto. per finire una frase. per aprire un sorriso. farò passi avanti. senza fretta d’andarmene. inseguirò la curiosità e svelerò dubbi. che se li porti il vento altrove. e me li rimandi l’aria. con qualche mistero in meno. e una possibilità in più. proverò a vedere. colori differenti dalla realtà. lasciando liberi gli occhi. senza vergogna. d’esprimere uno sguardo. e il suo significare. proverò a lasciare che sia. e a camminare oltre. assaporando l’aria in faccia. e l’umore della notte. proverò a pensare il giusto. a sognare il possibile. a vivere l’impossibile. e a liberare la mente. per riempirla di suoni. di voci che ho. proverò ad assaporare il tepore. d’un momento qualsiasi. d’un bacio disperato. e di un niente lasciato a metà. proverò a restare fermo un tempo. in attesa di che o qualcosa. silencio.

19:47 | commenti

22.03.05

agili. sensazioni d’un alto. da dove si vede. ma non si sa. d’un istante lasciato a dimenticarsi di sé. altrove. che così si va. con la stessa donna scritta addosso. incisa sulla pelle di un abbandono. passano mari e nubi. sotto allo sguardo. perso dietro un culo disegnato ad arte. c’è di tutto in un pensiero già dimenticato. tutto ciò che non serve. a stupirsi così. come fosse normale. c’è più stupore nel riscoprirsi inadatti a sé. che altre latitudini svelate d’un tratto. che disegna un sorriso e ancora.

01:07 | commenti (1)

16.03.05

sposto da me ciò che appartiene. a un quando e un dove. per vedere meglio al buio. per non esitare nella notte. e seguire i passi. di altri passati da qui. e andati dove. non importa a nessuno. conosco la fine dei miei racconti. ma mi sono perso all’inizio. che proprio non so dov’è rimasto. a raccontarsi da sé. è frivola l’aria che mi fa respirare. non so che farmene di un respiro trattenuto a lungo. come un bacio soppresso. cancellato dall’intenzione. potrei descrivere esattamente. qualsiasi cosa passata per la mente. come un quadro di monet. con dentro nascosto un urlo sommesso. andare lenisce il bruciore sulla pelle. a contatto con la nostalgia. da ammazzare in fretta. al primo vagito. che non si muova da dentro. patetica come dev’essere quando è. scalcio un sasso e il silenzio. adoro la notte che mi consegna il nulla. così com’è.

20:59 | commenti (1)

15.03.05

egregio signore. lascio a te decidere. se è un mondo davvero. con un’assenza appesa al cervello. con i giorni infilati appresso. e un mutismo assoluto. di suoni e colori. muti anch’essi. dal giorno in cui. egregio signore. lascio a te la responsabilità. d’una vita di merda e una morte qualunque. vista alla tv. sottolineata per ricordo. elaborata come un lutto distinto. voglio bere l’impossibile. che mi faccia ricordare. il fumo che s’impenna. sotto a un cielo di buio. e un’altra aria da respirare. ho perso l’istinto. in un momento soltanto. che riscrivo ogni notte che passo. di qua. per pensarlo diverso da com’era. per dire che no. poi m’abbandono al fascino. del buio d’ogni notte che mi passa accanto. e puttana com’è. si ferma qui. e poi se ne va. con chissà chi chissà dove. a fottermi l’anima per bene. per lasciarla essiccare al sole. quando cazzo vuole.

20:58 | commenti

12.03.05

una voce bassa. fende la notte. da uno stralcio nel buio. un umore dissimile. provoca un cancro ai pensieri. li lascia liberi di farsi. a pezzi. e non resta nulla. da sistemare in ordine nelle emozioni. da provocare un disordine nel sentire. soddisfo la voglia. di masticare fumo e intenzioni. non so mai dove andare. a vagare tra ipotesi troppo vagabonde. lascio che il respiro si faccia lento. carico d’un attesa. e d’un desiderio perfetto. tracciato dalle ombre vive. che si muovono appena. al solletico d’una lampadina. come sarebbe se d’improvviso. mancasse l’aria. il ghiaccio e un bicchiere. ancora pieno. di curiosità da miscelare nella testa. da confondersi per sempre. da volerla così. senza soluzione. per quel tempo che merito di vivere. tra le cose inanimate. le parole evolute con qualche intensità. e gli occhi spalancati. sull’orlo di un se.

17:21 | commenti

10.03.05

scontri comitiva. per chi si fida della gente. di etilica fiacca c’è d’andar fieri. al rispetto. dell’ipocrisia corrente. dei giudizi impartiti a lezione. fotte il cazzo. che ci sono nostalgie d’emergenza. celate malvolentieri. sotto ogni battito di ciglia. importanze decise dall’umore. viste appannate su scenari decadenti. e passi stanchi. trascinati appresso dall’inerzia. dimentica dell’entusiasmo. del sorriso propulsore. dell’immaginazione al servizio del presente. dell’odore che ha un desiderio. del colore che ha uno sguardo acceso. del sapore che ha una lingua in bocca. e scivola sulla pelle. d’un tratto e torna. tutte cose da riservare. per il momento migliore che ho. scritto senza pause. con parole rovesciate dal caso. intessute tra loro d’inevitabile improvviso. pronunciate di fretta. masticate male. sputate sul ventre di chi ascolta. per voglia e per sempre.

16:21 | commenti

9.03.05

gocce. di sudore salato. scendono dalla fronte agli occhi. quattro pareti troppo vicine. troppo addosso. a me e alla notte. un incubo rincorso invano. per vedere che faccia ha. ha il sapore di un mesto ricordo. non deglutito ancora. cerchi colorati si concentrano. per spaccarmi in due il cervello. m’abbandono. come non mi lascio fare mai. in preda a crisi di me. facce distinte affollano di voci immaginate. un atrio della mente. foyer del tempo perso. delle possibilità indistinte. e dei quadri appesi male. donne gentili sussurrano. cose che non sento. desideri che non so immaginare. spargono di sé l’ambiente. colorano a pastelli le pareti. per un minuto d’attenzione. per un momento di tensione. per qualcosa che significhi da sé. e fugga via. a ricordarsi poi e forse. di un accaduto. di un sospeso fermo a mezz’aria. pronto a cadere.

14:41 | commenti

6.03.05

opposti. spingono sulle tempie. bloccano il flusso di sangue ai pensieri. mi lasciano a pezzi. da ricostruire con pazienza. anche il buio è più solo. da quando. ma è così che m’incido. nomi e giorni sulla pelle. dialoghi impazziti colorati di parole impreviste. santità conclamate dagli sguardi. luci nella notte. finestre aperte nel vuoto. e film visti alla tv. mani fuggite via. appartenenze distratte. e pioggia sporca di citazioni a buon mercato. come fossero bibbia e fantascienza. letture modeste di come essere visti da fuori. è notte dai passi distesi. dai lanci lunghi di sassi dentro a un lago. immobile dov’era. dai cerchi alla testa. e un equilibrio precario. di sensi e lucidità. non so che dolore ho. e poco importa. in un raggiro di valzer suonato per l’occasione. che fa l’uomo. e si limita a definire i contorni. patate e fagiolini. per esempio.

15:42 | commenti

5.03.05

lucido le follie per vederle splendere. in spazi che ho nascosto bene. tra le cosce del buio. e le risate sommesse. intuisco il fumo che mi sale dai polmoni. lo materializzo d’improvviso. lascio che se ne vada senza nessuna importanza. ci vedo attraverso. le leggo scritte sulla schiena. docile e bianca. di quando tutto era possibile. ci leggo salmi dalle antiche melodie. ci leggo voglie disperse in piccoli angoli. dai profumi intensi. dagli sguardi intrecciati. e linee di fuga di una prospettiva perversa. accarezzo il collo. di qualsiasi bottiglia mi sappia raccontare. e mi perda per strada. senza documenti per il futuro. a camminare lento. sul bordo della notte. attento a non cadere. attento al passo che ho. e all’ignoto che calpesto. chiudo i sorrisi che avuto in un buco nero. del tempo colorato di notti. lasciate a soffrire in eterno. per liberarli al primo sintomo. di sana incoscienza.

16:22 | commenti (2)

3.03.05

febbrili febbri. di deliri organizzati altrove. e risolti accanto. fisso un pensiero alla parete. che resti dritto come un quadro. da guardare appena. ha i capelli sciolti. nell’idea che ha di sé. e non parla di me alle nuvole. stacco un minuto dal tempo. lo lascio essiccare al buio. e lo ripongo nelle tasche di un altro. dolori e pezzi d’arto. sangue e anima differente. da ogni ipotesi di labbra scoscese. di rincorse brevi. e poche cose. slaccio i bottoni al buio. solo per immaginare squarci di luce. che non voglio vedere. e nemmeno sentire negli occhi. divisi tra il chiaro e lo scuro. e un effetto flou. scambiare i sensi. sarebbe ragionevole paura di non riconoscersi. e continuare così sarebbe uccidersi. cosa fatta mille volte almeno. al riparo dal vento. di un’isola isolata. al riparo dal tempo. perso in un anfratto. al riparo da me.

18:32 | commenti