30.04.05
c’è più cielo. da quando la notte è rimasta qui. sono chiacchiere diffuse. il rumore che inquieta. urla nascoste affrontano la verità. come si conviene. come un buco nella testa. come una metastasi dei pensieri. in circolo nelle vene. e gocce di morfina ad aspettare la sera. c’è da stringere a sé quel che si può. e scrivere salmi per il futuro. quando il niente mi starà addosso. come il vestito della festa. che ho dimenticato. e che lascio ricordare. a chi sorride ancora. non ho la voglia. di perpetuare un sogno e una preghiera. d’accendere ceri all’inizio di un viaggio. c’è fascino nel restare. fedeli a sé. e fermo dove sono. a contemplare la luna. sporca di buio e di sputi. raggiunta dal malessere. d’ogni sguardo. perso nel vuoto. m’agita questo vento. e quell’attimo a cui appartengo. cerco di me. il calore impossibile. a dirsi.
28.04.05
una scintilla m’ha bruciato l’anima. ha illuminato il vuoto. e s’è spenta. ha scoperto un’intenzione. sopita. inutile, lì dov’è. necessita di cure. d’istinto primordiale. e un accenno di coraggio. intanto scalcio l’aria. convinto come sono. che non ci sia altro da fare. il fumo ormai mi sale dentro. l’alcol è in circolo per fatti suoi. il resto è indifferente. a ogni mossa. alle probabilità. al destino che mi merito. ci sarà un posto in cui riposare. dalle bestemmie. dalla luce del giorno. e masticare le parole. quelle che non ho da dire. che porche e puttane attorcigliano il cuore. e non meritano attenzione. se non si muovono da lì. mi taglio la pelle. per essere solo carne. e sangue che scorre. via con le parole. con le intenzioni addomesticate. che venga il giorno in cui avrei dovuto. che sia l’alba che devo. che siano quelle le labbra. da strappare a morsi.
24.04.05
rapido. mi volto verso di me. ho vecchie sbronze da smaltire. passi su cui tornare. e poco tempo. per volerlo fare. la guardo dormire. in un’impressione che ho. disegnata nell’aria che respiro. resto in piedi. circondato dal fumo. d’un mozzicone spento a stento. piedi e mani immobili. le intenzioni in movimento. frenesia che m’assale. di vivere in un forse. e lasciar perdere. sono momenti larghi. dilatati a dismisura in un altro spazio. di pensieri affaticati. che smuovono lentamente le dita. contratte in un dolore. non riconosco il volto. di chi mi passa accanto. e a volte ci resta. a guardarmi da vicino. perdido en un charco. d’acqua piovana dimenticata dal sole. sono in cerca di angoli bui. di coni d’ombra risolutori. dietro le quinte s’agita la vita. e non me ne fotte un cazzo. di muovere il corpo intero. verso qualcosa. che s’agita da lontano.
23.04.05
ho ucciso un animale. mi stava mangiando il cuore. e si prendeva gioco del nulla. così non è. e non è stato. dalla sua morte in poi. rido insieme alla notte. che riconosco d’un tratto. il mio teatro è vivo. morto dentro ma vivo. la percorro a stento. ma ho larghi spazi per contenerla. ho voglie di. mi proietto all’ombra della luce di un lampione. ho gli occhi gonfi. di malinconia di sorrisi a stento. di passi trascinati nel vuoto. di urla affaticate. immagino una melodia che contenga il tutto. che m’accontento del niente. di un soffio a ritmo del respiro. e gioie mie. disperate di vita e baci sospesi. di quelle fantasie disegnate sul muro. d’un corridoio vuoto. leggo i pensieri lasciati a dormire. alzo la voce ogni volta che mi va. ogni volta che il racconto si fa uguale. a un ricordo che ho. accarezzo una bottiglia già vuota. che non la ricordavo così. faccio un passo avanti. e torno da me.
21.04.05
recidivo. prigioniero d’una costante. a chiedermi come e perché. e sono già troppe le domande. impaziente come sono non ho attese da aspettare. solo la pioggia. resta chiusa dentro a un lampo. intuito da lontano. previsione dell’immediato possibile cielo. che si porterà oltre all’acqua. questa pioggia in arrivo che non so da dove. quali distorsioni di pensiero. quali necessità da raccontare. quali lacrime da buttare. giù da un tuono, in coda a un fulmine. ma qualcosa resta. chissàcome. nascosto all’ombra d’una goccia. ben disposta. tra le altre. a disfarsi di sé. lascio penzolare le gambe dal marciapiede. come fossi una piccola illusione. e devasto ogni proposito decente. da qualsiasi riverenza. lascio e prendo. senza dare l’illusione. cola acqua dalle parole. esposte al temporeale. non sanno che fare. senza un ordine preciso. come le facce che ho.
19.04.05
lo spezzo il tempo. a piccoli pezzi. facili da ritrovare anche quando ricorre. il tempo. appunto. lo lego a un ricordo. per non perderlo. negli angoli bui della memoria. e poterlo ricordare. quando occorre. quando accorre. in aiuto di un’assenza. di un’illusione lasciata ai margini della strada. auto che passano. schizzi di pioggia. tocchi d’anima ai bordi dell’immaginario. e io qui. nascosto dalle parole. al riparo d’una timidezza che è pudore incazzato. dal bavero alzato come quello d’un impermeabile. dalle righe tirate sugli errori. dalle rughe stirate da un sorriso. un lovemetender stonato in piedi. sofferto da lontano. come quello d’un attore sul cofano d’auto. che s’immagina lì e c’è davvero. un film girato piano. senza voglia d’arrivare alla fine. e una musica d’annata. persa nel fondo. d’un tombino. che arriva dritto al puzzo di fogna. lì, dove i ratti s’amano.
17.04.05
giostre. di pigiami in assenza. di nevrosi sfatte e disfatte. per sciogliere nodi. per allentare la tensione. per giocare a vedersi. come non si è. e scoprirsi nudi. a esserlo. periferie disturbate dalla costante presenza. dello stesso desiderio. d’incontrare ora. adesso e qui. il bacio improvviso. che da sempre segna il tempo. e lo lascia passare. poco distante. so di rompere. il silencio. grande e grosso a interpretarlo in vita. senza peso. reale verità e presenza. d’altri mondi lontani. chiusi dentro al cuore. d’una città. per esempio. la nostra. per esempio. piena di corpi arrotolati. che scempio. che spreco. d’amori assopiti. d’idee in confusione. di dolori sedati. e un eppure. lasciato solo. a rimbalzare per scherzo. senza una parola. da dire. nel mezzo. non mi soddisfa l’aria. se respiro. non mi soddisfa l’acqua. se bevo. no. non ora non qui.


