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31.05.05

ho 17k di memoria nel cervello. da buttare via così. con l’immagine della fantasia. disegnata in fronte le notti in là. è fantastico fantasticare con spiccioli di realtà. cose non accadute accadono tempo fa. sogno o son lesto. a ingegnarmi congetture infinite. a staccarmi i baci di dosso. ad animare il cuore. sezionato con una croce. che sanguina ancora. ho da pensare e mi nascondo. dove non c’è luna a spaccarmi i coglioni. dove le stelle non mi cadono addosso. e ho freddo abbastanza. per capire che sono solo. fuori dal sogno. vomitato in una serie definita di notti. morte all’alba e cancellate con una mano. c’è chi se ne va senza salutare. chi torna senza sapere. e chi vive senza morire. accumulo fughe dall’imprevisto. e dolori piccoli piccoli. che noia restare. che noia morire ogni volta. che fatica nascere e piangere. per farci riconoscere. c’è chi c’è e chi no. io no.

19:18 | commenti

30.05.05

 

sconnetto i discorsi. i vuoti e le immagini. ci sono giochi di luce anche al buio. se tengo chiusi gli occhi. tra un sogno e l’altro. mi mangio le parole. e bevo troppo. per dimenticare un ricordo. per appendere al cielo una stella caduta. rincorro e mi fermo. che non so dove andare. non ho più dove andare. dilato la notte tra il cuore e l’intestino. qualcuno batte il tempo. ma chissà chi è. e io no. non lo sono. me la gioco di sponda quest’illusione. che mi rimbalza nel cervello. con una donna. abbandonata a sé stessa. alle solite cose. dimentica del calore. che emana una pietra. esposta al sole. correggo lo sguardo e mi vedo gli occhi. riflettere un’emozione. impercettibile. nascosta già. d’autorità, come fosse necessario. come fosse l’unica possibilità. tratto di colore arrampicato al nero. di una dimensione dalla quale non torno. e non ne ho voglia.

02:29 | commenti

28.05.05

le incoscienze si toccano. aldilà del mentire. in notti di luna piena. bruciano l’alcol e il fumo. il desiderio e l’espressione. come in una competizione dadaista. musiche girano in tondo alle parole. si materializzano strade e percorsi. e un sentire s’accompagna. mi straccio le vesti. per un bagno in mare. assorto nell’idea di non ricomparire. sulle onde. a sorridere da idiota. quante sensazioni ho lasciato morire. sulla punta delle dita. disperate a ogni ritorno in sé. stanno tutte appese alle pareti. su cui incido nomi a caso. nella speranza di non riconoscermi. m’abbandono spesso al delirio. d’associare profumi e odori. da riconoscere al volo. quando vago tra le nuvole. ci fosse un modo. per non tornare. sui luoghi di un delitto. tra le braccia di un dispiacere. dopo aver nascosto le ali. strappate a un angelo. trovato per caso. e caduto a terra.

17:24 | commenti

27.05.05

percorsi incidentati da direzioni sbagliate. fango e rivolta. la faccia incazzata e l’umidità addosso. di terra bagnata. di sponde di fiume sfiorate appena. e una città da disegnare con le dita. ho una bottiglia per festeggiare l’anniversario del bene e del male. e ancora sete e maledizioni trascritte. la notte mi suda addosso. concentro l’attenzione sul passaggio. d’ogni cosa e qualcuno. fino a farne senza. uno nel tutto. perso da sé. e risate soffocate in gola. da qualche parte c’è. un’ansa liquida e silenziosa. un’acqua che scorre in basso. mi scoppiano le vene. di sangue e dolore. d’aver dimenticato. ciò che avevo da ricordare. ma resto all’ombra di me stesso. per dichiarare guerra al tempo. e respirare l’aria che resta in giro. poco importa l’odore. ma qualcosa mi fa restare. sospeso. tra il sapore e l’infinito. di labbra distanti tra loro.

19:55 | commenti

26.05.05

incidenza di delirio e passione. ammorba l’aria il fetore. di logiche conseguenze. di apparizioni apparenti e un volere. sotto alla luna ma un po’ più a destra. sono rimasto fermo. a mettere in riga le domande. a cancellare le ipotesi dal probabile. romantica perplessità di un cielo con poche stelle. appuntate alle nuvole. appendici di idee confuse dalla luce precedente. allargo le braccia per ferire la notte. per farci buchi attraverso. e girarci intorno poi. per vedere che è successo davvero. m’illumina solo l’immenso. e parto alla sua ricerca. illuso dalla precarietà che detta legge. in ogni vita dispersa. padrona d’anime a caccia di sangue e illusioni perverse. non è sera di pensare a chi. non è notte da dedicare a chiunque. non è acqua per lavare la coscienza. non è niente. di più. di quello che penso che sia. afferro una stella e me la metto in tasca. sto meglio così.

22:02 | commenti

25.05.05

ci sono albe che durano tre giorni. e soffi sul collo che gelano i polsi. ci sono notti che non vorrei. e amori gettati da parte. per questo cammino nel silenzio. che poco altro ho da fare. in mezzo al rumore che sento. mi graffio gli occhi fino a sanguinare. e non rallento il battito. che strano esserci anche dopo. che non serve più. piscio contro un muro per irriverenza e dispetto. invoco la pioggia a lavarmi l’anima e l’umore. ma non so più cos’è. restare e ascoltare. il battito e il respiro. l’affanno e la voglia. che gli occhi restano chiusi di fronte al gelo. attendo una voce. che dica di me qualcosa che sono. non vedo niente di descritto. e soffoco ancora. le parole e i movimenti. che liberano l’aria da una presenza. ho muri in faccia. e puzza di vernice sotto il naso. d’altro candore. ricoperto di nero.

12:52 | commenti

24.05.05

insensibile al nulla. ripieno d’attimi. ritagliati dal tempo. giro intorno al mio umore. ho affetti da collocare. al posto giusto. c’è una notte sola. che scende per me. già adagiato nel buio. a tagliare in due l’orizzonte. steso di fianco. immagino un’altra prospettiva da qui. altro modo d’incontrare la luce. negli occhi. d’abbracciare lo spazio che vedo. suoni percettibili salgono da terra. verso il cielo. chiuso da una nuvola intera. ho l’anima accartocciata in un desiderio. inaccettabile attitudine al passato. che cola col sangue dai polsi. ho sorrisi nascosti tra i sogni. e poca voglia d’andarli a cercare. ho bottiglie vuote e disegni di fumo. usciti dalla bocca. quando non so più pensare. quando non ho niente da dire. e poco da fare. mi sono accorto di me. quasi per caso. e non ne sopporto l’idea. ci vuole pazienza. per andare. per tornare. per esserlo.

15:27 | commenti

22.05.05

angoli. spigoli. maledizioni appuntite. d’un inseguire forme e figure del tutto assenti. no hay banda, no mas. niente rincorse all’abitudine. d’incontri e notti e mani intrecciate. e sangue che cola dagli occhi. non c’è poesia in quest’inutilità che appare. da ogni momento. inseguirmi altrove. è la dannazione d’una sera qualunque. non ci sono muri su cui sbattere la testa. e inchiodare un pensiero. ma questa stanza non ha più pareti. per proiettare nude paranoie e deliri d’assenza. cerco di dire altro. da quello che sono. ho parole e le nascondo. ho voce e la soffoco. frasi da spezzare. e buttare via. non c’è ragione d’essere. e nemmeno di morire. all’ombra di un accaduto. la notte è il luogo. il buio l’essenza. a cui girano intorno le nuvole. che non cadono mai dal cielo.

13:11 | commenti

21.05.05

ho un pugno nella testa. che picchia forte. quando la notte scende dal cielo. e mi si spalma addosso. ho ridicoli pensieri d’antan. ho conati frequenti delle nostalgie. e un passo più lungo del solito. affretto l’andazzo. che non resta nulla. di ciò che ero e sono. scavo negli angoli per disseppellire ossa. di scapole lisciate dallo sguardo. e soffio controvento. per combattere la noia e l’equilibrio. compromesso da voglie e desideri. pensati al contrario e fuori tempo. troppe facce intrise d’ipocrisia. di quella corrente, confusa con la normalità. che mi strappo le ciglia se solo ci penso. ancora. e mi muovo daqqui. che ho perso la strada e una luce. fioca. che dava respiro alle notti. e ora ansima chissàdove. corro e mi fermo. inseguendo mani e gesti. il calore che si sposta. e la frenesia di mettere insieme piccoli pezzi. che non trovo. e perdo.

13:20 | commenti (1)

18.05.05

sei mesi prima di morire abbiamo facce da fototessera. e occasioni perse di vista. giorni fatti di niente e notti da avercene abbastanza. e buio sufficiente a vederci chiaro. ho e non ho. voglia di raccontarmi di me. di esserci e no. a pensare a chi e chissà. ho bottiglie sottobraccio e la gola secca di parole. ho perso la bussola nel vuoto. la cerco ancora per capire. dove ho carezzato la sua pelle. e lasciato perdere l’orgoglio. frasi fatte di coca. imbottite d’ardire. vuote di significato. sto fermo a pensare. di essere finito prima. da qualche parte a fumare. e aver lasciato qui le mani. a scrivere d’altro che non fosse verità. che dicesse di me un segreto incoffessabile. come una pia confessione irrisolta. da un dubbio frequente. e sputi in faccia. no non è qui. che dovrei essere ora. no non è qui. che vorrei essere ora. a essere di me senza qualcosa. che sia lei.

23:44 | commenti (1)

volo basso. per non ingoiare le nuvole. per sentire in faccia il vento e gli odori. di fiori sbocciati per caso nel caos. per non lasciare impronte da inseguire. e per non tornare sui miei passi. resto appeso nell’aria senza sforzo. che non è necessario voltare angoli per vedere. per riconoscere all’improvviso. per toccare con mano. mi porto anime appresso. da potermi cambiare quando cambia il vento. per non essere me. più di quanto già sia. disperso tra i sogni di qualcun altro. addormentato sul selciato. all’ombra di un marciapiede. accostato alla parete più grande che c’è. su cui ho lasciato un nome proprio inciso. con un aggettivo soltanto. a disegnargli i contorni. fiuto intorno per capire. se sempre mi sorride l’idea. di sfiorarla nei pensieri. di mantenere l’equilibrio. a braccia aperte e disteso su un fianco. lascio cadere gli occhi dal cielo. che siano sguardo. e un piacere intenso.

16:06 | commenti

17.05.05

cerco le parole. mi sottometto all’esigenza. espressione d’un sentire e volere. mancano pezzi che mi riconducano. a lei. all’alba dopo il tramonto. a una sequenza logica di fatti e misfatti. a un freddo pungente che non avrebbe da esistere. faccio a gara col vento. a chi soffia più forte. aria e fumo. e a chi sputa più lontano. pioggia e saliva. palato seccato dal rancore. di un pacchetto vuoto. di un’anima in pena. e altre logiche. da esplorare e disconoscere. per un ritorno all’affetto. al tempo in cui. e a ciò che sarà. c’è carenza di gesti. a salvare il mondo dal tedio domenicale. non ci sono più messe. da raccogliere in un lembo d’estate. da officiare all’ombra di un capitello. preghiere vane. disperse tra foglie mosse. un cane per strada ci mette di suo. un guaito e un’insofferenza. per dividere il bene dal peggio. il male da un sorriso.

00:58 | commenti (1)

14.05.05

gli occhi si chiudono a fatica. quando il buio anima l’anima. e le disperazioni s’accumulano. nelle notti dei disperati. io conto bottiglie lungo il muro. ho la pazienza dei folli. che mi stringe alla gola. che mi costringe a respirare ancora. sono un vuoto a rendere che non s’arrende. immagina altre ipotesi. di canzoni fatte a metà. di un già scritto che strappa le lacrime. di un non detto che le soffoca. un crepuscolo m’avvolge di pietà. cala la notte su ombre disegnate. da profili e orizzonti. da angosce e beatitudini. è il gioco di contare le parole. per farle divenire numeri. da dare al primo che passa. e stupirlo di me. sposto il fumo per vederci chiaro. per distinguere la voglia e il desiderio. che ho nascosti in piccole scatole. di legno e sabbia. e la poesia di un giorno. che ha sconfitto la sera. con una lacrima soltanto. vista da lontano. nell’istante esatto in cui scendeva.

21:47 | commenti

assi nelle maniche. rivoltate dal calore. truffe improvvisate per ingannare il tempo. le menzogne di cui sono capace. sono un gioco possibile. un sonno agitato dal movimento. dall’ansia di toccare le mani. l’una con l’altra. per contarle una volta per tutte. le blocco i denti in quel sorriso lì. per poterlo guardare all’infinito. e chiedermi come e perché. ho un punto di domanda legato al cervello. che se lo sciolgo se ne va con le risposte. c’è uno stupore nuovo e profumato di fresco. ogni volta che le respiro accanto. e parole ingoiate al contrario. che si scontrano nello stomaco. un anagramma che si risolve da sé. la notte che piove. e non so dove. e fa rumore la pioggia. quando s’appoggia al selciato. che m’inganna le suole. e mi trascina le gambe in un ballo scomposto. non ora non adesso. forse un chissà quando.

02:44 | commenti

13.05.05

non voglio essere libero. da certi orrori. dal gusto del sangue amaro. sputato negli angoli di una stanza. illuminata invano dalla luce degli occhi. ho scorte d’acido. pronte a dissolvere l’anima e la faccia. ho scorte di buonumore da smaltire in silenzio. ho scorci di notti da dedicare. a chi ha voglie normali. di spendersi al mercato. di un sogno qualunque. che non faccia domande. che resti uguale al risveglio. che resti in sottofondo per il tempo che voglio. batto il tempo in ritirata. coi nervi stesi ad asciugare. bagnati delle stesse lacrime che ho bevuto. trovate per caso. sfogliando un’idea. abbracciato a un bicchiere. mi mordo la lingua. che non dica le parole che sa. che lasci la bocca urlare. la gioia di un lampo. intuito nel buio. come un affresco lasciato a morire in un museo. liberato dalla voglia di starci dentro. e non tornare più.

20:20 | commenti

12.05.05

capelli sciolti. nell’acido di un’assenza. ho chiodi infilati tra i denti. li sputo in raffiche mortali. parole affilate, affidate all’ignoto. terapie caustiche per patologie insanabili. lascio strisce di sangue colare da un video lontano. quanto basta per ignorare l’accaduto. o quello che potrà. lingua di fuoco. stampata su vetri rotti e dispersi. cocci che s’appartengono. taglienti e aguzzi. scomposti in un incubo. che ha del quotidiano. ricorrenze confuse dai ricordi evanescenti. precisi come un colpo di pistola alla tempia. dettano legge tra frazioni di tempo. dilatate per resistere. alla solita inquietudine di sorrisi spaccati a metà. di baci ricapitolati in un riassunto di morsi. e lingue sboccate a cercarsi l’anima nel profondo. c’è da aspettarsi ogni cosa. quando il nulla s’avventa alle spalle. e assesta un colpo. benedetto me.

19:33 | commenti

11.05.05

ho una spinetta nel fianco che suona nostalgie. da afferrare e stringere. fino a soffocarle. non mi volto a guardarmi. così come sono stato. e mastico saliva. che poi sputo in cielo. sono in cerca di dubbi. tra il sopravvivermi e no. chissà chi è carmen jones. protagonista di storie col principio accanto alla fine. e chissà che noi. saremmo se ci penso. ho i nervi spezzati. dall’odore di una sigaretta. e un collo avvolto di labbra. disegnato in un tempo breve. eppure c’è un ritmo. anche quando non siamo più bambini. in luoghi fatti apposta. per appartenerci. ancora noi. con l’anima rotta in due. e un bivio senza indicazioni. parole da inventare. per descrivere un adesso. che si ripete spesso. che non ci lascia andare. a guardare tra le nuvole. alla ricerca di un temporale. da scatenare su chi passa e va. e va senza andare. che un dubbio già ce l’ho. e lo porto con me.

19:11 | commenti

10.05.05

dal basso vedo scendere il cielo. cromatizza un suono tetro. un nero stravolto dai lampi. un’indicazione di futuri tesori nascosti. una deprimente sensazione d’esserci stato. già. d’aver già visto la fine. e aver ricominciato incosciente. a tremare al pensiero. a solleticare l’inquietudine celata per pudore. purezza d’intenti. candore d’anima. ingenuità massacrata di spranghe. e tozzi di vita al rallentatore. che non c’è fretta. se piove da anni. e le nuvole non smettono d’associarsi al pensiero. esisto da poco. e ho stelle che mi cadono dalle tasche. oggetti perduti per strade lasciate indietro. ho denti per mordere. le parole e i significati. le fotografie appese alla memoria. le sbronze passate a cercare le domande. dimenticate da un bicchiere in qua. che i bassi ventri si toccano. e s’emozionano per sempre. fino alla prossima riverenza di un affetto. e di un istinto represso.

14:48 | commenti

9.05.05

esiste. un nascondiglio dal mondo. dove vomitare l’eccesso. e rovistare nel torbido. per dare forma a pensieri molesti. modesti, anche. inutili rappresentazioni di verità possibili. d’impossibilità trasognate. di testate contro il muro. e porte chiuse a chiave. dall’ipocrisia. in corsa per il primato. per l’imposizione di mani e piedi. e venerdì santi senza carne da divorare. un lago brilla facile nella notte. se lascio la luna accesa. e scalcio pietre che non voleranno mai oltre. per liberare la strada. e un po’ di me. che si confonda nel buio. che sia qualcun altro o qualcosa. ossa stese al vento. a ciondolare appese a un fiore. malato di fumo e distonia. prive di significato. e nude d’anime svendute. al mattino presto. quando la luce ha da essere. varietà cromatica indefinita. e un segnale disturbato. di come sono dal tramonto in poi. condannato ad aprire gli occhi pieni di pupille. dilatate dalla voglia.

20:11 | commenti

8.05.05

aspidi galleggiano fieri. occhi spalancati nell’ammoniaca. pelli lacerate nel tempo. breve. non colgo nessuna similitudine. tra la mia angoscia e il nero. solo attendo. un giorno con l’alba. una notte postuma. e il bicchiere ancora pieno. di fumo denso. e le pareti con parole dolci addossate al muro. e ragni appesi. a disegnare geometrie da indovinare. e quando dismetto l’attesa. notti ancora vergini. da guardare con attenzione. da toccare con le labbra. e consumare coi passi. in un andare mano nella mano. con le maledizioni che ho. da spartire. adesso è altro. dal momento in cui. adesso ho un pensiero solo. a sbattere le ali nella testa. e mi strapperei i capelli. per farlo uscire da lì. e bruciarlo col fuoco. e le strapperei i capelli. per una carezza in più. che da un sorriso le arrivi all’estremità del cielo.

11:00 | commenti

7.05.05

tolti dalla voglia di un abbraccio. i desideri perdono di significato. giro alla larga dalla luna. e impreco controvento. restano domande. intrappolate come spesso. tra le intenzioni. c’è strada da fare. per ammirare l’inutilità che appare. per seminare parole pure nella notte. per uccidere la pietà. messa in ginocchio a succhiarmi l’anima. resto ucciso. appoggiato alla parete. con lo sguardo distrutto. dal vedere. dal tenere gli occhi aperti. e riconoscere. gioco con una risata soffocata. per ascoltarmi vivere. con un odore addosso. che non se ne va con l’aria che passa. sopporto il buio a malapena. come un bacio distratto. e tracce di saliva sulla punta delle dita. corro a tratti. per cambiare in fretta. la prospettiva che m’assale. altro vuoto. attorno. e ruido diffuso. ho un’idea speciale da nascondere. quella di strapparle le labbra e incollarmele sulla bocca.

18:24 | commenti (1)

6.05.05

necessità dormienti. s’affacciano dalla notte. urlano al risveglio. è un errore essere rimasti qui. nascosti in un dove. senza sapere come. sono stati i battiti di cuore. a farsi riconoscere. prima d’uccidermi. indeciso davanti a un bicchiere vuoto. in attesa di un’anima che tarda ad arrivare. ci sono cose da fare. e parole da dire. tiro righe lungo i muri. a sottolineare il nulla. o i pensieri che ho. da dare. ho la testa che sbanda. scivola lungo crinali prevedibili. le accarezzo un seno per ipotesi. e resto a guardare. come si spezzano gli occhi. accendo il silenzio. e resto ad ascoltare. come nasce una canzone. una fuga potrebbe accogliermi e lasciarmi andare. io no che non sono. io no che non ho. ma m’incanta, quest’espressione. lascio il respiro a immaginarne altri. che ho un urlo da aggiungere. alla mia necessità.

18:01 | commenti

3.05.05

ci sono parole. che stanno in silenzio. e non dicono. ciò che hanno da dire. ci sono labbra che non si toccano. e piogge lontane dal temporale. ci sono stelle gettate in uno specchio d’acqua. dondolano. senza sapere bene che fare. ci sono notti che mi stanno attorno. senza che io me ne accorga. e respiro il buio a fatica. incapace di una sola bugia. inseguo i miei passi. impronte di piedi nudi sull’asfalto. per andare dove. e un sorriso stampato a rovescio. mi taglia la faccia. aspetto il vento. che si alzi la mattina presto. e due note di una canzone. che mi conosce bene. ci sono angoli pieni di storie. che ho nascosto bene. e a volte cerco invano. per raccontarne altre. e distillare nostalgia. da un battito d’occhi. come ali per vedere. il centro esatto dell’anima. senza nessuna intenzione. col semplice timore. di vivere. e continuare a farlo.

21:58 | commenti

1.05.05

ci sono donne. che nascondono l’alito della notte. sotto la lingua. mischiano parole alla saliva. lasciano che il buio s’infili tra i pensieri. e non guardano la luna splendere. boccate di fumo mi confondono. alle ombre. ai giochi di luce perversi. e mi lasciano ad aspettare. che sia tersa l’aria. che il respiro sia affannato. a rincorrere altri odori. di altre notti. mi chiedo dove sono stato. ogni volta che non c’ho più visto. e le pareti delle palpebre erano disegni. di bambini in delirio. e maestre distratte. dai loro sogni. è la notte che mi contiene. che mi aspetta arrivare al calar del sole. e mi trattiene all’alba. resto disteso. a sfondare il soffitto con lo sguardo. a sollevare il bicchiere. ad asciugare la fronte. dai momenti incisi a fuoco. lento. come il meccanismo che rilascia i ricordi. e li comprime in un dato di fatto. brindo a me. e alla gente che mi resta.

20:35 | commenti