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30.11.05

seduto all'ombra di un platano. che non nasconde la luna. stempiato com'è dall'inverno. m'immagino il buio come fitto di luce. non c'è nulla aldilà delle palpebre. ho solo sensi all'erta. buchi nello stomaco. e congiunzioni da vendere. respiro male. che non ho mai imparato a farlo. solo per vivere. sento il cielo che si sposta. le nuvole infrangersi e confondersi. le stelle cadere dal letto. e disegnare falsi oroscopi. un cuore che batte fa troppo rumore. se ho altro da ascoltare. se taglio a fette i pensieri. e mastico le parole. davvero non mi capisco. e nemmeno mi sto a sentire. che ho le tasche piene d'aria. e la stringo con le mani. vorrei disegnarla su un muro, questa notte. intera. con il buio e le ombre. pattinare sul sangue che mi cola dalle nostalgie. vomitare l'anima e guardarla soffrire. che così non basta. e non è. non c'è.

16:57 | commenti

29.11.05

ho perso le notti per strada. distratto come sono. dalle mie abitudini e dal resto. ho lasciato fare al caos senza farci caso. eppure sillabo. deliri in disordine e riordine. sapori di sale e sapori di male. pianti senza lacrime e bisogni. di avere e sentire. di essere davvero. e non allontanare da me il vento che passa. m'asciugo gli occhi dai sogni che ho visto. e non c'è confine agli occhi che guardano. alle disperazioni e ai fili. che legano le intenzioni e sopportano. il peso degli anni e dei disastri. dell'abbandono e l'addio inevitabile e dolce. sapessi davvero. la verità e la menzogna. le differenze che ha il vivere dal morire. e la morte di spine e allegria. soffocata dal disordine dell'indifferenza e. dispersa in mare. come bottiglia vuota d'ogni messaggio. e imparo da qui cos'è. il lontano e il niente. l'assoluto e il risoluto. il beffardo e l'idiota. che a volte sono.

00:37 | commenti

27.11.05

disperazioni a latere. notti che divorano inquietudini appartenute a chiunque. faccia di sé una vita. per poco. per niente. ci vuole la pazienza che ho. di vuotar bicchieri pieni a metà. di lasciar per strada un'emozione. che non ho più. che non trovo se la cerco. che il buio a volte è troppo scuro. apro la bocca controvento. che entri l'aria. a pulire i pensieri scesi nello stomaco. a farmi respirare ancora. guardo i vetri su cui ho impresso le mani. sono gelidi i contorni. e non riconosco nulla di me. m'abbandono in fretta alla sbronza che vorrei. e numero le sconfitte. per tenerne il conto. per riderne di più. e cercare sempre gli occhi. che so di non trovare. sono parole che muoiono con il sole. che sfuggono ai significati. che hanno. nascosti nel sangue. è un delirio sovrapposto. alle realtà che esistono. nonostante lei. e chiunque altro. voltato di spalle.

16:49 | commenti (1)

23.11.05

ci gioco con la notte. e le sputo addosso. quando mi pare. quando le parole mi soffocano e non le trattengo in gola. quando il freddo gela l'aria. e nelle tasche rivolto biglietti d'addio. giro su me stesso. così rapidamente da non riconoscermi. mi lascio cadere a terra. chiuso negli angoli. al centro del vuoto. apro finestre con la mente. per soffiare in faccia al vento. per soffrire di un brivido gelido. mi brillano gli occhi. delle luci di una città. un riflesso condizionato di vita. che mi trafigge. e decora la parete. non posso potere. non credo d'avere. soluzioni chimiche per risolvere. eppure l'ho afferrata per le viscere. e l'ho tirata verso di me. senza sapere dove. ho le mani ancora sporche. del suo sangue e dei suoi pensieri. le ho toccato gli occhi. per saperla guardare. piego le gambe e mi sorrido. che non è vero. che non sono io. e neppure un crepuscolo. preso a nolo dall'estate.

16:26 | commenti

22.11.05

c'è un mare che ho visto di sponda. annegare in un addio. c'è una notte puttana. che è morta allora. col precipitare della luna. mastico il gelo di adesso in movimenti lenti. aspetto che arrivi l'attesa. e nel frattempo mi taglio la gola col vento. questa notte si alza la gonna. per scaldarmi le mani. per tentare l'impossibile. per lasciarsi toccare il cuore che ha. tra le gambe e un'idea perversa. che non le appartiene. drappi rossi inscenano il sangue. che cola tra le lacrime e la pioggia. colorano il buio di denso. e inventano labbra sulla parete. che ho davanti e non smetto di fissare. di intendere come limite. di pisciarci contro. al riparo di una tacita consuetudine e dal tempo. di che nostalgia debba avere e di quale istante. sappia il calore. che le sale dallo stomaco ai pensieri. per trasformare la voce in un delirio. che non si sa raccontare.

19:56 | commenti

21.11.05

giro le notti come pagine in bianco. fermo gli occhi e trattengo le palpebre. con l'aria che mi taglia l'iride. per fissare un orizzonte più vicino. mi distraggo dal vivere. e sollevo le braccia per muovere le mani. un bisogno da sentire. un conato da soffocare. l'urlo straziante di un pensiero. e la mia indifferenza. cerco facce come nuove. da non riconoscere. da dimenticare per forza. descrivo segni apparenti. d'una scrittura che non esiste. per non capire nemmeno chi sono. per sopportare meglio il buio. quando non si vede e non si può. prendo a calci le strade. finchè mi restano scarpe e una sufficiente follia. afferro questo vento con i denti. e gli strappo l'anima che si porta in volo. le ho contato i capelli. uno a uno, per poi confonderli e ricominciare. per comprendere il tempo tra le cose mie. per non pensare che qualcosa sia passato. e il presente sia. da ricominciare.

15:47 | commenti

20.11.05

cadono le nuvole dal cielo. come lacrime appartate. come angeli rossi di vergogna. ricoperti di sputi. e io a vomitare. in un angolo soltanto. al centro della notte. e delle mie rovine. ho rotto il cuore e una bottiglia. ho sprecato di me un pensiero. le sono corso addosso come fossi stato unico. perso in quel momento. distratto dalla morte e dall'odore. di carne che brucia. di una lingua appoggiata al palato di un incubo. le ho strappato il sorriso di dosso. e l'ho abbracciata per sempre. un incipit scordato e stonato. un corpo lasciato laddove. e luoghi vacui, legati alla retina. di sguardi senza suono. dettagli scoperti a caso. e baci scelti tra i tanti possibili. tra tutti quelli immaginati e sputati via. mi soffia il vento sul collo. la notte mi spezza in due e mi porta via. a cavallo delle ombre. con l'anima che non s'accende. e riflette la luna.

19:49 | commenti

perdo tempo a cercarlo. mi strappo gli occhi la sera. per non vedere il buio che c'è. per respirare meglio e prendere aria. da nascondere tra le pieghe del cielo che immagino. ho la testa tra le nuvole basse e il corpo all'inferno. un desiderio indivisibile. dal sopravvivere al morire d'intenti. mi lego le mani. per non agitarle invano. nell'imbarazzo di una carezza. al vento che passa di qua. e accompagna un fumo di sigaretta che riconosco dall'odore. dal sapore che aveva sulla lingua. dal calore che si portava addosso. lancio le bottiglie contro i vetri. che non siano specchi. o visioni impreviste. ammazzo le ombre uccidendo la luce. che non mi voglio alle spalle. anche. a sdoppiare le angosce. a seguirmi ovunque. fino a mattina. aspiro a un fumo dolce. a una pausa repressa. alla necessità d'avere. un gioco per il tempo. una bocca da toccare. un'intenzione che mi squarti l'anima. e la lasci sanguinare.

10:45 | commenti

17.11.05

coltivo fiori del male. che nascono dal buio e muoiono da sé. ci sono cerchi troppo larghi. da percorrere con le dita. su vetri appannati. sulla sabbia dispersa dal temporale. lasciano segni diversi. dalla loro origine e dall’idea di perfezione che li accompagna. un vortice di parole che spruzza sangue sui muri. di una città che non riconosco. che non guardo nemmeno. che cammino soltanto. per passarci attraverso. senz’altro da fare. da dire. svolto a ogni angolo che posso. cambio direzioni improvvise. ho le mani calde. nascoste dalle tasche. e un bicchiere dimenticato alle spalle. pieno. d’alcol e malinconie. c’è indifferenza nell’orrore. un assurdo battere di cassa. un quattro quarti che m’ossessiona. e dà il ritmo del pensare. alle maledizioni in agguato. agli sguardi negati. annegati. persi per strada. trovati per caso.

17:58 | commenti

15.11.05

scivolo sulle parole che ho vomitato negli angoli. tentavo di nascondere i significati. tra il fumo e la nebbia. due bicchieri per digerire. una sconfitta e l'ultima cena. e poi vado. vago. calpestandomi i pensieri. aspirando a una sbronza che mi sia compagna. uguale a me così. chiedendomi dove finisce il cielo di notte. e l'insana voglia. di carezzarle il muso. di guardare altrove da qui. e non voltarmi mai. a vedere chi ero. ci sono luci che disegnano ellissi. e mi confondo. il buio col nero. una mano con l'altra. lei con lei. ho aspirazioni lunghe, come il battere di un respiro poco sopra il petto. aveva seni bianchi. e una rosa tra i denti. sanguinava dalle labbra. lungo le frasi interrotte. e sputava le spine. ma poco importa. se non so dove. vado. vago. e mi lascia andare. l'avvento di un tossire. l'abbaiare di un cane. l'ardire di una bestemmia.

19:42 | commenti

14.11.05

brucio le parole con gli occhi. nego l'evidenza di un rogo nel buio. che mi muovo a stento. allungando le braccia che le mani non le ho più. mi sollievo il morale riempiendo la testa di specchi finissimi. la bocca e i polmoni di fumo nero come catrame. i pensieri d'inutilità. giro su me stesso per amare la vertigine che mi dà. mi squarto l'anima dall¹incoscienza che ho. di un solo gesto. possibile di disperazione e follia. so di troppi segni lasciati sui muri. della città e di un rumore. di notti accasciate agli angoli delle strade. e colpi sul petto di cui mi pento. adesso. che non so più quand'è. e le liscio le spalle con una carezza. in un momento morto d'improvviso. e tutto diventa altro. da quello che vedo e che sento. da quello che sono e di vento. ho sempre un urlo chiuso in gola. aria soffocata e in movimento. un'esplosione sopita, con leggerezza. e un che di sperato.

14:11 | commenti

11.11.05

restare qui. parcheggiato nel nulla. cullato dalle malinconie d’istanti. ubriaco di lei o di quel che resta. non c’è notte che mi possa redimere. non c’è giorno che mi possa risvegliare. dal sonno dei sogni. dall’inutilità immane. dall’essere così e non altro. conto le dita che stanno in una mano. lo so che non serve. brindo al bicchiere in cui resta da bere. alla cicca che aspiro di disperazione. allo sguardo che ho. perso nella nebbia dabbasso. sistemato tra i frame che mi importa ricordare. e un andazzo bop. spento dal buio. rovinato dall’assenza e dall’assenzio. barcollo così, nel credere a qualcosa. e disperare l’insieme. redimermi. il proposito che ho di sopravvivere. alle parole. ai disastri. ai disagi. a quel poco che rimane d’ascoltare. e non sento. non posso. non so. e m’aggrappo al cielo, dietro le stelle. per non farmi vedere. per non farmi sentire. che eppure ci sono. e non so dove.

01:23 | commenti

9.11.05

ho due occhi che mi guardano da un giorno. da un tempo fa rimasto dov’era. poco importa se viene notte presto. se il giorno lo ammazza l’inverno. ho ipotesi tracciate per ogni sogno eventuale. e asterischi ai pensieri. per leggerli di nascosto da me. ho il disordine addosso. la metafora incline. e la voglia di passare il tempo a vomitare. per restare nuovo dentro. per fare il vuoto di un che. i colori sono la chiave. di un’altra primavera con intorno le sfumature. intanto scrivo lettere. che a metterle insieme non fanno una parola. e mi tingono d’un colore che non voglio. lacero il fumo soffiandogli contro. e aspetto qui. appoggiato alla parete. alle prese con un rito. cadesse ora, questo cielo. mi facesse buio come il resto. e declamasse due righe che ricordo. come una prece. di resurrezione finale. d’un film muto e sordo.

17:07 | commenti

8.11.05

cerchi alla testa e non trovi. altro che il dolore. un battere insistito sulle tempie. botte di pensiero che spingono dall'interno. o tracce di una sbronza imprevista. m'ero perso con nessuna voglia di ritrovarmi. i segni sulla pelle. e un buco nel petto. disegno una finestra con le dita. nell'aria che mi sta davanti. nell'immaginato che mi lascia perdere. ci guardo attraverso perchè non ci sono vetri. ci passo attraverso perchè non è chiusa. ci vedo lei sdraiata sui fianchi. entrambi. e lei non vede. le immagini intrecciate alle parole. non sente. il vento sollevato dal desiderio. e mi sposto da qui. tra uno spazio e l'altro non ci sono che io. a mordere il buio. a sollevare la gonna a questa notte puttana. mi lascio andare via. a inseguire parabole di stelle nascenti. narrate al contrario per trovarci dentro un senso. che non faccia paura. a nessuno.

22:15 | commenti

6.11.05

salvo. da uno sguardo che mi è strisciato addosso. da un'ansia mutevole. e un passaggio d'istante che mi ha portato altrove. ho le mani fredde e le palpebre che non sanno chiudersi. e allora canto. a voce spenta, con le mani in tasca. e guardo le strade che s'intrecciano. e stringo forte un bicchiere. che è la stessa notte di cui ho bisogno anch'io. seguo fili di luce con quel che mi resta. da poter immaginare. ho una mano nello stomaco. che mi cerca il cuore e mi lascia a sputare sangue. nello stesso bicchiere in cui ho pensato d'essere io. non mi accade da tempo, d'aprire un pensiero a metà e guardarci dentro. seleziono canzoni che mi possiedano l'anima. perdo tempo in cerca di perdono. e non ho più un momento a cui togliere i colori. per poterli scegliere diversi. e ascolto le parole. le scrivo uguali che tanto non sono le stesse. e nemmeno io.

21:08 | commenti

3.11.05

ho scritto parole che parlano da sole. di una notte fa. di qualche vita lasciata andare. e di buio fitto. ora alzo il bicchiere e mi riprendo un tramonto. che sia il ricordo di una luce. una sbronza illuminante. una solitudine da distribuire e lasciare sola. che non ho dubbi perchè non faccio domande. che ho caldo al petto e un dolore da nascondere. che ho un rigurgito d'anima a cui badare. e infinite storie. uguali a me e a lei. dai capelli sciolti come pensieri. e lo sguardo di spalle. ci vuole tempo per aspettare. che scenda la sera per cancellare il cielo. per prendere a calci le stelle e strisciare lungo i muri. di una città distratta. di una notte distrutta. dal rumore che fa. dal nulla che implora nel traffico spento. mi scivola il vento dalle tasche. inopportuno come sempre. importuno come me. attratto da un'essenza. e ubriaco di vino. e malinconia nei vuoti a perdere.

12:42 | commenti