31.12.05
rischio di agitare il mare. se spingo le nuvole a calci. di là del cielo. dove non c'è sguardo. solo onde infrante. spaccate dalla sabbia e dalla rabbia. imbratto i muri che ho davanti. di sangue e bestemmie. che non c'è pace. e nemmeno calore. all'ombra della notte. delle anime in vendita. ho rotto troppi sorrisi. facendo strada a lunghi passi. coi nervi tesi. roteando le braccia per colpire. il vento e il nulla. sudo ancora adesso. quando penso di pensare. e i denti stringono la carne. lacerano ferite ancora. c'è gioia effimera nel dolore e nella distruzione. di archetipi e distrazioni. di amori d'altro mare. e odori nauseabondi. di distanze e dejà-vu. già vissuti assopiti. come inutili assenze. distonie d'intenzioni e pentimenti postumi. vuoto e altro. nessuno. caschi il mondo da qui. senza far rumore. che l'odio non s'ha da respirare. e aspiro.
30.12.05
anche la notte se ne va. e mi lascia a dondolare nel vuoto. mi spezzo le ossa una a una. e mi mordo le labbra sino a sanguinare. è l'unico modo. di essere vivo. d'immaginare l'impossibile da qui. e raccogliere le disperazioni. sparse tra le foglie che giacciono morte. ho voglia di un posto. dove il buio mi raggiunga per un'ora. e mi rubi una canzone. ho il cervello a pezzi. distrutto dalle urla che non sento. e un amore impassibile. a strusciarmi addosso. a riempire il bicchiere. e lasciarmi annegare. nelle solitudini altrui. sorrido alle puttane tristi. e restituisco un ricordo all'oblio. mi guardo le scarpe. ho freddo alle tempie. e un disagio in perfezione. vedo il mondo passare. lascio cadere le palpebre sull'acqua. mi strappo lo stomaco e corro per un metro. non è vero che sono vero. davvero. anche se sto qui. tra la luna e un pensiero. in loop.
29.12.05
non ora. non qui. mi strapperò l'iride dagli occhi. per sentire il buio. scivolarmi dentro. in bilico sull'orlo della notte. puttana ancora. mai grata di sputi e conati. tracce organiche di dolore. fogli distrutti dalla rabbia. parole masticate male. maledizioni lanciate a caso. sequela di santi impotenti. con lo sguardo accecato. dal lume di un'aureola. bestemmio la vita. che non sa di morire. e i sorrisi li lascio al carnevale. che siano effluvi e dimenticanze. negazioni e distanze. fughe dall'avvenire e dal chissàdove. e organi spenti. dalle voglie disilluse. e barbari equivoci. di santità e virtù. e il non sono e il non ero. il non posso e quest'oblio. di carezze e fiato sul collo. andare e venire. tessere nel vento le trame. di qualche fantasia bislacca. di un ardire che è verità. di un essere perchè siamo. e sono distrutto. da un delirio approssimato. e una vaga ragion d'essere. ubriaco di me.
28.12.05
la notte mi suda adosso. adesso che sono. spaccato in due. tra me e me. a leggermi le agonie. di un'assenza quotidiana. e soffio forte il fumo. che dia consistenza al buio e al solito pensiero. che mi annebbi la vista e soffochi l'anima. da troppo osservo le mani e il bicchiere. e non ho perso il sole. ma la luce e un angolo di tempo. in cui stare a ridere. e a sfiorarle i pensieri con le dita. ma la notte è piena d'occhi. che mi vogliono guardare appena. e io dondolo. appeso a una stella. che brilla prima di cadere. o fuggire via. lo scrivo qui. nel nulla. ciò che è. e m'abbandono in strada. al calore che suppongo. di un ricordo che non voglio. e nemmeno resisto. la cerco in un attimo. per strapparle le labbra a morsi. e dire che non ho altro. da me. e l'orizzonte l'ho rubato a un crepuscolo. e lo nascondo nelle tasche. per poterlo cercare. dove so.
23.12.05
dio esiste, il natale no.
21.12.05
ho un fuoco che brucia tra le dita. una cicca spenta e troppi imbarazzi. è una notte bastarda. incrociata con l'inferno. di troppe idee. da sopportare. suggestioni nascoste in fondo al bicchiere. che danzano alla luna. che mi rovina gli occhi. e spacca il buio. finita lì chissà come. a prendere per il culo la poesia. di essere e poi no. seduti accanto. a lei che dorme. illuminata il poco che basta. a reggermi la testa tra le mani. per fermare un sogno. e sentirla sorridere. altrove. tra il ghiaccio e il fumo. che mi esce dalle tasche e arde la gola. traccio linee parallele all'obliquità. che sento e che sono. nell'attimo di esistere. e di morire. non riesco ad astrarre il senso. dall'umidità e dal cammino. dai sassi e dai vermi. dal muschio e un bisogno. d'inarrivabile nostalgia. di passi sulle orme. d'iridi aperte e spaventate. dal timore e dal dubbio. di risposte esatte.
19.12.05
dove sono. i buchi della notte. per un raggio di luce e trenta denari. che il buio si strofina alle viscere. e non mi lascia dimenticare. di essere ancora io. a vomitarmi l'anima sulle scarpe. a descrivere un cerchio con l'inutile. mentre graffio l'aria con le mani. e odio le parole. lo spazio e il tempo. le sue spalle e il mio niente. le ho strappato le labbra con un bacio. e l'ho lasciata sanguinare sulle mie ferite. anche quando non c'è oltre. e non riesco a voltarmi giuro. quando nascondo gli occhi. e ho bisogno di lacrime. che immagino un cielo. nero per sempre. con lampi di buio che mi aprono il cervello. e lo lasciano perdere. ho dimenticato un bicchiere. l'ho dimenticato già vuoto. e ho freddo. se non sento e non posso. camminarmi vicino. e pensarla appena. così com'è. e voglio che sia. in fondo. dove guardo e non vedo.
15.12.05
sono un respiro. che s'affanna nella notte. da perderci il senso. e il gusto. cerco zone d'ombra. lampioni che illuminano a stento. vomito i pensieri lungo i muri. accanto alle strade. che non c'è niente di più buio. dell'essere qui. adesso. senza le mani e gli occhi. distesi su di lei. lasciata perdere dopo un momento. da ritrovare nel suono. di una voce nel cervello. un drumming selvaggio. mi può accompagnare ora e quando. ho disperazioni lacerate da un sorso. d'acquavite e d'acquachiara. e giro su me stesso e su un ridere sommesso. che non ho più. le parole e i gesti. da mettere insieme. per essere io davvero. privo d'immaginazione. vuoto di sensazione. e i fianchi di lei. cinti da una stretta esagerata. e sguardi buttati. sprecati a sciogliere il freddo nelle tasche. lì dove tengo gli occhi veri. per nasconderli alla luce. stretti in una mano.
13.12.05
ci sono puttane allegre. solo per il fatto di vedermi ridere. quando sbando nella notte. e ho gli occhi insanguinati. sgrano rosari di bestemmie rivolte al sole. e non ho pace nei desideri. momenti fatti a pezzi. dall'inutilità di respirare. che fraziona i ricordi. in incubi così piccoli da poterci giocare nelle tasche. con le mani. rigate da scritte che sanno di me. più di ogni cosa io possa dire. le ho stretto la vita con le braccia. le ho disegnato le spalle con le dita. le ho rubato lo sguardo dagli occhi. ho sentito l'odore della pelle e di un'intenzione. e non era lei. e non ero io. già morti altrove per rinascere qui. ho preso la notte per gli angoli. l'ho riavvolta su se stessa. le ho dato fuoco. per riscaldare l'alba. per vederci chiaro. tra i rimorsi e le voglie. tra il giogo e la tortura. di un bicchiere lasciato a metà. e della sete che ho.
4.12.05
manca un giro intorno alla vita. un volto descritto dalle dita. un labbro da mordere piano. e troppe cose. mi tremano le mani. intento a mischiar parole. a non rivelare affatto. a bucare l'aria con un dito. alzato verso il cielo. costruisco il caos. improvvisando dolore e inquietudine. misurando una stanza vuota di desideri. aspiro avido il fumo che sputo. e fiuto l'immenso che mi circonda. adesso e qui. che nemmeno so. come spalancare gli occhi. la lascio dormire voltata di spalle. e vado via da. che ho da camminare per quel che sono. verso quel che rimane. e ritaglio dal buio un respiro. lo coloro di rosso. e immagino il calore e il vento. di una voce sottile. maledico la notte. che mi porta con sé. e mi lascia qui. a spaccare l'anima a pezzi. a disperderla intorno. e guardarla morire piano. ci sarebbe da leccarle i pensieri. mentre le stringo forte la mano. ci sarebbe da rubarle lo sguardo. e buttarlo via. che sia solo. per me.
1.12.05
e ancora chissà, lanciati a caso contro ai muri. che non si spostano da qui. che sono orizzonte e prigione. di ladri e puttane. di coscienze rubate e bottiglie alla deriva. dai vetri profumati e trasparenti. sto nascosto alle spalle della mia ombra. conto i minuti che vedo passare e saluto. no, non ora non qui. altrove. col cuore essicato al sole. e le tasche tagliate dal vetro. le mani sanguinanti di carezze bastarde. rasoi affilati infilati nelle scarpe. per camminare piano. senza andare lontano. che ogni movimento è un dolore. che ogni movimento è il calore di un fiotto. e affilo il pensiero. per infilarlo sotto a ogni porta. un rebus da risolvere in fretta. prima che muoia. e sia per sempre chiuso. in un cioccolatino e in qualche lacrima. conto unoduetre. e la pazienza che ho. di dovermi sopportare. di doverla guardare. senza luna negli occhi. e stracci colorati per bendare lo sguardo. ho un vuoto di bottiglia a farmi male. più del dovuto. come un debito irrisolto. ci sono cavalli da corsa che non corrono più. dove staranno. a guardare le notti da vicino. a sopportare con pazienza l'immobilità. dell'adesso in poi. del nulla da essere. una frana d'ausiliare perduto negli anfratti. dove si piscia di nascosto. quando non se ne può più. quando non ci siamo nemmeno noi. a farci compagnia.


