26.02.06
non ne posso più. spengo il silenzio e riapro una ferita per cacciarci dentro la lingua. putrescenze del sentire. forte e per un attimo. il senso dell'inesistente. tento di scappare. ma non c'è via d'uscita. neanche un alibi per il conforto. il calore della pelle e un odore intenso. c'è qualcosa che si manifesta in velocità. per spezzarmi i sensi. e lasciarmi a rantolare nel solito buio. divido la notte in sguardi da conservare. passo il tempo a maledirlo. e nessun sorriso si cristallizza. al freddo della notte. che s'avvicina lenta alla luce. mi tengo ferme le palpebre con le dita. che non c'è nulla da vedere davvero. e il buio lo coloro da me. che trattengo il respiro con un ricordo perfetto. tutto questo movimento mette in circolo solo disperazioni. che non m'appartengono. che volano via indifferenti. e non le distinguo. una dall'altra. e da me.
24.02.06
ho un piccolo spazio intorno a me. da leggere come un libro finito da tempo. e lasciato lì. e intanto cammino per misurare la notte. e le gonne delle puttane. sedute ai margini. di una via che passa di qua. tengo l'anima chiusa nella giacca. e i sogni chiusi nelle mani. per buttarli nel primo cassonetto aperto. tra gli odori della vita già morta. le ho sollevato lo sguardo con un dito. e non avrei dovuto. l'ho toccata dove sa. e non avrei saputo. l'ho lasciata in compagnia di un'attesa. e mi mordo le labbra e le parole. i soffi e i gesti me li tolgo da qui. per lasciarmi immaginare. qualcosa che sia. che mi stia addosso fino a sera e poi anche. e ho le tasche piene di sangue. colato dalle mani. che non sanno trattenere la sofferenza in un pensiero. ho così voglia di sfiorarle gli occhi. che non m'importa di vedere. sto ad ascoltare. c'è il mare dietro ogni cosa.
22.02.06
voglio tenere la notte per me. non raccontarla a nessuno. nasconderla dalla fretta e dall'abitudine. soccorrerla quando c'è troppa luce. spaccare lampade e lampioni. con in tasca una bottiglia. vuota. per ricordare qualcosa che penso. ho strappato pezzi di buio. da un momento distratto. che forse non c'era. per capire l'oltre dov'è. e non sopporto l'alito delle nuvole. che s'avvicinano da lontano. puzza di vento e di freddo. mi spezza le parole e io non so. non so più. se prendere a calci un sasso o rimanere. senza respirare un po'. per fermare la vita che adesso ho disegnata addosso. linee rette che uniscono cicatrici. occhi buttati via lontano. con gli sguardi. e le mani. e la pelle. e quell'odore di sesso respinto. ricacciato in gola. e sputato in terra. ho aggirato la nostalgia correndoci intorno. e mi sono lasciato andare. via. anche da qui.
20.02.06
la notte contiene il destino. delle nuvole e del sole. di una sbronza rassegnata. di due lettere incise sul selciato. mi presento in disarme. all'occasione che occorre. a quell'appuntamento mancato. leggero il fumo si alza e si confonde. col fiato e il gelo. con la patetica rappresentazione di me. di un io disperso in cerca d'altri. e m'appoggio a un albero. passato di lì per caso. nudo e senza foglie nel freddo d'inverno. ottimista di natura. che l'estate gli torna tra le braccia. e si fa ombra di giorno e di notte. e spezza la luna in dettagli. definiti dalle foglie sparse a caso tra i rami. è gratitudine il sentimento. coraggio l'ardire di un pensiero. che distingue i ricordi dai pentimenti. le menzogne dalle verità taciute. faccio solo ordine in quello che posso. ma il sangue mi cola dagli occhi. scalda la faccia e bestemmia il presente. se davvero c'è.
19.02.06
lascio aperte le braccia. nella speranza che il vento mi sposti da qui. da dove sono stato. e ho visto la notte piangere. quel giorno là. che se ne andava per non tornare. nonostante i crepuscoli. nonostante ci fosse solo il buio. a scrivere la storia. a disegnare le ombre sotto ai pensieri. giro gli occhi e un'intenzione. di catturare una goccia di pioggia. e tenerla per sempre confusa a una lacrima. le ho scoperto le spalle. con una carezza che avevo d'avanzo. l'ho sognata per non dormire. e me ne sono andato all'alba. a cercare il sole. fuori da questa notte. lungo intenzioni disperse come le ore del mattino. ho confuso spesso. fumato l'aria e colorato un vetro. girato l'angolo per non vedere. respirato per non morire. eppure. ho poche parole. da mischiare a caso. lettere scomposte. e un'anima maldestra.
16.02.06
angoli. dove respirare forte. inalare il buio e il sentire. e tremare. al timore della notte. che comincia daccapo. gira in testa e nell'aria. diffonde un senso e l'odore forte del tabacco. spalmo lo sguardo sui vetri. per disegnare la città e il suo vivere oscuro. con le gambe aperte. come fosse amore o morte. ma è solo agonia. di storie abbandonate a sé. di tocchi di lingua dispersi all'ombra delle ombre. e pochi spettatori. diseguali e sofferenti. di un momento andato a male. di una fragilità che divide i pensieri. gli occhi. le mani. le braccia. poca roba da vivere. e strade interrotte. come scopate perse all'idea di esserci. e tornare. come deliri affidati al vento. per lasciarli andare lontano. senza vederli più. privi d'ingiustizia e di sensi di colpa all'erta. ho un giro da fare tra le tombe dei desideri. che nascosta ci sta tutta la possibilità. che ho perso.
12.02.06
domande. volteggiano alte verso il soffitto. si fanno strada tra il fumo e la nausea. sfiancano il buio. pareggiano i dubbi. animano l'inedia. ammazzano le voglie e le risposte. traccio una linea lungo la parete. per avere chiara una direzione. per dividere in due l'immaginario. e mi lascio solo. a pesare i pensieri. a contare le lucciole che illuminarono quella notte. dove sono stato da allora me lo chiedo spesso. dal buco nel tempo in cui mi nascondo. dalle ombre che mi separano dalla realtà. ho il volto sfigurato. dai graffi di unghie affondate piano. e la santa pazienza delle puttane migliori. col cuore aperto al vento. e le attese allungate nella notte. miscelo l'aria sputando la nebbia dai polmoni. mi consolo cancellando la parole. che trovo sparse in giro. e riposo con il silenzio. la schiena appoggiata al muro. e lo sguardo che mi cade. dagli occhi a terra.
8.02.06
tremori e timori. di pietre scagliate contro il cielo. di fischi nelle orecchie e risate. piego il buio con la forza degli occhi. spenti d'altro vedere. stanchi della luce che violenta la notte. conto i passi e le voglie che ho. di stendermi sotto le nuvole. d'appassire un fiore con lo sguardo. di parole lasciate indietro. dopo di me. e disegni in farsa. come niente fosse. e tutto sia. così come il nulla che m'attraversa. accenno un passo di danza. che la musica scivola dal bicchiere. e scorre in gola. m'abbraccio al sentire che ho. di cose piccole e distanti. di giochi persi e dispersi. di volontà taciute. e donne lasciate come note a margine. di un imprevedibile dispiacere. mi apro le ferite con le mani. per guardarle dentro. e lasciare che il sangue scorra. su un'ipotesi di presente. su un pezzo di vita da lasciare qui. a disperarsi da sé.
7.02.06
soavità e pioggia breve. al tatto ricordo un attimo che svanisce. e girano in strada. i cani bastardi e inquieti. annusano facile e vanno via. che non c'è posto nemmeno qui. che forse non è il momento. che non ho territori da segnare pisciandoci attorno. la lingua gira in bocca alla notte. e il peso è respirare. sottintendere un'intesa. complicità perduta dietro gli angoli bui. di vite morte e lasciate a riva. tra la risacca e un rimpianto. fasci d'erba da bruciare nei polmoni. e dita affilate. sorrisi imprevisti in una delle notti bestemmiate a caso. a fughe per la vittoria. girandole di bolle di sapone soffiate nel cervello. e più giù nell'anima persa tra le gambe. accarezzo gli alberi. che dormono l'inverno. e aspetto seduto qui. sull'orlo della mia incoscienza. canto un vespro alla notte che muore. m'agito il sangue e ne bevo la goccia. che mi disegna il volto.
5.02.06
c'è un illogica allegria. nel diluire i pensieri. vuoti di parole che lo stomaco non sa dire. al risveglio in notti che non riconosco. mi strappo di dosso gli occhi. che il buio si fa giorno in fretta. e non c'è nulla da vedere. accarezzo il bicchiere come la pelle che so. e vado via da qui. alla ricerca della confusione. di certezze impazzite e sicure di sé. è un vago vagare nel niente. facce in rassegna e inutile chiasso. e un buco nel cervello. dei da adorare facendone scempio. inutili spasmi lontani dal calore. e strada da fare. altra. ancora. con le mani strette forte nelle tasche vuote. di fogli e domande. di risposte e desideri. inginocchiato di fronte al nulla. nascondo le nostalgie in un cesso vuoto. angoli da non respirare. da lasciare a metà. da cercare con frenesia. ogni volta che passo dalle parti di me. e non mi vedo. perchè non ci sono. e non c'è.
3.02.06
significanti allusi e bastardi. meticci di non so gestiti a caso. condizionali condizionanti. ipotesi di vorrei. e in cielo la stessa luna. e addosso la stessa notte. vuota di sé. teatro d'orrori incrociati. e amori dissoluti. dissolti in acido. sei punte di stella potrebbero. liberare l'anima da un esorcismo. ma non sono più qui. perso altrove come da sempre. e immagino. immagino. e pretendo per me tutto il buio che posso. cerco uno spazio angusto. per non muovere passi. per non cadere in tentazione. e restare in piedi a lungo. con l'aria di chi non sa. cosa essere. e per chi. un centro e una dissolvenza incrociata. di uno sguardo perplesso. che non riconosce l'assenza. e macina pensieri da risolvere. come promesse andate a male. e scarsa coscienza del possibile. è l'urlo che mi manca. che non esce dalla voce. per rompere il silenzio. e le stelle. che non le si possa più guardare.


