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31.03.06

ho scoperto di avere io. il buio di cento notti. tutte quelle dimenticate nell'ombra. felici di un'alba così. che non so mica come. le ho aspettate invano. ma quelle che ricordo non presentano sfumature. e mi hanno lasciato solo. con la primavera. a scoprire le gambe alle illusioni. e alle nuvole che descrivono un temporale. mastico amaro la stessa sigaretta. sputo il fumo nell'aria. che non ho spazio nei polmoni nemmeno per respirare. ho speso tutti gli sguardi. e solo poi ho chiuso gli occhi. le ho rubato il solito pensiero. quello che teneva nascosto tra le parole. per disperderlo in un infinito. per confondere gli odori. e fermare il vento che passa di qua. manca la voce. tra i rumori che ho. e rovisto nell'immaginario. per fare di me un ricordo compiuto. altrove. come sempre. da quando non posso. afferrarle il respiro.

17:42 | commenti

29.03.06

è una città con tutti gli occhi aperti. quella che illumina il crescendo della notte. bruciano sigarette dalle labbra ai polmoni. soffiano il fiato e il fumo. qualche emozione residua. appesa al ricordare appena. sollevo le palpebre per definire meglio il buio. un contorno possibile di fronte all'intenzione di vederci chiaro. resto piantato coi piedi a terra. giro con il mondo. alla stessa velocità di un pensiero. chissà se. è una domanda imprevista. che soprende. e libera la tensione necessaria a un battito. ripetuto nel silenzio smosso. dall'aria sottile. e altre indifferenze. e conto le volte. che mi sono girato di scatto. inseguendo un'ombra. o forse un desiderio. visto da lontano sono un punto rosso. disegnato in mezzo alla mia faccia. e una piccola nuvola s'allontana da me. lascia il cielo che ho intorno. per sfumare poco più in là.

20:51 | commenti

26.03.06

come camminare sui cocci di vetro. di bottiglie rotte e vuote. con gli occhi infranti sul buio. di una notte già spenta. e sentire il vento. che disperde il sangue e le nuvole. una voce bassa che mi apre la carne. e agita un sentire sopito. nascosto sotto ai sassi. dietro le parole. luminescenze impreviste. sui volti immaginati. dal ricordo e dall'esigenza. meglio spostare l'anima da qui. che non c'è più posto. nemmeno per l'incoscienza di tornare a immaginare. e quei segni sulla pelle di un ricordo mai visto. e il sorriso distratto di chi brucia dentro a una sigaretta. s'intrecciano le mani legate a un'emozione. perdono i sensi e la strada. che resta da fare. per non abbandonare i fili che legano i colori. che agitano il mare. quando non ne senti il rumore e le nostalgie. le ho poggiato un dito in mezzo allo sguardo. e ho spinto piano. per non fare rumore. e allontare un pensiero.

15:40 | commenti

24.03.06

Oggi, trentesimo anniversario del golpe militare in Argentina. Un'occasione in più per cantare inni alle stupidità irrisolte. Con occhi bendati e patate in bocca. La merda tende a tornare a galla, nonostante il tempo e gli errori perduti. Un minuto di silenzio per trentamila anime cadute giù dal cielo.

17:43 | commenti

ho la pioggia nelle vene. acqua su sangue in circolo. necessità e virtù. abbandonate. deluse dalle speranze. cucio le parole l'una all'altra. per non distinguerle da quel che sono. insolite fantasie e inutilità perdute nel vociare indistinto. la notte accoglie. le dimenticanze e gli improvvisi. flash della memoria che rovista nell'accaduto. e immagina di essere ancora lì. e non c'è. patetica invenzione della nostalgia di un già vissuto. per un attimo che non si fa riconoscere. e finge di essere il presente. qui e adesso posso essere quello che sono. la lascio aspettare un fantasma. e le disegno ipotesi sulla schiena. senza dire nulla che non sia silenzio. e commozione. una svista sul panorama. che da qui non vedo. manca l'aria per fare un respiro. una luna per fare luce sulle stelle. una puttana per ridere un po'. e allontanare il giorno. dal solito mattino.

17:42 | commenti

22.03.06

santi che girano in tondo. attorno ai lampioni illuminati dal buio. liquido e trascendente. come il sangue che scivola dalle labbra. di un bacio disperato. osservo il movimento. ritmico e sensuale. di una giaculatoria in progres. litanie distratte come canzoni di un lamento pop. d'inutile fastidio. quotidiano e notturno disastro d'una ricorrenza che batte in testa. con fare insistente. e vaga nel vuoto che ho. di sembrare vivo. e dimostrarlo. alzo il volume dei misfatti che recito a voce alta. e traccio linee da percorrere nel vento. quando uscirò da qui. per dimenticare la memoria. per offendere un accaduto e lasciarlo passato. lei mi guarda e non capisce. la necessità d'andare via. da un posto qualunque. che non so starle accanto. che il momento in cui vivo non è qui. e neanche adesso. l'ho perduto camminando a occhi chiusi. per non vedere il sole. attraverso un odore folle. da respirare ancora.

17:21 | commenti

20.03.06

l'ho spazzata via. con un soffio di vento uscito dalla gola. allontanata nella notte. pronta adesso per una nuova annunciazione. ci siamo lasciati lì. immobili a osservare. cerchi di fumo e luci riflesse. spartendoci le malinconie d'avanzo. intanto no. la notte sfumava i suoi colori. nell'aria incolore d'un mattino. e la prosa c'afferrava la lingua. ferma sul palato. e le mani addosso. con le facce incollate. dalla necessità. dalle virtù dimenticate. dal vizio ricorrente. erano spazi d'un buio infittito dalla morte della luna. solitudini disperse con desiderio d'incontro. parole solo immaginate. e un colpo al cuore. uno solo. perfettamente al centro del dolore. e intorno il resto. preso a prestito da altre vite fa. di un fiore incollato alla pioggia. degno di vita e abortito quella mezza sera. non ricordo più il sapore. che avrà da adesso in poi. anche solo un attimo.

16:06 | commenti

18.03.06

è una stessa notte. che mi sta ad aspettare. senza evoluzioni di fumo. senza soffi in faccia ai sorrisi. a contare le ore e gli incontri. e forse le possibilità. lascio andare le cose come vengono. e le disegno le labbra con un dito. che monti l'illusione. e assomigli un po' di più alla verità. ha spalle bianche e il collo sottile. torce la schiena e mi guarda così. non è qui che ci sono anch'io. ma resto a non andare via. e le mordo un pensiero solo. che altro non mi serve. che altro non ho. ci saranno ancora passi. a fare qualche rumore in qualche silenzio. e magari altro da me. perso in altre braccia. e disperazioni di dubbi. canzoni morte. notti all'ombra sottile di un buco nel cielo. e il freddo addosso. brivido di consapevolezza ubriaca. della solita ipocrisia che m'allontana. da me e dallo schifo che ho. di essere o avere. allungo le mani verso la luna. per strapparla dal cielo e nasconderla. nelle tasche vuote. nelle mani gelate.

23:00 | commenti

16.03.06

perseguito le mie manie. di notti malandate e pezzi di me nascosti alla vista. per non ritrovare. per aggredire una maledizione. e tornare sui suoi passi. non distinguo più. le ombre dal buio. i suoi occhi dal nulla. mi resta l'inutilità di un gesto. di spalle voltate di fianco. che non riconosco. e lascio lì a disegnare una presenza. senza di me. senza i contorni definiti da altre realtà. e viaggio verso le mie fantasie. puttane e bastarde. di quando era quando e come. e mi apro lo stomaco in due. per dividere la poesia dal disgusto. e sopravvivere a come so. ho i segni in faccia di unghie affilate. di carezze andate a male. non ho parole. da giocarci ancora. con la voglia che ho. di tornare in qualche posto. in qualche momento. anche adesso. che mi lecco la notte e l'aria che fa. bottiglie. rotte contro i muri. i piedi nudi sui cocci sparsi. annuso il sangue. e m'immagino.

16:54 | commenti

13.03.06

colpito in mezzo agli occhi. da una luna sparata dal cielo distratto. e nudo. privo di nuvole di passaggio. stordito dal riflesso mi nascondo nelle consuetudini. allungo il passo verso l'orizzonte. e non mi guardo le spalle. che ho l'iride appannata. dalla luce. e dall'umidità che dispensa la notte. s'incrociano strade e angoli bui. che accompagnano il movimento. definiscono il cammino. tirano righe sulla città. e sui percorsi ricordati da un improvviso. memorie deboli. giocate sui fili. tesi tra l'essere e il volere. è un buio senza pudore. che solleva le gonne alle nostalgie. e mastica amaro. un nome e una bestemmia. l'illusione appoggiata al cervello. distilla figure di ombre. perse a danzare in un lampo. e poi scomparse. come fossero ancora da venire. a lasciarmi qui. perso in un metro d'asfalto. e il sangue. che cola dalle tasche e dalla punta delle dita. piantate come chiodi nell'anima di un attimo. andato via.

17:26 | commenti

10.03.06

sputo il fumo in faccia al cielo. scatarro nostalgie senza ritegno. e inseguo un'ombra felice. la sento sorridere da qui. c'è una notte che non sopporto. e ho vaghe idee dell'assoluto. circondato come sono da forme di vita. mi calo le palpebre sugli occhi. per spegnere la città. che vista da qui è diversa da come la immagino. che mi rovista nell'intimo. e resta lì a osservare il buio a gambe aperte. le malinconie le distillo a gocce. per farmele bastare. in notti frequenti e sottintese. libero le domande a ogni soffio di vento. cammino accanto ai muri. per leggere ciò che vedo. per svoltare gli angoli d'improvviso. per cambiare le facce che incontro con quelle che ho avuto. e poi non so. in quali momenti ho lasciato una parola. che non torna. che non sa tornare. e non me la voglio dire. solo aspettare.

17:22 | commenti

8.03.06

ho perso. considerevoli pezzi di me. d'altrove e di chi. carezzava lo sguardo. senza sapere bene che fare. cucio brandelli di notte. con le parole. con il fumo. e il ghiaccio che si spacca nel bicchiere. fino a passarla intera. con gli occhi fissi sulle sfumature del buio. ci sono volte che piove. e volte che no. ci sono volte che mi volto. di scatto. in modo del tutto naturale. come ci fosse. un sentire. un'intuizione stanca e veloce. di una presenza impossibile. impassibile. e non so smettere. di essere così simile a me. con gli stessi graffi addosso. e muri bianchi da immaginarne i colori. come pause tra i pensieri. eppure. ancora. c'è da fare spazio per qualcosa. per le gonne così corte. disegnate sulle gambe nude della primavera. che non c'è più. come ogni mezza stagione che si rispetti. e c'è stato un tempo pieno di musica. davvero.

21:22 | commenti

4.03.06

mescolo. i respiri che rilascia la notte nel buio. li confondo con i rumori della follia. che conduce lontano. attraverso le nuvole di fumo. ci sono pareti che non si spostano da qui. nemmeno dallo stomaco. che si rivolta ancora. al pensiero di cadere dall'abismo. e nel vuoto forse. o in altro probabilmente. gli odori della sua pelle si fanno presenza. lasciata qui per distrazione. ma un buco nell'aria significa che non c'è. adesso. dovrei muovere il cervello da qui. portarlo altrove o lasciarlo libero. d'immaginare d'essere un altro. e altrove. senza nessun pensiero che mi possa assomigliare. che mi ricordi un istante in un lampo. dovrei muovere da qui il corpo. per altre sensazionali sensazioni. per capire che effetto fa. leccare un nome inciso sul muro. per tenerlo scritto sulla saliva. marchiato sulla lingua. per trovare la voce. e la voglia. di farne un suono.

17:42 | commenti

1.03.06

perché. c'è in giro una domanda. a cercarmi tra le pieghe del buio. a dispetto di una risposta che non ho. e fottelcazzo quale che sia. la città mi guarda con occhi disperati. mi lascia andare e tornare. a bestemmiare l'umidità. che s'accascia sul selciato. che disegna una finta pioggia. o lacrime da rinnegare. resto in ascolto. del rumore che fa e s'assomiglia sempre. è un ritmo circolare. come il sangue che batte alle tempie prima di sanguinare. mi riempio la testa delle cose che ho avuto. consumate in fretta. svanite nel loro inesistente vibrare. ho voglia. di sbattere la faccia contro l'aria. gelida. come mani che non ricordo nemmeno perché. e offendo la memoria a calci e sputi. nessun bicchiere da carezzare. nessun volto con il quale sorridere. e questo nulla che s'appiccica addosso. come niente altro che voglio. che devo. che posso.

20:29 | commenti