24.04.06
come dormono i tulipani. dritti verso il cielo. o con la testa chinata a respirare l'aria dalla terra che li ha partoriti. come cambiano di colore. quando il buio li rapisce e li nasconde. e perchè se ne vanno via. petalo dopo petalo. all'imbrunire della primavera. dove vado io. tra le allegorie di una sbronza necessaria. a ciondolare la testa e i ricordi che contiene. senza sbattere forte. contro l'orizzonte. là, in fondo al cielo. cosa mi resta di un vuoto tra le mani. di una parola che mi sporca la coscienza. e la scena di un bacio che sfuma in un anelito di fumo. che sale lento assieme a una bestemmia. col fiato che si confonde al rumore che fa. l'ultima sigaretta che ho tra le dita. i cessi dei bar sono nati per vomitarci dentro. ci sono specchi su cui sputare l'anima. per tornare a vivere privi di dignità. con la strada attaccata alle scarpe. e l'impossibilità di esistere. ancora puri. e vivi.
19.04.06
roghi d'insofferenza. alle idee perdute dalla pelle in giù. mi apro ferite. ricercando lo stesso dolore. ammutolito dalle parole alle labbra. a ricordi vaghi. pensieri sterili. e baci lasciati a metà. c'è da accendere un'altra sigaretta. per restare vivi a far luce nella notte. con l'imminenza di un temporale fuori dalle nuvole. a spezzare il cielo e la malinconia. tremano i nervi a ogni soffio d'aria che passa. lasciano scoperte le verità. inevitabili. irraggiungibili. da adesso e da qui. mi graffio gli occhi con pietre levigate. e non sopporto l'idea. di un nonostante che resta. a contraddirsi da sé. giro tra le dita il fuoco. che si consuma nei polmoni. per fermare il flusso. dell'incoscienza che sale dal desiderio. non è così che si è. liberi alquanto. dall'ardire di un sentimento. che pure esiste. per nascondere ogni smorfia che fa. la faccia che ho.
15.04.06
l'ultima sigaretta. mi brucia tra le dita. come una carezza annunciata. mentre tiro righe sui pensieri. e cancello le stelle dal cielo. ho necessità di spegnere un sogno imprevisto. un'idea di me che mi stupisce. e mi rivela. è il fumo l'unico colore che ha l'aria. davanti a me. come ci fosse ancora. come ci fosse stata. l'infinito è un posto troppo grande. per potermi perdere con tranquillità. senza trovare la strada per tornare. a leggerle gli occhi. intorno c'è un mondo che muore già morto. è un sospiro, l'intenso pacificare il cuore. che non basta alle mani. alle intenzioni. di scoprirle le gambe e un sorriso. e strappare il tempo all'eternità. disperata dalla noia. di resistere al vento. e tenere il conto dei momenti inutili. è ancora questa la notte. che sparge il buio sui dintorni. per nascondere i tratti del delirio. per indefinire i contorni. per arginare la luce e le illusioni. vaffanculo.
13.04.06
ho preso a schiaffi la luna. per spostarla da dov'era andata a finire. mi sono inginocchiato al buio. per guardarmi le mani da vicino. e sputare un dolore. ho afferrato un momento di lucidità apparente. l'ho stretto al collo mentre dicevo qualcosa di vero. e poi ho mentito ancora. mentre la vita passava altrove. e rideva forte. d'una buffa enclave di solitudini con lo sguardo acceso. ho ripreso a soffocare la voce. che ha voglia di dire. di correggere un tono. senza aria da dedicare al respiro. c'è un mondo assente che mi racconta di sé. e io non ci sono mai nemmeno stato. in qualche nostalgia d'abbandono e perdono. le ho sfiorato le gambe. e le labbra con un dito. dedicato le stagioni e ogni foglia caduta. ho perso le strade lungo il tempo. e ho acceso ogni notte per farmi luce. per non cadere dalle nuvole di un cielo qualsiasi. privo di orizzonte.
6.04.06
durango l'ho persa. mille vite e una notte fa. tornando da un buio indifferente. ora cadono fiori da un temporale. e mi brucio le dita. con la stessa sigaretta di allora. mentre li guardo volare e penso a lei. a come mi ha spezzato gli occhi. lo stesso giorno. e le notti seguite. a descriverne l'assenza. tra il fumo che mi sale dall'anima e una bottiglia vuota ancora. è la notte che nasconde le parole da dire. e ricaccia in gola il desiderio inopportuno. di usare la voce per mettere fine a un silenzio. d'imbarazzi traditi nell'ombra. non c'è gesto che si possa dimenticare. nel calore e nell'attimo in cui si è compiuto. e non è adesso. e neanche il qui. che divido a metà per farmeli bastare. e i fiori stanno lì. caduti. a sopportare la pioggia. e un tormento. delicato e sottile. infilato tra le costole e un pensiero.
4.04.06
s'incrociano le nebbie disperse. con fumi vaghi d'una sigaretta indolente. attimi di delirio in preda al nulla. e fiato ancora. per respirare in affanno. per esercitare il pensiero dismesso. e poi lei. una. con gli occhi spezzati. e poche parole. a fare buchi nel cielo con le mani. a essere altro. ad allungare la strada di curve improvvise. noi, in fondo. condannati all'essenza. un distillato di percorsi olfattivi. e cose immaginate per esistere. accendo l'aria. che sia fuoco e fiamma. da ammirare nei momenti di pausa. quando non c'è altro da fare. che restare chiuso in un angolo. spalle al muro e sguardo in fronte. e un'attesa solenne. di primavere sbocciate e morte a settembre. t'accoglierei. così come se fosse un giardino l'intorno. e il sole una necessità. oltre a questa notte. più in là del solito buio.
2.04.06
la sento respirare. come s'agitasse accanto. con gli stessi occhi. e una parola in più uscita dalle labbra. soffiata sulla lingua. osservo l'ombra. di fiori bianchi in progres. in attesa del mattino. e una luce addosso. io conto i passi. lasciati come orme sui gesti inutili di un addio. li percorro all'indietro. come fosse tornare. a lisciarle le spalle con un dito. come fosse pensare d'essere uguale a me stesso. una volta almeno. invece no. schiocco il lampo d'un fuoco. e accendo il fumo che mi appare di fronte. succhio l'ultima sigaretta. fino alle radici del desiderio. rallento il tempo che mi passa davanti. e lo guardo andare via con un rimorso. aspetto qui. che mi appaia un santo in divenire. con la voglia di fare compagnia a un'assenza. intanto traccio linee immaginate. per fendere l'aria e la notte. e fare un buco nel buio. per vederci chiaro.


