31.05.06
mi piace. quando piove sulla pioggia. quella già caduta. da un pezzo di notte in qua. resto in ascolto. delle malinconie soffuse. dei rumori che fanno le nostalgie. che fingono di andarsene e poi no. non se ne vanno. resto in ascolto. di come scricchiola un amore andato a male. e non si riconosce più. resto in ascolto. del pianto di un bambino muto. che da qualche parte ci sarà davvero. con un dolore silenzioso da spartire. resto in ascolto. di un amico in forse. che di sperato ha un tormento. e non sa quante notti ancora. che chiudano gli occhi tutti, al mondo. che l'intorno resti per un istante. privo di sguardi. e le cose cambino. di significato. di posto. e di colore. e i sogni siano brevi. come le verità possibili. come il desiderio che ho. e non posso. avere. che il cielo resti sempre sotto le nuvole. e non mi piova addosso. neanche una lacrima.
27.05.06
ho colorato gli occhi. per agire su un buio differente. per vedere le sfumature. che hanno le nostalgie. e le inutili malinconie del ricordo. di una faccia girata di spalle. di una schiena da carezzare piano. d'un brivido sottile. come fosse ghiaccio al tatto. e un incendiarsi d'anime. fingo e non lo so. se c'è spazio per la redenzione. per una preghiera gentile. una supplica patetica. che vorrebbe veder risorgere un fiore. con la testa reclinata sul gambo. secco d'acqua e vita. come altre parole. troppo dette e lasciate in disparte. a giocare in altre frasi. in altri luoghi. non sopporto la fine del bicchiere. e delle illusioni. l'odore della pelle s'accumula al destino. che avrò il coraggio di compiere. con la solita incoscienza. lasciando che sia. tutto così. o l'esatto contrario di sé. sino alla morte dell'apparenza. uccisa da un sogno. apparso all'improvviso.
21.05.06
ho girato un dito intorno ai suoi occhi. per affondare lo sguardo nell'iride in movimento. una carezza arrivata all'anima. trovata in disordine. impreparata a quell'emozione. a quell'attimo. mi sono salvato la vita così. afferrando un istante d'affetto. similitudini d'amore vuote d'ipocrisia. angoli di speranza d'una morte improvvisa. che lasci sulle labbra il sorriso. e porti con sé il mare. e lo schifo che ho. della sopravvivenza tirata a campare. dello sguardo fisso nel vuoto. e desideri fermi ad aspettare. che piova o che cambi il vento. qualcosa succederà. e sarà tempesta sui giorni. maledizioni alle notti. allegorie dissacranti. di solitudine confusa. e pugni in testa. nulla sarà come l'abbiamo pensato. nulla sarà come l'abbiamo vissuto. nulla sarà come l'abbiamo ammazzato. sarà solo. inerte. coi fianchi esposti alle possibilità. ancora nascoste. a fremere.
17.05.06
come fare. per assistere alla caduta del cielo. niente più stelle lì appese. niente più lune girate al contrario. solo un disastro addosso. di luce confusa al buio. di mai più infilati con il filo d'una collana. di perfette insostenibilità dell'anima qualunque. non la mia. che è sempre e solo stata un sogno. si chiude la rotondità degli occhi. sui vecchi sguardi. sulle seduzioni impreviste. d'un cercare intorno. qualcuno che sappia raccontare. la mia storia e le mie bugie. sciolgo il veleno nel ghiaccio. ci giro intorno con un dito. e mi abbandono al viaggio. con valige disfatte dall'incoerenza. sole andate. nessun ritorno. e qualche pixel mandato a memoria. di quell'attimo o di un altro. la stessa pelle. senza nessun odore. senza consistenza al tatto. numero le follie da dimenticare prima dell'alba. prima di un altro cielo. incollato lassù.
14.05.06
provo a spezzare le parole. che uccidano la morte e abbiano un'anima per sé. conto piano le possibilità che ho. di resistere alla stessa notte. di sempre. la solita scatola buia. d'inquieta malinconia. che abbraccia i dintorni come fossero sogni. tutte le realtà. d'immaginare il disprezzo e la ventura. il gioco e la paura. come non restasse altro alla fine. che un inizio ancora. da espiare come un sentimento colpevole. di vita altrove. di silenzi improvvisati e pieni di se. giro il ghiaccio con un dito. che ho freddo allo stomaco. e non so sopportare. questo tempo. chiuso da due braccia attraversate dal desiderio. un tocco lieve che sembra non esistere. ma solo resistere. alle piogge di un temporale. a un ricordo infilato nella memoria. il rumore di un sorriso che s'intuisce soltanto. nell'attimo stesso in cui si è compiuto. lontano. da qui.
9.05.06
fumo in fretta. tutto quello che ho bruciato nell'aria. comprese le parole. lasciate libere di cadere. o andarsene via da me. cerco un vuoto che mi sappia contenere. un angolo che mi nasconda dalla luce. cerco un giorno fatto di tramonto. e una musica che sappia spaccare in due il silenzio. cerco una sigaretta senza fine. e due occhi. fissi su di me. dentro ai quali guardare quello che vedo. non mi va. che ci siano lune disegnate apposta nel cielo. non mi va tutta la confusione che faccio. nel riconoscere le stelle. nell'odiarle una a una. mi resta un'ipotesi di speranza. da modellare con le mani. da disegnare con la punta delle dita. su di un vetro appannato. che nasconde la città di notte. di sempre. e difende il buio dagli affronti. dal respiro che mi affatica. ogni volta che ho un pensiero. dedicato a lei. che se ne va da me e non torna più.
4.05.06
ho aspirato la notte. con la complicità di una sigaretta. già spenta. resta il fumo a diluire l'aria in giocattoli da immaginare. tanto per perdere il tempo di un minuto. e poi andare a cercarsi un'anima. da qualche parte. che sia altrove e non qui. inchiodato sulla croce dei presentimenti. il buio mi ansima addosso. rincorre luci di passaggio. definisce il contorno alle ombre. mute. risolute nella loro assenza. dal reale. nemmeno sfiorando le pareti col palmo della mano. riesco a sentirne il calore. a immaginarne la consistenza descritta dal desiderio. di trasformare il nulla in materia. da toccare e stupirsi poi. di quel leggero brivido che dà. cerco sempre di costruire un silenzio. coi rumori che ho attorno. e il bicchiere che ho. accanto. mi guardo gli occhi. e non so quello che mi serve di sapere. se il mondo gira ancora. o se io sto fermo qui.
1.05.06
quanti fogli. bianchi. hanno perso le parole prima di un pensiero. distratto dall'umanità che grida forte. dal cielo che promette un temporale che non sa mantenere. e mani che corrono sulle dita. per segnare un tempo. passato da qui. passato oltre all'intenzione pura. di trattenere un sogno fatto di carne. pieno d'occhi e sorrisi dalle sfumature algebriche. quanti soffi di vento. hanno disperso i capelli e lisciato le spalle. quando anche lo stesso cielo moriva. di noia e candore. per far luce sulla notte. sull'immaginato che s'offre. e dischiude le possibilità di un giorno che nasce dal tramonto. quanto sangue. rosso. ha lavato le strade di passaggio. sciacquato le coscienze d'incertezza. e colpe da espiare. ho abbracciato il mondo una volta sola. e non so più come può essere. descrivere un'emozione sull'onda di sé.


