30.07.06
ho pensieri bastardi in circolo. confusi all'adrenalina dedicano la notte. a chi non la merita. a chi si lascia soltanto restare altrove. e a chi conta le stelle per dimenticare. le sono passato accanto con l'idea di toccarla. ho solo sfiorato l'aria che ha lasciato lì, da respirare. sono giochi maldestri dell'inutilità. del niente da fare e da decidere. in un estate uccisa un'altra estate fa. e guardo una città che trema, di luce e distanza. sulle fantasie che ho avuto. di segnarla con passi e sguardi. come fosse lei soltanto a farmi battere il cuore. e non tutto quel sangue da pompare in giro per le vene. due dita in gola dovrebbero bastare. a vomitare un ricordo. che esca dalle viscere di getto. e non sia. altro da redimere. da pensare necessario. come il dolore che spalanca un sorriso. coi sensi allo sbando. e altro da dimenticare.
29.07.06
la luna cade a pezzi dal cielo. la notte si disfà. lasciando una coda di buio legata all'anima. persa a cercarsi ancora. dentro due dita di whisky e la solita nostalgia. c'è l'urgenza di un oblio. che porti con sé le sue labbra e un lamento. sono state già abbastanza le parole. che ne cerco ancora. per dirmi le stesse cose. per tenere sospeso quell'attimo. dove ci siamo persi e non ci ritroviamo. c'è una dannazione che percorre ogni strada lasciata deserta. dall'incedere del buio verso il mattino. dalle bottiglie svuotate. a colpi di malinconia. in attesa di altre visioni. e altro ancora che non so cos'è. giro gli angoli di fretta. per disperdere l'ombra che mi segue. quella proiezione del buio che m'appartiene disegnata sull'asfalto. e non c'è nulla. che sia lei. o che sia io. in un minuto soltanto. di quando ci siamo appartenuti. e poi uccisi.
22.07.06
l'inevitabile è un sogno. un accaduto male senza preavviso. due gambe aperte di cui senti il rumore. che non fa dormire. che fiacca il cuore e lo sparge intorno. alla notte e alle sue regole. due cubetti di ghiaccio per ogni lacrima. dimenticata dentro agli occhi. in attesa di un pianto. una ragione per vivere mi sta cercando. nascondo le ossa sotto la carne e l'anima in un bicchiere vuoto. per tornare dopo essere andato. e farmi sembrare tutto come prima. come se il tempo e il nulla coincidessero perfettamente. senza rivelare mai. d'essere la stessa cosa. sovrappongo le parole che vorrei. a una voce ferma in un posto da dimenticare. e non posso più. essere così me stesso da far male. e non un altro che m'assomigli. la notte porta con sé i graffi che ho anch'io. mi guarda appena. costretto come sono a morire. da me.
10.07.06
notti da perdere di vista restando. con gli occhi chiusi. adagiato a terra. a rovistare in un unico pensiero. mentre giro il ghiaccio con un dito. e la testa s'appoggia alla parete che ho di spalle. ci sono odori che tornano nell'aria. a circuire parole. a colorare i tratti. dei graffi che ho dentro. e non basta il rumore di una notte così. per accendere altre fantasie. non basta la luce che filtra dalle palpebre. per vederci chiaro. cerco tra i miei morti. un attimo di poesia. un conforto estremo. un ricordo da immaginare. mentre la vita è adesso. dentro a una canzone pop. le spalle. mi ricordo le spalle. bianche e immaginate. e un soffio tra i denti. a togliere la polvere dalle parole. che uscivano appena. dalle intenzioni. da un momento che sembrava perfetto. ho necessità di vento. in faccia e nelle vene. come di un sogno che mi cade addosso. al risveglio. proprio ora.


