22.08.06
ho allineato notti. lungo corpi disfatti dal buio e dalle ombre. lungo frasi fatte per non cercare le parole. accanto all'acqua che mi sbatteva in faccia. e rumori. di là della vista. come luci fioche e ghiaccio sciolto in alcol. le ho riconosciute una a una. le ho chiamate per nome e poi dimenticate. così. come non erano mai avvenute. ho sfiorato le labbra con un pensiero. e mi sono dimenticato lì. immobile. con quell'ossessione di suono e luce di rimbalzo. come città che mi è appartenuta. come un infinito qualsiasi. come altro da me che non so. come abbracci e risate e angoli svoltati di fretta. ho nostalgia del presente. di qualcosa che sia adesso. di una sigaretta da bruciare piano. di uno sguardo di traverso. di una canzone perfetta. da scrivere una notte che sia. l'ultima. ammazzata dal tempo e da qualche desiderio. come un brivido. tra gli occhi e le palpebre.
4.08.06
pezzi di parole si cercano. per ricomporsi in un mai più. leggo tutti i muri. che mi passano accanto. che restano a spezzare l'orizzonte che ho davanti. non c'è modo di fregare la notte a colpi di bicchiere. mi torna in testa a ogni tramonto. mi spacca le costole con il buio affilato. e mi lascia esausto. a prendere verità dai ricordi. a nasconderle tra le illusioni. nel fumo di una sigaretta. che brucia il vento e le intenzioni. di graffiare il cielo e spostarlo da lì. per vedere le nuvole sopravvissute alla pioggia. e ascoltare qualsiasi rumore possa essere. un lamento definito. come cose non dette. e gole arse dal fuoco. che ogni boccata porta con sé. lontano lontano. distanti due volte una volta ancora. e il respiro che insiste. a essere vivo. e sentire il battito nel silenzio che è di troppo. e mordere un labbro per sentire il dolore. breve. lieve come una certezza.
1.08.06
quel tremore. dai nervi tesi che non so che fare di questa notte. e spezzo le parole, caccio i pensieri. che la vedo ancora. incollata ai miei occhi. come fosse il giorno del mio compleanno. che non stacco dal calendario. per dimenticare chi sono. i fantasmi che bevono con me. un sorso di vino e di speranza. ha le gambe bianche che s'appoggiano alla vita. e dita lievi. il ricordo che giace intenso e frasi fatte scritte sui muri. c'è di che sussurrare uno sguardo. e poi andare ancora via di qua. ho camminato a lungo un fiume. e da lì sentivo il mare. che mi ha rotto il sorriso. e lasciato un'onda di solitudine. vorrei strapparle le braccia per tenermele al collo. starle a guardare le palpebre ogni battito che passa. quando piove e tira vento. quando s'allunga la notte all'improvviso. e l'alba non esiste adesso. o mai più.


