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28.09.06

il piacere di una sbronza. di un collo succhiato fino alla lingua. uno stridere di denti che non è sorriso. esserci o non esserci. questo è il problema descritto dal buio. dell'angoscia di uno sguardo che non vedo. d'un palpito che non riconosco. apro il cielo con le mani e ci caccio dentro la lingua. l'umido d'una nube m'accoglie. e io sogno. di sognare. di raccontare un momento diverso da questo. di non svegliarla al mattino. cancello le tracce che le ho lasciato sulla pelle. con un pensiero al contrario. sputando controvento. le ho guardato gli occhi in una notte differente. teatro di un incubo in progres. eppure dondolo. sull'orlo del mattino. senza ali per volare via. con un sorriso d'accendere in fretta. e un deserto da raggiungere. le ho strappato le labbra con un morso. e non so che farmene. nemmeno del sangue che ho bevuto. da un'insolita apparenza. brucio ancora.

17:20 | commenti

26.09.06

provo. a contare i battiti della notte. pulsazioni d'attese e disattese. giri di basso circolari come i desideri. che s'incontrano a fine corsa. brilla la pelle. alla luce d'un rimbalzo qualsiasi di un pezzo di luna. incollato al cielo al posto di un'illusione. volto le spalle e gli occhi. e rido di nascosto. del tempo che intanto se ne va da un'altra parte. lasciandomi seduto sull'orlo. di un respiro che m'assale all'improvviso. dimenticato lì dopo un sorriso. spiace davvero. d'intorbidire gli attimi. per confondere e non riconoscere. la voglia d'essere in posti diversi da me. ma non so dove andare. e resto a scegliere le solitudini da accompagnare. e da poi lasciare sole. che ho solo verità al posto delle parole. e poca voglia di parlare. urlo nel mio silenzio quello che non può sentire. osservo il ghiaccio che scioglie. quell'ebbrezza che ho. e non dura. nemmeno adesso. addosso alla notte.

15:22 | commenti

23.09.06

mi è caduto un pensiero. mi sono chinato a raccoglierlo. per non lasciarlo solo. per non guardarlo morire. o forse. per morire con lui. ho attimi che non sono parte del tempo. ho seminato parole. che non crescono, che non danno frutti. stanno nascoste sotto terra. come pulsioni infette. da sentimento. da abbandono. le vedo soffrire quando cerco d'essere me. le lascio a un lamento quando sono fuori di me. che voglia che ho. di colorare la notte. d'altri colori che non assomiglino al buio. di un'emozione improvvisa. e sarei grato a un dio. a un'idea. a un germoglio e alla primavera. però no. che la luce si spegne ogni sera. e nasconde le nuvole basse. le stelle cadute e i desideri abbandonati. non posso più esistere. chiuso dentro a dieci righe di malinconia. e sfiorarle le labbra. senza sentirla respirare.

14:06 | commenti

19.09.06

lampi di bianco. come pelle chiara nella notte. e occhi lucidi come specchi. poi notte. ancora. lucida di buio. priva di qualsiasi cosa. non possa essere descritta da parole. gettate in un angolo di carta. per lasciarle perdere. per lasciarle. per. e il dubbio cavalca le nubi. mi scivola addosso come pioggia. torna poi da dove è venuto. seminando pause tra i pensieri. mi spacco lo stomaco in due. tra un bicchiere e l'angoscia. di stare qui. a riconoscere nei dettagli la parete che ho di fronte. morto all'improvviso. assalito dal mio nulla e un non c'è. sorseggio l'aria. per poterla respirare. senza nessun'altra intenzione. e conto i passi che potrei fare. e le volte che non sono andato. e le volte che non sono rimasto. ci vorrebbero lacrime. per poter piangere. per potere bere ancora. per poter fare di un pensiero poesia. di un gesto realtà. e vivere finalmente.

14:14 | commenti

9.09.06

buchi neri. come notti irrisolte. come vuoti all'interno delle viscere. dispersioni di calore che colano dalla fronte. gli occhi occupati dallo stesso vuoto. senza sguardi da immaginare. e la voglia di. correre dentro l'acqua. dentro a una nuvola bassa. che ha sbagliato stagione. che ha sbagliato direzione. leccarle le palpebre come fossero ferite. dalla luce che c'è in giro. dall'ansia di sapere. dalla stessa voglia di. e altre notti lasciate dov'erano. a respirare di nulla. a morire nel tempo. una benedizione definita. da un cielo cieco di stelle. con la stessa luna di un mese fa. e la solita sbronza. che m'aspetta seduta negli angoli d'ogni bar. posti che non guardano. anime che non vedono. ho i piedi nudi. e mi brucio le labbra con un mozzicone. andato in fumo. con le labbra sfiorate e le mani addosso. per fortuna c'è dio. anche se non so dov'è andato. a morire.

17:51 | commenti

2.09.06

ombre lunghe disegnate da luci fioche. si muovono con il vento. e cancellano tracce. riempiono vuoti d'aria. tento di leggere il ghiaccio. che si scioglie soltanto. dà sollievo alla gola e uccide un pensiero ubriaco. rovisto nelle tasche. per essere sicuro di non avere più parole. ho cancellato gli specchi dagli sguardi. ho rotto il silenzio con un movimento. mi sono portato via da dov'ero rimasto. fermo e impossibile. e la notte m'assiste. unendo il cielo alla linea dell'orizzonte. è un buio che confonde le ore. con il passare del tempo. con le carezze inutili come sputi di pioggia. fisso la luna per vedere il mondo girarsi dall'altra parte. e conto le volte. quelle che non mi ricordo più. quelle che mi sono passate addosso. e si sono illuminate al mattino. quand'ero già morto altrove. ho le dita bruciate. da un mozzicone che si è consumato da sé. e una ferita aperta in mezzo alla faccia.

17:18 | commenti