26.10.06
ho passato la notte a contare. i riflessi di luce che il buio non ha. le ho soffiato sul collo. per essere vento passato di qua. ma che può tornare. ho fatto di tutti i gesti delle intenzioni. le ho contate e dimenticate. come riflessi di luce che il buio non ha. è tempo ormai. che ho finito le parole. che non mi nutro di pensieri. voglio solo negli occhi una luna. diversa da quella nel cielo. che non si spezzi a metà di un solstizio. e illumini lo sguardo. come il miracolo e lo stupore. armeggio intorno all'anima. per capire dove si spegne. e frusto l'aria con un movimento improvviso. qualsiasi. per definire lo spazio che ho. per sapere quanto nulla contiene. per cogliermi di sorpresa. accecato dalla verità. immobile come l'ho lasciata. andando a cercare le differenze. lì dove tutto è uguale. e ogni stella porta il suo nome. con sé.
16.10.06
c'è una notte illuminata. dallo sguardo umido. simile al pianto. un chiarore che rimbalza sulla pelle. m'afferra gli occhi e le mani. non mi lascia finire i pensieri. m'abbandona poco distante. va e viene come un'onda. che non riconosce la riva del mare. bestemmio e fumo. per pentirmi un giorno. ed essere santo. senza di lei. a immaginare un altro paradiso. non resisto. alla voglia che ho d'essere io. le ho leccato le labbra. con gli occhi appoggiati ai suoi. ho visto i morti camminarmi intorno. i loro sorrisi spendersi nell'aria. e le loro carezze. m'hanno asciugato lacrime che non sapevo. hanno danzato attorno a un bicchiere. m'han detto che non ho più preghiere. che l'anima è lì. vicina a me. e viene e va. come un'onda. le ho soffiato parole nelle orecchie. e mi ha amato per un attimo. poi la notte s'è portata il buio con sé. e io. ho sputato alla luna.
10.10.06
incrocio la notte. con l'ombra di me stesso. fotto la luna chiudendo gli occhi. e incrocio le braccia. sulla sua schiena nuda. sul riflesso di pelle bianca. il tempo mi passa addosso. come una malinconia sottile. come un'illusione a sproposito. come un urlo lanciato alle spalle. riempio un vuoto di niente. e m'immagino sognato. un giorno che era buio. e sorridevo alle parole. rovesciate da un bicchiere. è stato un improvviso. e non me ne sono accorto. che c'ero anch'io. mi apro la testa con le mani. per cercarci dentro. a un attimo irripetibile. d'una bestemmia a caso. d'un quando e chissà. d'un verbo qualsiasi. che mi tolga la testa dalle mani. e la lasci ciondolare. c'è un mondo che non so ancora. c'è un istante già descritto. eppure lascio che sia. ancora notte. ancora buio. con l'angoscia di un sempre. diverso da me. e da chissà chi altri.
5.10.06
no. una descrizione chiara della notte. non posso. non può. non possiamo. ho accarezzato gli spigoli di una città. ritrovato le tracce che mi ero nascosto. camminandoci sopra. perseguendo il buio perfetto. e lei incollata ai miei silenzi. le braccia scoperte. e un bacio sul collo da portare via. non vorrei morire così. succhiandomi il sangue dalle lacrime. d'una percezione sottile. d'un altro esserci stato. descrivo i volti che incontro. proiettandoci un sorriso. aspettando il momento. supplicando uno sguardo e il colpo di grazia. ho fatto di questa notte un nuovo giorno. e nemmeno mi sono accorto. d'essere nei pensieri. d'avere fame. e sete di giustizia. sono entrato in una bottiglia attraverso un bicchiere. e sono rimasto lì. a farmi compagnia. con un soffio e un respiro. che guardo e non vedo. col fumo che sale tra le dita.


