28.11.06
foglie morte rincorrono un lembo di marciapiede. le accompagna un vento leggero. fitto di notte. d'alito freddo. e di una voce che confonde l'aria. mi confondo al buio. evitando i raggi di luce. di lampioni quasi spenti. con le ombre distese. allungate sulla piazza. immobili. mi sono chiesto spesso quanti raggi ha il sole. quanto caldo fa un mattino di primavera. qui e altrove. mi sono chiesto perché l'ho lasciata dormire. e ho cominciato a cercare. le notti che abbiamo avuto. le parole morte. scomposte in lettere da rimettere insieme. le ho sorriso alle spalle. per non svegliare il suo sonno. ho toccato l'aria. che aveva intorno. per non interromperle un sogno. ho acceso una sigaretta. lontano dagli incubi. dove lei non c'era. e la notte era giorno. e il vento tempesta. e il mare asciutto. e le foglie morte ancora attaccate agli alberi. e io lì.
23.11.06
cinque secondi. per decidere chi sono. i fantasmi e le ombre. che sputo sui muri di passaggio. ascolto le suole. battere l'asfalto. in cerca di notte e buio. di silenzi e un soffrire di vino. frugo le tasche. memoria a pezzi s'incastra tra le dita. canterei alla luna. avessi la voce. ci fosse la luna. ci fosse il cielo. e non un telo nero disteso sulle stelle. il freddo gela il respiro. e la risacca mi trascina con sé. dentro a un'altra sbronza. che mi possa far parlare di lei. che me la faccia immaginare. alla luce di un lampione. mi soffio sulle mani. per leggere meglio la vita. per sopportare un lamento. e poi vado. ancora un po' in là. in altri posti dove sono stato. a guardare l'aria che mi passava sulla faccia. e seguiva il vento. tra me e le nuvole. cinque secondi. per una domanda. tempo scaduto. per ogni risposta.
19.11.06
una notte mi è scivolata. dalle mani. dalla pelle sulla quale ho respirato. e il silenzio. nudo. descritto dalla voglia. di essere altro. e per sempre. come una notte sola. come la stessa notte e lo stesso buio intorno. ho graffiato le pareti con le unghie. ho scritto nomi sulla sabbia. ho inciso il mare con un sogno. senza la necessità di un'alba. di un tornare dopo essere andato. dentro lei così distante. trattengo la faccia tra le mani. i pensieri tra le bestemmie. gli sguardi tra le preghiere. mi gira la testa. dall'altra parte. come non volessi andare più. in posti che so. in spazi che ho. dimenticato. urlo il mio fiato contro un vetro. che nasconde le ombre e caccia le nebbie. un volto riflesso. un istante che mi racconto come è stato. e il sangue che scende. dalle labbra e da un lamento. dal sorriso che ha stretto i denti.
10.11.06
sappia, la notte. tutta la vita che ci è passata. sappia distinguere un'ombra dal buio. la morte dal sorriso. e le sue mani. confuse. sappia l'ingegno farsi sentimento. e tacciano le bestemmie nel rumore. che il sangue coaguli. sulle ferite e negli occhi. che non scorra sulla pelle. e annebbi la vista. un sigillo sulla realtà rivelata dalla luce di un'alba. una sola. l'unica che ho accolto senza rimpianto. l'unica che mi ha divelto le costole. per cercare l'anima nascosta tra le viscere e le parole. le ho strappato sguardi dall'iride. baci alle labbra. con la sottile differenza. di un amore andato a male. di un momento sparso tra le domande. le ho sfiorato la pelle. per un brivido qualsiasi. per non averne ricordo. fuori dalla notte. dentro a quel respiro. ci sono mani chiuse nelle tasche. tra la pioggia e l'inverno. tra il nulla e il tutto. di una nascita o di un lutto.
2.11.06
gambe all'aria. gli occhi persi nel buio. tra spifferi di luce. e l'incoscienza di un bicchiere. gira in tondo una perfezione. d'esserci per dirsi come. per sputare in faccia un sorriso. che sia la notte così com'è. o qualcosa che non c'è. che vado a cercare. coi sensi all'erta e una spina nella mano. chiusa forte nel suo dolore. distillo sangue sulle labbra. le chiudo le palpebre. che non lo veda e lo ascolti. colare lungo un sentire. e immaginare una ferita che non c'è. le ho tolto il fiato. per smettere io. di respirare. ho cercato la sua pelle. sotto la lingua. per restituirla in un bacio imprevisto. prima che la notte vada via di qua. prima che la notte s'accoppi col giorno. per far nascere un'alba. che uccide i sogni. e non lascia più dormire. ho vomitato nell'ombra. un pezzo di vita che mi è passato addosso. l'ho agitato così. e mi è risalito in gola. per uscire da me.


