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21.12.06

sono notti che passo di qua. per vedermi nascosto. dal buio e dall'alito pesante. seduto in terra. accanto a una sedia vuota. a caccia di nubi. da immaginare perfette. come non ne sono capace. e guardo lontano. attraverso il cielo che nemmeno vedo. e m'ascolto respirare. in affanno. mentre mi rovisto nel cervello. ho cambi di direzione nello sguardo. un ansimare che ricordo da vicino. e un accenno di movimento legato a notti di là del sole. m'accompagno al nulla. del fumo silenzioso. del ghiaccio che scioglie in acqua. del vapore che si posa sui vetri. qualcuno avrò pur ucciso. per restare così solo. ho amato un dattero. di colore arancio. appeso a una palma. e alla mia follia. ho chiesto al mare di andare via. che non avevo necessità di sponde. bastava un approdo. ho gettato l'anima da una roccia. che non avevo più tasche in cui nasconderla. la cerco un po'. adesso.

16:05 | commenti

10.12.06

battiti di notte. distillati dal buio. e dal rumore di auto che spaccano l'aria in due. i sensi ben disposti. tutti in fila. a infilare i ricordi come perle in una collana. e il silenzio. quello che si è divorato le parole. ha ammazzato la voce. restano i gesti. lievi e improvvisi. a significare le intenzioni. confuse. dal vento e dal tempo. di quando la pioggia era tempesta. e piegava il grano martellato dal ghiaccio. non c'è più un momento. solo strada da percorrere. bottiglie da vuotare. fumo da bruciare nei polmoni. e una spiaggia che non sta a riva. per paura delle maree. corro per ansimare. per togliermi il fiato di dosso. per ingoiare un soffio di vento. e sputarlo via. con l'anima e la saliva. corro per descrivere uno sguardo e dimenticarlo. che c'è altro da vedere. piscio contro un muro. per difendermi dalla fretta che ho. di morire. almeno un po'.

14:14 | commenti

1.12.06

appartengo a un delirio. di sangue e fuoco. di notti e lune vuote. di significato. occupo piccoli spazi. muovo l'aria con le palpebre. e sottintendo un sorriso. allungo le mani. per strapparle lo sguardo dagli occhi. e indossarlo un minuto. premo un palmo sul vetro. e tocco la distanza. il fiato che si disegna. e nasconde ogni piccola luce. immagino l'alba. come possa essere vista da qui. e come possa essere visto. un volto tumefatto. una corsa interrotta. l'inizio del nulla. alberi lungo le strade di acque salate. e un ricordo a cui appartenere. birre appese sui ciliegi. macchie sugli occhiali. e strade affollate. di tutto quello che non c'è. seduto sull'orlo d'una lapide. a chiedere com'è. e aspettare un mattino. che soffoca la vista. che rinnova il calore. d'una disperazione sola. che mi ha seccato l'anima. come fosse un fiore reciso. seduto lì accanto.

16:49 | commenti