30.04.07
posso fare altro. che non sia respirare. aspirare a un vuoto d’aria che mi scuota all’improvviso. morire un giorno prima. o contare le margherite in un campo di mais. raccogliere pietre sotto il sole di mezzogiorno. solo per spostarle da lì. e poi dimenticarne la forma, il peso, l’assurdo. contemplare gli occhi di un santo. in un’immagine di carta consunta. spegnere la luce del giorno stringendo le palpebre. e aspettare. che sia notte. che sia qualcosa. che ci sia un odore forte nei dintorni della primavera. e lasciarmi sanguinare le mani. rotte dai cocci di un bicchiere. da spigoli di ghiaccio che tagliano anche il cervello. e procedere a una conta macabra. dei morti che ho. alle spalle e di fronte. ogni volta che sogno. ogni volta che vedo il tempo passare di qua. non sopporto l’insopportabile senso. di un’esistenza a resistere. a preghiere e tentazioni.
24.04.07
sangue. impigliato fra le gocce di sudore che seguono i lineamenti di una carezza. di cui ricordo il calore. erano notti arse dall’estate. d’attese e dimenticanze. d’orme lasciate come impronta d’una camminata. in riva al buio. alla deriva del pensare. sottile aspirazione al prima o poi di un’emozione. che frantuma la consuetudine. di un gesto, di un desiderio. perché no. espresso prima che cada una stella dalla parete di cielo a cui qualcuno l’ha pur appesa. e paranoia in fondo mica l’ho uccisa. l’ho solo lasciata scoprirsi le spalle. nudità da leccare prima di un bacio. prima di aprirle i denti con la lingua. e guardarle per un attimo gli occhi. chiusi dietro le palpebre, addormentati da un’intensità. dov’è a dannarsi l’anima. a essere quello che so. a definire i contorni di un’ipotesi. inutile e bastarda. incrociata dalla nostalgia. che ho.
20.04.07
l’ho guardata a lungo. l’ombra che ha dimenticato una sera. l’ho vista spoglia di lei. complice della malinconia. di tutte le assenze. di tutto l’assenzio. complice della malinconia nascosta in un bicchiere. e nuda di sguardi e felicità. priva d’una carezza. d’un sorriso alternato al buio che scende appresso alla notte. l’ho guardata a lungo. l’ombra che ha dimenticato una sera. per disegnarle addosso i contorni. per insegnarle il profumo che aveva. per raccontarle il silenzio che ho. poi ho camminato. ho lasciato morire un’ombra all’oscuro. non ho più dato retta alla luce. che traccia l’anima sul selciato e la confonde. e vado inoltre. via da qui e da dove. per poi tornare. e ritornare. per voler andare. in attesa di tornare. e restare. per sempre chiuso. in un mondo che non ha stanze tutte uguali. dove le finestre sono serrate. e non ho più da respirare.
15.04.07
corde legate agli angeli. impiccano le intenzioni che volano altrove. legano le stelle alle nuvole. per trascinarle nel vuoto. per spegnere ogni traccia che lascia la notte. circoli esoterici avanzano marciando tra le profezie. tracciano confini tra sogno e menzogna. tra acqua e alcol. tra fiato e fumo. cancellano la pelle al contatto. d’una lieve ipotesi. d’una punta di lingua. rimasta nuda di parole. chiusa tra i denti per impedire un sorriso. inutile nel distinguere un bacio. e uno sputo controvento. ringhio forte. per impedire al silenzio d’esistere. e cammino a tratti. tra la confusione e lo sdegno d’un tramonto in attesa del buio. ombre tutte uguali. mi si sdraiano accanto a ogni momento che respiro. e resto fermo a toccarle con la mano. che il tatto è memoria. d’una bestemmia masticata piano con la saliva. per essere il soffio. quello che uccide un dio.
11.04.07
già. tirano venti l'uno contro l'altro. e nubi in divenire. nascondono la faccia e quel che vuol dire. sappiamo che la pioggia lava le strade. ma non l'effetto che fa. quando il resto è chiuso fuori. tra un fulmine e un tuono. ci sono passato spesso. da quelle parti di me che non sanno. che non possono ciò che vogliono. e stanco sono rimasto. a guardarmi specchiato nel cielo. illuminato di rimbalzo dalle luci d'una città. spenta. lasciata dormire con un auto che va e si disperde. anche l'anima va. in pezzi. da raccogliere al mattino. da buttare via che non c'è tempo. e non ha senso avercela ancora intera. che non serve più. che duri contro un muro d'impossibilità c'andiamo spesso. e ci dormo rannicchiato contro. a respirare l'aria che posso mandar giù. che mi sputo accanto dopo averla usata. per sopravvivere un secondo in più.