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24.06.07

ci sono lacrime spezzate a metà. tra gli occhi e le palpebre. ho di fronte un’incognita che non sa cosa essere. e intanto. brucio i giorni per aver necessità di notti. di respiri affaticati. di silenzi importanti. e ridere infine. sulle stelle cadute. sulla nobiltà di un gesto. sulla saliva che resta sulle labbra. è caduto un giorno dal calendario. ho taciuto le parole che ho. versato in un altro bicchiere. la dimenticanza e l’affetto. la rabbia e un minuto. le ho chiuso lo sguardo con le dita. per non guardarla in faccia. per non vederla nemmeno. ci sono sonni disperati a volte. dai sogni che non si possono fare. dai desideri che non si possono avere. da quell’idea che non si può essere. e intanto è fumo. quello che respiro e credo sia ossigeno. e intanto è niente. quello che ho da fare. poco quello che ho da dire. non è mio il sangue che sorseggio. non sono io a vivere. un’altra notte ancora.

14:08 | commenti (1)

16.06.07

non ho più gli occhi. per distinguere la notte dal resto. ho la pelle scaldata dal tremore. che ha la voce. quando scandisce le parole. scelte a caso. da un giornale svilito dal tempo. ho la gola chiusa. da un cubetto di ghiaccio. ho la vita spenta. da un’immagine vista di fronte. non ho voglie. non ho tappeti volanti da abbattere con lo sguardo. non ho favole. da ricordare e incastrare in un sogno. perverso. d’essere altro. come un oggetto diverso. ho attese. di gocce che scendono lungo la faccia. immobile al buio. a farmi luce nello stomaco. da quel conato in poi. di nausea improvvisa. e so bene chi sono. e chi dovrei essere. mi odio a tratti. come le poesie del giorno di natale. recitate in piedi sulla sedia. quando nessuno ascolta e tutti applaudono. a volte la volgarità è essere vivi. a volte lo è il non esserlo più. sono stato più veloce del vento. anche quando se n’è andato. e mi ha lasciato qui. a voltarmi indietro.

18:21 | commenti

5.06.07

fatto e finito. finito e fatto. d’altre memorie in vena. d’un fianco steso a soffrire. d’un dolore aperto dal sorriso. d’una riga scritta in fretta. col sangue fermo a ribollire. un poi, un quando. un chissàcome. una grassa risata. un umore nuovo. un labbro sottile sfiorato soltanto. un accidenti a me e gli altri al mondo. intento a fermare la pioggia. con gli occhi esposti al cielo. per far rimbalzare le gocce. e l’acqua che non t’aspetti. e ti trovi addosso. come le parole che cerchi. è di un’altra persona che parlo. che m’assomiglia da vicino. con lo sguardo e un bicchiere. con un pezzo d’anima altrui coricato accanto. e mastico l’aria per no respirare. per smettere ora d’essere. pensiero e desiderio. il fantasma che mi sorprendo d’essere.  e attendo l’alba. per scomparire tra le righe d’un levar di sole. con l’orizzonte acceso di calore. d’estate a rovinare addosso. alla perfezione che potrebbe. a un che dolce sarebbe.

23:24 | commenti