27.07.07
l'ho visto il tuo paradiso. ti è apparso all'improvviso. in una notte che non ero io. dentro a un vuoto a perdere. d'emozione e soffi di vita. d'andate e ritorni. hai scelto l'aria ferma al vento d'estate. il respiro all'affanno. il giusto allo sbagliato. l'essere all'essere te o un'altra te che conosci poco. e io mastico note, con il calore di dita sfiorate. in un gesto. in un attimo d'intimo rovistarci negli occhi. eppure è buio ancora. di fumi di sigarette che si spengono altrove. di whisky andati come vecchie storie. d'un patetico specchio appeso nell'aria. che ho di fronte e che respiro. e poi sputo. mi bastasse smettere di respirare per ricordare che sei. resterei immobile. resterei a essere nulla nello spazio. e nel tempo un inutile frame. veloce come lo scorrere di un fiume in secca. alla ricerca di acqua ancora. e sponde verdi. ma non esiste una traiettoria possibile. che in volo. mi congiunga a te. in questa e altre notti.
17.07.07
il silenzio di ogni notte è un rumore diverso. differente da sé. differente dai ma. dalle domande senza risposta. dalle labbra umide di parole soffocate. di baci lasciati a metà. e sguardi sottili. e mani lontane. e corpi estranei all’adesso. ci sono notti da ricordare. solo ne avessi memoria. le ho disegnato una croce sul petto con le dita. le ho socchiuso gli occhi con un soffio leggero. l’ho respirata nei polmoni dei sensi. ne ricordo il sapore. il calore. il tremore. ho alzato un bicchiere per brindare. a me che sono qui. con la notte a metà. con il gomito alzato. e il dito in culo al mondo. quest’impossibilità m’assale. mi logora il cammino. da quando ho cieli bui da esplorare. e non me ne vado più. dal solito pensiero. dall’abbraccio di una malinconia davvero. dal whisky facile come una canzone. spezzo l’anima con le dita. forse a pezzi m’entra ancora. tra le costole di quel dolore. e di un sorriso evanescente.
11.07.07
ci sono certi occhi. che restano nascosti alle ombre. una sottile violenza alle palpebre. un’iride che scompare dalla memoria. eppure. ci sono cose da guardare ancora. che non sono nostalgie. che non sono ombre di luce spenta. e non saranno più lacrime. di un abbandono. di un addio disperato come il ricordo che non c’è. giro la testa sul collo. la fermo con le mani. mi lascio essere. padrone di un vuoto. con le voci attorno, coi desideri infranti d’ogni gente. starci senza è un’abitudine all’assenza. come stare a lato di un acquario a parlare con i pesci. come contare le stelle in una notte di nuvole. un temporale e un attimo di calma. per scuotere il ghiaccio che scioglie il caldo che fa. per ingoiare saliva e malumori. per aspettare che si svegli. e sia ancora. un’altra notte, un’altra volta. e un’altra donna. ma sempre lei.
6.07.07
Questo post non è mai stato scritto. E neanche adesso lo è.