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27.01.08

ho scelto la via del tramonto. per andare incontro alla notte. per camminarle dentro. per fotterla con lo sguardo puntato tra le gambe. l’ho vista scendere dal cielo e avvicinarsi. l’ho vista nascondere quel che resta del giorno. e adagiarsi ovunque piano. come fosse ombra di sole. assoluta. e mi sono sentito a casa. dentro me. disperso tra l’inutile delle parole. scomposte in immagini immaginate. in sogni ancora da sognare. ho rovistato tra i resti. di altre notti. scomparse all’alba. e ho trovato i suoni e i rumori. le ho cavato gli occhi dal buio. e li ho visti spezzare i miei. che non sapevo. che non potevo. ricordare tutto. di come le ho stretto i fianchi e spostato i capelli. in quell’aria immobile e calda. col sangue addosso e nelle vene. che le mordevo le labbra gonfie. eravamo il silenzio e la possibilità. gli unici a esistere in quell’attimo di mondo. così disperso in mezzo al resto. della confusione che irrompe. quando la notte scivola lungo i muri. e se ne va.

18:03 | commenti

18.01.08

e questi silenzi. dal rumore folle che fanno i ricordi. che mi stringono le palle e li chiamo per nome. gioco attorno alle assonanze. ai misteri del buio che fa la notte. di quando ho bevuto bottiglie d’un fiato. per riempirle di stelle cadute dopo aver spento il cielo. e l’immobilità di un soffio. che esce dalle labbra e si posa sull’aria che ho davanti. l’odore forte di una pelle. vista da vicino, sollevando piano i capelli. e il bisbigliare degli occhi. occupati a guardarsi dentro. e letti sfatti. auto in un parcheggio improvviso. pioggia oltre ai vetri. e ghiaccio sulle parole. proferite nell’attimo di un mai più. e stringere forte il collo di una bottiglia. per soffocare la voglia di bere. malinconie sotto spirito. che s’inganni la memoria. che s’offuschi il sonno dai sogni. che sia capace di scrivere il nulla. che possa soltanto occupare lo spazio. nel tempo che mi è destinato di restare qui a guardare. il rovescio delle palpebre.

17:12 | commenti

9.01.08

assenzio. come il sapore che mi manca a tratti feroci. spine negli occhi. lasciati a sanguinare. che non c’è niente da guardare. se il tempo e la notte. non fanno passi indietro. neanche per pisciare. e angoli bui di una stanza. dove vomitare il senno e le parole. lanciate contro le pareti. per ferire le ombre. che stanno lì. appoggiate. e mi manca l’aliento. che mi respirava piano addosso. e vedo accanto. un letto sfatto. e lembi di pelle scivolano giù dalla fantasia. e se non è lei a illuminare il buio con la pelle bianca. poco importa. all’anima in stato di grazia e malavoglia. che quest’onda sia. un mare differente. senza foglie gialle depositate sulla sabbia. e niente vento. solo la disperazione di una voglia. e il suo silenzio. che non siano cose da dire. attorno a un’alba che vorrei spezzare. proprio lì. dove nasce ancora il sole.

22:29 | commenti